da jericho | Mag 24, 2013 | recensioni
Recensione di Drusie per La Biblioteca di Drusie
L’epoca vittoriana è da considerare uno spartiacque tra l’era antica e quella moderna. Londra era la capitale di un impero sul quale il sole non tramontava mai, le prime rivoluzioni sociali facevano breccia attraverso la spessa coltre del classismo e del patriarcato e i progressi tecnologici avanzavano a passi enormi, così come l’ombra della Prima Guerra Mondiale che nel giro di un lustro avrebbe spazzato via un’intera generazione. Per questo, ancora oggi, l’epoca vittoriana e le sue contraddizioni esercitano sulla letteratura tutta un fascino irresistibile, da Sir Arthur Conan Doyle fino al moderno genere steampunk. “La società degli spiriti”, primo episodio della serie “Victorian Solstice”, scritta da Federica Soprani e Vittoria Corella, fa rivivere la quel periodo attraverso le gesta dell’ispettore di Scotland Yard Jonas Marlowe e del medium Jericho Shelmardine. Alle prese con l’inquietante caso di un pari d’Inghilterra trovato dilaniato nel suo studio, si ritroveranno a fare i conti con una Londra nascosta oscura e pericolosamente affascinante che riporterà a galla i loro fantasmi del passato.
“La società degli spiriti” è un giallo che mette i personaggi e l’ambientazione in primo piano rispetto allo svolgimento della trama. Si nota fin dalle prime pagine la competenza con cui le due autrici trattano il materiale su cui lavorano. Non era facile tirare fuori qualcosa sulla Londra vittoriana che non sia stata già detta, soprattutto all’interno di un thriller esoterico. Così, evitando trappole assai pericolose, la adattano al racconto senza inventare nulla di clamoroso ma descrivendola con aggettivi suggestivi e affascinanti che contribuiscono a rendere ancora più ricca la narrazione. Ottantaquattro pagine che filano lisce come l’olio nelle quali il lettore non farà fatica ad empatizzare coi due protagonisti. Diversi ma uniti dalle vicende in cui vengono coinvolti, non sono mai fuori luogo e sono caratterizzati in maniera molto buona, grazie anche a una ottima prosa curata fin nei minimi particolari. Particolarmente riusciti sono anche i personaggi di contorno, tra tutti il mefistofelico Re Belial.
In conclusione “La società degli spiriti” di Federica Soprani e Vittoria Corella è un ottimo antipasto della serie “Victorian Solstice”. Non è un giallo alla Conan Doyle e chi cerca qualcosa del genere potrebbe rimanerne deluso. Tutti gli altri, invece, avranno di che divertirsi. Dai dialoghi fulminanti ai personaggi magnetici fino ad arrivare all’ambientazione affascinante il lettore troverà un ottimo modo per staccare per un paio d’ore dalla vita reale e farsi avvolgere dalle spire della Londra vittoriana.
da jericho | Mag 24, 2013 | recensioni
Recensione di Daniele per La Stamberga dei lettori
L’epoca vittoriana è da considerare uno spartiacque tra l’era antica e quella moderna. Londra era la capitale di un impero sul quale il sole non tramontava mai, le prime rivoluzioni sociali facevano breccia attraverso la spessa coltre del classismo e del patriarcato e i progressi tecnologici avanzavano a passi enormi, così come l’ombra della Prima Guerra Mondiale che nel giro di un lustro avrebbe spazzato via un’intera generazione. Per questo, ancora oggi, l’epoca vittoriana e le sue contraddizioni esercitano sulla letteratura tutta un fascino irresistibile, da Sir Arthur Conan Doyle fino al moderno genere steampunk. “La società degli spiriti”, primo episodio della serie “Victorian Solstice”, scritta da Federica Soprani e Vittoria Corella, fa rivivere la quel periodo attraverso le gesta dell’ispettore di Scotland Yard Jonas Marlowe e del medium Jericho Shelmardine. Alle prese con l’inquietante caso di un pari d’Inghilterra trovato dilaniato nel suo studio, si ritroveranno a fare i conti con una Londra nascosta oscura e pericolosamente affascinante che riporterà a galla i loro fantasmi del passato.
