Episodio II: Recensione di Angela D’Angelo su Insaziabili letture

Episodio II: Recensione di Angela D’Angelo su Insaziabili letture

Episodio II: Recensione di Angela D’Angelo su Insaziabili letture

Fin dove si spinge la perversione dell’uomo? Quali sono gli oscuri desideri che si celano dietro facce rispettabili, vite impeccabili?
La miseria di un uomo quanto può danneggiare gli altri?
Jonas Marlowe cerca di capirlo, batte le strade alla ricerca di delinquenti, trascorre le notti a vagliare ipotesi, instancabile nella sua ricerca del senso di ogni gesto, ogni azione.
Jonas è un investigatore, uno di quelli bravi, che offre la sua esperienza indiscriminatamente, che si nutre del brivido dell’indagine e trova nel suo lavoro un modo per allontanarsi dall’unico mistero che non sarà mai in grado di risolvere.
Ed è Jonas che finalmente rincontriamo in questo nuovo e appassionante capitolo della serie Victorian Solstice, una serie che diventa sempre più emozionante e ricca di enigmi, che catturano il lettore in una fitta rete di sentimenti contrastanti, desideri impossibili, segrete passioni.
La passione muove infatti questo personaggio che non è mai solo, ma può contare sul supporto e l’aiuto di Jericho Shalmardine, il Medium, l’oscuro uomo che è entrato nella sua vita durante un’indagine passata ed è ora riluttante ad uscirne per ambigui e discordanti motivi.
Due uomini dai caratteri opposti, dalle esperienze diverse, due cuori spezzati che sembrano destinati a non trovare mai pace, ad affogare nella disperazione, nutrirsi di dolore. Eppure questi due uomini, unici e particolari, sono capaci di creare storie magnifiche, dare origine a riflessioni profonde, ad accompagnare il lettore in spirali di fitto e ipnotico mistero.
La lega dei gentiluomini rossi ci ripropone questa coppia di strampalati investigatori, impegnati in un caso che odora di perversione e malattia, che sa di orrore e dissolutezza.
Uomini scompaiono, famiglie piangono figli che non ritorneranno, nobili insospettabili vagano affamati e bramosi per le strade di Londra.
In un silenzio che grida alla corruzione, tutti ignorano, tutti tacciono.
Jonas e Jericho, tra difficoltà e pericoli, combattono insieme per la verità, quella chimera che li ispira sul lavoro ma da cui si nascondono nel privato.
Federica Soprani e Vittoria Corella ancora una volta riescono a creare una storia impressionante e originale, ricca di passione e sensualità, con un impianto investigativo forte e una finalità riflessiva profonda e non banale.
I loro beniamini evolvono nella loro caratterizzazione, assumono maggiore tridimensionalità e esibiscono lati inediti e piacevoli della loro personalità.
Il più passivo Jonas, in questa storia, diventa un mastino, un uomo implacabile e incorruttibile che mostra il suo carattere senza riserve, deciso e fiero, sicuro come nel precedente volume solo si intuiva.
Jericho nasconde meglio i suoi incubi e presenta una faccia quasi normale, una maschera di sottile ironia, consumato humor inglese sempre efficace e mai fuori luogo. Ci inganna con un’ordinaria curiosità, ammalia con una studiata innocenza, imprigiona con il suo fascino e, nonostante sembri rassicurante, ci da l’idea di un cacciatore pronto a far scattare la sua trappola da un momento all’altro.
E funziona, queste due scrittrici fanno vittime tra i lettori, che sviluppano una dipendenza quasi viscerale, una curiosità morbosa, un desiderio costante di saperne di più, di conoscere di più, di scavare in passati mai chiari e divinare futuri ancora irraggiungibili.
La lega dei gentiluomini rossi si dimostra un degno seguito de La società degli spiriti, ma pur essendo successivo non rappresenta un gradino in più verso la comprensione. Nuovi enigmi, nuovi interrogativi, prendono evanescente forma e ci invitano ad addentrarci in una densa nebbia per saperne di più.
E lo faremo, perché la fame incontenibile che queste due magnifiche autrici hanno acceso in noi è lontana, lontanissima, dall’essere saziata.

