Recensione di Emozioni di Inchiostro

Il bello di essere un blogger è quello di poter parlare e confrontarsi con gli amanti della lettura e gli scrittori, spesso mi capita di leggere racconti e romanzi italiani che sanno soprendermi ma non sempre in positivo. Ovviamente non è questo il caso, infatti La Società degli Spiriti è un racconto di circa 80 pagine, scritto non da una ma da due scrittrici italiane con la quale spero di far presto quattro chiacchere!

Ma basta dilungarsi parliamo del libro.
Un investigatore emarginato da Scotland Yard, un Medium dal passato torbido vengono uniti da un omicidio, quello di Lord Kynaston.
F. Soprani e V.Corella sono le due autrici de La Socità degli Spiriti, un racconto breve molto emozionante, misterioso e coinvolgente. Il racconto scorre molto bene, le descrizioni minuziose ma non troppo, ci permettono di conoscere meglio i personaggi tra cui appunto il Medium e l’Investigatore. Sinceramente ho apprezzato moltissimo Jonas Marlowe, l’investigatore della stazione di polizia.
Lo stile del romanzo è davvero perfetto, semplice, raffinato e ricercato; ho trovato impossibile non immergermi completamente in questo libro e assieme a Jonas Marlowe e Jericho (il medium) vivere la loro indagine nel pieno delle emozioni.
Solitamente i personaggi dei gialli sono di due categorie:

– Noiosi
– Appassionanti

Secondo me sono entrambi appassionanti! Leggendo il racconto, le due autrici sanno farti sorprendere dai protagonisti nei modi più insoliti e incredibili.
Vorrei ringraziare le due autrici per avermi sorpreso con questo libro, per avermelo fatto amare.
I temi affrontati e descritti sono molto particolari e le due autrici si soffermano sempre nei punti migliori del racconto, descrivendo situazioni e personaggi nel modo giusto senza mai dilungarsi ma rendendo in complesso questo libro molto ricercato.
Forse l’unico punto negativo (spero di ricredermi) è il passato di Jonas Marlowe, molto chiaro e poco intricato nel mistero, ovviamente non vi dirò come mai penso questo altrimenti essendo un racconto breve e non un romanzo potrei rovinarvi la lettura!
L’elemento Giallo/Noir è molto intenso e ben costruito, immagino che non sia per nulla semplice scrivere un romanzo così dettagliato; come sicuramente non è semplice costruire un’indagine e sviare allo stesso tempo il lettore, quanto basta per concludere l’indagine.

Un estratto dal libro:

Crack.
Il bicchiere – un calice da vino – dopo essersi rovesciato da solo sul tavolino di marmo, attese almeno mezzo secondo prima di generare nella sua pancia rotonda una crepa.
Crack. Crack. Crack.
La crepa sembrava viva.
Il bordo si staccò – una mezzaluna tagliente che adesso dondolava come una barchetta. Qualcuno fece ohhh.
Jonas si piegò sulle ginocchia. La coda della redingote nera spazzò il pavimento sgombro di ogni tappeto. Inclinò la testa e guardò sotto il tavolino. Passò la mano sul fondo rotondo, tastò l’unica gamba che terminava in un treppiede. Esaminò le zampette di legno intarsiato con occhi sottili.
Si raddrizzò e guardò l’uomo in piedi dall’altro lato del tavolino. Il Tramite, come amava chiamarlo davanti agli ospiti presenti la padrona di casa. Il Medium.
“Interessante” mormorò Jonas. Il Medium gli sorrise, pelle bianca tesa sulle ossa del teschio e lucida sugli zigomi come se avesse pianto.
Un mormorio diffuso attraversò gli astanti. Gli occhi dell’intera platea erano fissi su quello scambio.
“Come avete potuto constatare voi stesso, Signor Marlowe, non c’è nessun trucco. Il tavolino si muove da solo.” Lady Hornfield esibiva un sorriso da giovinetta. Le sue guance, svuotate dalla vecchiaia, erano ravvivate da un velo di rouge.
“Nessun trucco di cui io sia a conoscenza, concordo” rispose Jonas.
“Possiamo riprendere la nostra seduta?

Con questo estratto, penso di aver reso l’idea dello stile semplice e raffinato che caratterizza questo racconto.
L’atmosfera è qualcosa di unico, particolare, impossibile non immaginarsi i vicoli scuri del tempo, le persone schive e gli odori che si percepivano nella città. Il periodo Vittoriano è molto affascinante e secondo me è proprio questo l’elemento che rende tutto il racconto unico.