“La società degli spiriti” è un giallo che mette i personaggi e l’ambientazione in primo piano rispetto allo svolgimento della trama. Si nota fin dalle prime pagine la competenza con cui le due autrici trattano il materiale su cui lavorano. Non era facile tirare fuori qualcosa sulla Londra vittoriana che non sia stata già detta, soprattutto all’interno di un thriller esoterico. Così, evitando trappole assai pericolose, la adattano al racconto senza inventare nulla di clamoroso ma descrivendola con aggettivi suggestivi e affascinanti che contribuiscono a rendere ancora più ricca la narrazione. Ottantaquattro pagine che filano lisce come l’olio nelle quali il lettore non farà fatica ad empatizzare coi due protagonisti. Diversi ma uniti dalle vicende in cui vengono coinvolti, non sono mai fuori luogo e sono caratterizzati in maniera molto buona, grazie anche a una ottima prosa curata fin nei minimi particolari. Particolarmente riusciti sono anche i personaggi di contorno, tra tutti il mefistofelico Re Belial.
In conclusione “La società degli spiriti” di Federica Soprani e Vittoria Corella è un ottimo antipasto della serie “Victorian Solstice”. Non è un giallo alla Conan Doyle e chi cerca qualcosa del genere potrebbe rimanerne deluso. Tutti gli altri, invece, avranno di che divertirsi. Dai dialoghi fulminanti ai personaggi magnetici fino ad arrivare all’ambientazione affascinante il lettore troverà un ottimo modo per staccare per un paio d’ore dalla vita reale e farsi avvolgere dalle spire della Londra vittoriana.
da jericho | Mag 24, 2013 | recensioni
Recensione di Domina per Il rumore del sangue
Il primo episodio della serie VICTORIAN SOLSTICE di Federica Soprani e Vittoria Colella. Jericho è un Medium dei bei salotti. Jonas un investigatore che non crede nel paranormale. Quando Lord Kynaston viene trovato fatto a brandelli nel suo studio chiuso dall’interno, il Medium che parla con i morti e il poliziotto più scettico di Scotland Yard sono costretti a lavorare insieme loro malgrado. Dai bordelli per ricchi annoiati fino alla casa del vizio più pericolosa del West End, una detective story vittoriana oscura e sensuale.
Recensione : Prima di iniziare premetto che non faccio questo di professione, sono una ragazza a cui piace leggere e si diverte a scrivere dei brevi racconti, quindi le mie recensioni sono tranquillamente opinabili. Anche se vorrei che rispettaste il mio impegno e il mio lavoro , niente insulti o provocazioni grazie.
Il primo episodio della serie Victorian Solstice di Federica Soprani e Vittoria Colella. Uno stile unico, ho letto parecchi E-Book ultimamente ma devo dire che questo supera ogni aspettativa. Scritto alla perfezione, curato in ogni piccolo particolare, un modo di scrivere proprio che t’incolla allo schermo senza mai annoiarti. Un giallo appassionante, mai monotono, con un ritmo incalzante. In questo racconto non manca niente, sesso, trasgressione, spiriti , omicidi ambientato in una Londra nell’epoca vittoriana. Sia i personaggi, Jericho il Medium e Jonas investigatore, sia ambientazione mi hanno conquistato. Amo particolarmente le ambientazioni dell’epoca e la città di Londra che rende questo giallo ancora più avvincente. La scena erotica descritta con delicata semplicità, non volgare, l’ho apprezzata molto, come il tema originale dell’’omosessualità. Concludo, ringraziando Vittoria Corella che mi ha dato l’opportunità di leggere questo bellissimo libro, di sicuro non mancherò nel acquistare il secondo episodio della serie Victorian Solstice intitolato LA LEGA DEI GENTILUOMINI ROSSI. Che troverete qui www.lite-editions.com/ebook.php?id=480