Episodio I: Recensione di Marco Siena su Prima di svanire

Episodio I: Recensione di Marco Siena su Prima di svanire

Recensione di Marco Siena su Prima di svanire

Ho conosciuto Vittoria Corella su Facebook un paio di mesi fa, mentre Federica Soprani la conosco solo di rimbalzo attraverso un amico comune. Fatto sta, che ho acquistato volentieri questo La Società degli Spiriti, che tra l’altro costa poco più di un caffè, è “confezionato” in edizione Kindle in maniera eccellente, e con due click lo trovate già pronto sul vostro e-reader. Quindi, liscio come l’olio, ho effettuato le due operazioni sopracitate e me lo sono aggiudicato.
Mi è piaciuto? Direi di sì. Vediamo perché.

Copertina

Copertina

Trama

Londra, 1890. Lord Kynaston viene trovato fatto a pezzi nel suo studio. La sua servitù è stata a sua volta assassinata. Un investigatore di Scotland Yard, Jonas, appena reintegrato nel corpo, si accolla il caso, scoprendo che se ne sta già occupando un personaggio eccentrico. Jericho, un medium, sta infatti seguendo la pista che la sua esperienza gli ha suggerito. Seppure riluttante, Jonas decide di collaborare con il medium per scoprire chi ha ucciso il Lord. Si ritroverà a conoscere lati nascosti di Londra, di cui avrebbe fatto volentieri a meno…

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Considerazioni

In primis: Londra è una città che amo, e l’ambientazione vittoriana è quella che considero la più affascinante su cui sviluppare storie come questa, fatta di spiriti, omicidi ambigui, passi notturni in lontananza e mondi nascosti. Questo è quello che ci descrivono Vittoria e Federica, una città che come l’epoca della regina Vittoria, finge di essere virtuosa, per poi nascondersi e dare sfogo alle depravazioni e agli istinti più bassi dell’essere umano.

Victorian-London
In questo primo volume (se ho capito bene dovrà essere un serie) abbiamo modo di conoscere i due personaggi principale, sprazzi del loro passato e quelle che possiamo considerare capacità. L’omicidio di Lord Kynaston e il caso in questione quindi, sono un mezzo per darci modo di aver un assaggio di quello che leggeremo in futuro.
Ammetto che a un certo punto ho temuto di trovarmi tra le mani un prodotto che virasse troppo verso l’erotico, genere che non leggo abitualmente, ma alla fine si tratta più di accenni che di particolari insistiti e spinti. Resta appena un accenno, lieve e non invasivo, che credo in alternativa avrebbe rovinato l’atmosfera.

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Episodio I: Recensione di Marco Siena su Prima di svanire

Episodio I: Recensione di BlackArcana su Pane e Paradossi

Letto e Bloggato: La società degli spiriti
Posted by BlackArcana on Aprile 26th, 2013

Continua l’appassionante (spero ^_^) appuntamento settimanale con la rubrica Letto e Bloggato. Questa volta abbiamo deciso di dedicare il nostro spazio a “La società degli spiriti” (Pagine: 52, Prezzo:1.99 euro per la versione ebook), primo episodio della serie Victorian Solstice di Federica Soprani e Vittoria Colella, edito dalla Lite Editions.

Sul Libro:
Jericho è un Medium dei bei salotti. Jonas un investigatore che non crede nel paranormale. Quando Lord Kynaston viene trovato fatto a brandelli nel suo studio chiuso dall’interno, il Medium che parla con i morti e il poliziotto più scettico di Scotland Yard sono costretti a lavorare insieme loro malgrado. Dai bordelli per ricchi annoiati fino alla casa del vizio più pericolosa del West End, una detective story vittoriana oscura e sensuale.