Voto 5/5
da jericho | Mag 15, 2013 | recensioni
Recensione di Lara Forte per Stelle dell’Iperuranio
Ecco il secondo capitolo in Anteprima, dato che la sua uscita è prevista per il 21 maggio, della serie Victorian Solstice di Federica e Vittoria dove avremo modo di incontrare nuovamente i nostri due protagonisti, Jonas e Jericho, alle prese con un altro caso cui Scotland Yard non è in grado, o forse non vuole, cercare di risolvere. Tra gli immigrati irlandesi si stanno avvicendando misteriose sparizioni di giovani uomini dai capelli rossi, le scomparse non destano certo l’attenzione della polizia di sua Maestà essendo gli scomparsi solo degli immigrati. Non dello stesso avviso Jonas, seppur ancora lasciato a scribacchiare nei polverosi uffici non può fare a meno di prendere a cuore il caso accompagnandosi volente o nolente al Medium Jericho. Le tracce degli uomini rossi li condurrà come novelli Pollicini in una casa dove il lusso e la nobiltà la fanno da padrona, dove Hans e Gretel cercano di fuggire e sopravvivere ai desideri di un terribile Orco. Una favola? Potrebbe averne gli aspetti, una favola dark, perversa e oscura, purtroppo però i protagonisti non sono personaggi fantastici ma uomini in carne ed ossa nelle cui profondità si nascondo desideri capaci di dare vita alle più proibite delle perversioni.
Si prosegue quindi in questo viaggio nella conoscenza di Jonas e Jericho, arricchendo il loro carattere di sfaccettature ma purtroppo non dipanando ancora la matassa dei loro segreti, anzi aggiungendone altri fili. Di certo siamo in grado di cogliere aspetti che il primo capitolo non ci aveva permesso di fare. Mentre nella Società degli spiriti l’attenzione viene centrata maggiormente su Jericho, sulla sua duplicità, sul suo passato tormentato, adesso cogliamo anche il lato un po’ frivolo del medium, un piccolo squarcio di luce sulle sue piccole manie e vezzi, ma soprattutto su quel desiderio che non riesce a reprimere di rimanere ancora in contatto con l’uomo che dopo tanto tempo è riuscito a smuovere qualcosa all’interno del suo cuore.
Invece Jonas, di cui nel primo capitolo eravamo riusciti ad avere appena un assaggio, in questo racconto stupisce grazie alla sua forza e determinazione, quel suo prendere a cuore cause che nessuno vuole accettare, il desiderio ingenuo, quasi infantile, nel voler salvare fanciulle in pericolo, principesse delle fiabe da proteggere, una rettitudine invidiabile ma che di certo non sarà garanzia di lunga vita. Jonas è incapace di cogliere immediatamente il lato oscuro delle cose e in special modo delle persone, cosa che invece riesce immensamente bene a Jericho, sono entrambi parte della stessa medaglia, luce e tenebra, se vogliamo. I loro caratteri si compensano e si amalgamano dando vita a un duo di investigatori alquanto improbabile è vero, ma assolutamente indomabile e incorruttibile, capaci di giungere al cuore di ogni mistero. Anche se la soluzione del mistero sembra condurli nella abitazione dell’uomo più importante del Regno, secondo solo a sua Maestà, un uomo a quanto sembra intoccabile.
Questo capitolo anzichè gettar luce sul passato dei nostri protagonisti, continua invece a gettare su di loro ombre e misteri rendendoci ansiosi nel desidero di rischiarala. Non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo e incontrare di nuovo J. & J.
Lasciatemi andare, due cuori spezzati non ne fanno mai uno intero. Fanno solo più cocci.
Voto: uno tira l’altro
da jericho | Mag 14, 2013 | recensioni
Recensione di Lara Forte per Stelle dell’Iperuranio
Due autrici ci regalano un racconto, l’inizio di una storia che promette oscuri segreti e torbidi passati tra le nebbie di una Londra vittoriana dove si consumano efferati omicidi e il bel mondo viene incantato dagli spiritisti e dai medium che in quest’epoca hanno trovato la loro età dell’oro. Immediatamente incontriamo i sue protagonisti che ci accompagneranno in questo viaggio di quattro racconti che si prospettano uno più accattivante dell’altro: Jericho Marmaduke Shelmardine affascinante Medium, i suoi poteri, le sue capacità, il suo viso fatto di angoli, labbra morbide e occhi azzurri ne hanno fatto l’uomo più richiesto nei salotti; Jonas Marlowe, giovane ispettore di Scotland Yard, lasciato ai margini delle indagini dai suoi colleghi per un accusa infondata che lo marchia a fuoco.
Questi due improbabili compagni saranno uniti dall’omicidio di un noto antropologo, Pari del regno, dilaniato all’interno della sua biblioteca e dalla ricerca di una fantomatica pupilla che l’uomo aveva accolto nella sua casa. La risoluzione del mistero di questo crimine condurrà i due uomini nei luoghi più oscuri e segreti della Londra sommersa, dove dolore e piacere si fondono, dove il laudano e l’oppio annebbiano la mente e accendono i sensi. Un mondo che Jericho conosce bene, che ha già esplorato, da cui è già stato avvinto e ha scavato in lui solchi profondi mentre Jonas alla sua prima esperienza si dimostra un uomo capace di resistere alle tentazioni, all’oblio che il piacere promette ma al quale la sua anima non vuole cedere. Alla fine la più oscura della verità si celerà sempre dietro ai desideri dell’uomo, lui stesso artefice e distruttore del proprio destino.
Questo racconto si legge in un soffio, sin dalle prime pagine è capace di trascinarti tra i vicoli della città londinese, tra i segreti che si celano dietro le tende di pizzo dei salotti mondani e dietro agli occhi degli uomini che cercano di nascondere e celare la propria storia. Sono stata conquistata dai due protagonisti così diversi all’apparenza, così distanti nel loro stile di vita, nel lavoro, nell’immagine che mostrano agli sguardi degli estranei, ma così simili perché entrambi nascondono un segreto oscuro che li accompagna in ogni passo che compiono, in ogni azione che intraprendono, in ogni pensiero che sfiora la loro mente e quando sul finale tali segreti vengono appena accennati non si riesce a non pensare “voglio sapere di più, voglio conoscere cosa ha segnato la loro vita, cosa li ha portati ad essere quello che sono”. Soprattutto la storia di Jericho quando ci viene narrata in parte attraverso i suoi ricordi, le parole usate e lo stile si differenziano così tanto dal resto del testo, da lasciarti in principio quasi scioccata, dove tutto prima era poesia e vortice di emozioni ora invece è solo cruda realtà senza filtri o veli posti sugli occhi. In questo racconto non possiamo fare a meno di essere ammaliati da Jericho, dalla sua persona, dai suoi modi, dal suo passato, da quella sottile attrazione che sembra avvolgere i due uomini. In una manciata di ore il racconto ti rapisce, ti prende, ti trascina e poi ti lascia all’improvviso, con un vuoto dentro che chiede a gran voce di essere colmato. La parte del mistero, dell’omicidio, si perde quasi, sovrastata dalla necessità di una maggiore conoscenza, una maggiore confidenza verso Jericho e Jonas. Un assaggio introduttivo di quella che si prospetta una storia capace di sconvolgere e rapire.
Voto: un racconto da divorare
da jericho | Mag 13, 2013 | recensioni
Recensione di Emozioni di Inchiostro
Il bello di essere un blogger è quello di poter parlare e confrontarsi con gli amanti della lettura e gli scrittori, spesso mi capita di leggere racconti e romanzi italiani che sanno soprendermi ma non sempre in positivo. Ovviamente non è questo il caso, infatti La Società degli Spiriti è un racconto di circa 80 pagine, scritto non da una ma da due scrittrici italiane con la quale spero di far presto quattro chiacchere!
Ma basta dilungarsi parliamo del libro.
Un investigatore emarginato da Scotland Yard, un Medium dal passato torbido vengono uniti da un omicidio, quello di Lord Kynaston.
F. Soprani e V.Corella sono le due autrici de La Socità degli Spiriti, un racconto breve molto emozionante, misterioso e coinvolgente. Il racconto scorre molto bene, le descrizioni minuziose ma non troppo, ci permettono di conoscere meglio i personaggi tra cui appunto il Medium e l’Investigatore. Sinceramente ho apprezzato moltissimo Jonas Marlowe, l’investigatore della stazione di polizia.
Lo stile del romanzo è davvero perfetto, semplice, raffinato e ricercato; ho trovato impossibile non immergermi completamente in questo libro e assieme a Jonas Marlowe e Jericho (il medium) vivere la loro indagine nel pieno delle emozioni.
Solitamente i personaggi dei gialli sono di due categorie:
– Noiosi
– Appassionanti
Secondo me sono entrambi appassionanti! Leggendo il racconto, le due autrici sanno farti sorprendere dai protagonisti nei modi più insoliti e incredibili.
Vorrei ringraziare le due autrici per avermi sorpreso con questo libro, per avermelo fatto amare.
I temi affrontati e descritti sono molto particolari e le due autrici si soffermano sempre nei punti migliori del racconto, descrivendo situazioni e personaggi nel modo giusto senza mai dilungarsi ma rendendo in complesso questo libro molto ricercato.
Forse l’unico punto negativo (spero di ricredermi) è il passato di Jonas Marlowe, molto chiaro e poco intricato nel mistero, ovviamente non vi dirò come mai penso questo altrimenti essendo un racconto breve e non un romanzo potrei rovinarvi la lettura!
L’elemento Giallo/Noir è molto intenso e ben costruito, immagino che non sia per nulla semplice scrivere un romanzo così dettagliato; come sicuramente non è semplice costruire un’indagine e sviare allo stesso tempo il lettore, quanto basta per concludere l’indagine.
Un estratto dal libro:
Crack.
Il bicchiere – un calice da vino – dopo essersi rovesciato da solo sul tavolino di marmo, attese almeno mezzo secondo prima di generare nella sua pancia rotonda una crepa.
Crack. Crack. Crack.
La crepa sembrava viva.
Il bordo si staccò – una mezzaluna tagliente che adesso dondolava come una barchetta. Qualcuno fece ohhh.
Jonas si piegò sulle ginocchia. La coda della redingote nera spazzò il pavimento sgombro di ogni tappeto. Inclinò la testa e guardò sotto il tavolino. Passò la mano sul fondo rotondo, tastò l’unica gamba che terminava in un treppiede. Esaminò le zampette di legno intarsiato con occhi sottili.
Si raddrizzò e guardò l’uomo in piedi dall’altro lato del tavolino. Il Tramite, come amava chiamarlo davanti agli ospiti presenti la padrona di casa. Il Medium.
“Interessante” mormorò Jonas. Il Medium gli sorrise, pelle bianca tesa sulle ossa del teschio e lucida sugli zigomi come se avesse pianto.
Un mormorio diffuso attraversò gli astanti. Gli occhi dell’intera platea erano fissi su quello scambio.
“Come avete potuto constatare voi stesso, Signor Marlowe, non c’è nessun trucco. Il tavolino si muove da solo.” Lady Hornfield esibiva un sorriso da giovinetta. Le sue guance, svuotate dalla vecchiaia, erano ravvivate da un velo di rouge.
“Nessun trucco di cui io sia a conoscenza, concordo” rispose Jonas.
“Possiamo riprendere la nostra seduta?
Con questo estratto, penso di aver reso l’idea dello stile semplice e raffinato che caratterizza questo racconto.
L’atmosfera è qualcosa di unico, particolare, impossibile non immaginarsi i vicoli scuri del tempo, le persone schive e gli odori che si percepivano nella città. Il periodo Vittoriano è molto affascinante e secondo me è proprio questo l’elemento che rende tutto il racconto unico.