La mia opinione:

Titolo evocativo per una short- story dove gli “spettri” non sono solo quelli che Jericho, uno dei protagonisti, dovrebbe richiamare durante le sue così ben frequentate sedute spiritiche. I veri fantasmi, più presenti e concreti, sono quelli dei brutti ricordi, dei dolori vissuti e mai del tutto sopiti dei due “eroi” dai nervi stanchi che accompagnano il lettore in una Londra vittoriana così contenuta nelle apparenze ma, allo stesso tempo, così seduttiva e decadente nella privacy delle eleganti dimore. Dove miseria e sfarzo si incontrano senza sforzo, Jericho, novello Virgilio, traghetta Jonas alla scoperta di una Londra nascosta e alienata, alla ricerca della spiegazione ad un delitto “impossibile”. Ma non è il pretesto investigativo (che non manca sicuramente di inverntita e originalità) a tener banco. Perno centrale del libro, che giganteggia su tutto il resto, è invece il rapporto, l’alchimia innervata da un sottile turbamento erotico, che va instaurandosi tra i due protagonisti entrambi esiliati (dalla vita, dall’amore) e persi nella consapevolezza che mai conosciamo davvero le persone che amiamo, che i loro veri sentimenti, le loro asprezze e inganni, ci sfuggono.
Così Jericho e Jonas trovano, quasi inconsapevolmente, l’uno nell’altro un qualcuno per cui provare interesse, uno scopo da perseguire per continuare ad esistere. Sinergia di intenti che rispecchia la buona intesa dimostrata dalle autrici che riescono a non far minimamente notare, durante la narrazione, il cambio di mano e ad uniformare il loro stile in un elegante esempio di letteratura sensuale. Un ottimo libro di cui non si può fare a meno di desiderare di avere già in mano il seguito.

E ora l’intervista con le autrici:

"Morgana supervisiona il mio lavoro"

Inizio ringraziando entrambe per la disponibilità e dandovi il benvenuto su Pane e Paradossi-Letto e Bloggato . Che ne dite di raccontarci qualcosa di voi, cosa amate fare, come vi siete avvicinate alla scrittura, qual è il suo ruolo nella vostra vita e, soprattutto, com’è nata la vostra collaborazione?
Federica: Grazie a voi, è un onore e un privilegio essere vostre ospiti. Le cose che amo fare sono sempre molto più numerose di quelle alle quali posso dedicarmi, purtroppo. Amo in cinema e le serie televisive. Ho fatto teatro per anni, poi ho ripiegato sui giochi di ruolo dal vivo quando gli impegni di lavoro mi hanno imbrigliata. Mi piace cucinare (e mangiare). Adoro fare lunghe passeggiate, cercando disperatamente di scovare scorci suggestivi e selvaggi tra il grigiume cittadino. Naturalmente mi piace leggere, da sempre, e scrivo da quando ero bambina. All’inizio era un modo per dare spazio e voce ai miei innumerevoli amici immaginari. Poi ho iniziato a scrivere storie per i miei amichetti ‘reali’. E non ho più smesso. Scrivere è la cosa che amo fare di più in assoluto, mi fa stare bene, mi rende felice.
La collaborazione con Vittoria è nata per caso. Ci siamo conosciute su un forum di appassionati di Doctor Who. Io all’epoca avevo appena aperto Victorian Solstice, il Gioco di Narrazione on line, e cercavo players. Sebbene lei avesse ammesso di non aver mai scritto narrativa in vita sua sono rimasta subito folgorata dal suo stile e dalla sua inventiva e ho fatto di tutto per irretirla e portarla verso il lato oscuro. E ci sono riuscita ;)

Comodino:  oltre al caos, il mio amato Kindle, Fumetti di Hellboy e il GAZA 1956 di Joe Sacco, manuale del gioco di ruolo steampunk Castle Falkensteine manuale sulla sessualità vittoriana di Pearsall.

 

Vittoria Corella: Io leggo. Molto. Sempre. Comunque. Per dormire, per combattere la tristezza, ma soprattutto per imparare cose nuove, perché imparare per me è sinonimo di felicità. Per motivi mai del tutto chiariti, c’è sempre stato qualcuno che nella mia vita mi ha chiesto “Scrivimi qualcosa!”. Me l’ha chiesto la redazione di un quotidiano, allora ho anche fatto la giornalista per un po’, poi un paio di magazine cartacei ora defunti e anche qualche webzine: “Scrivimi qualcosa!”. Poi è arrivata Federica e mi ha chiesto “vuoi scrivere? “ e io le ho risposto sì. Che altro potevo fare?

Come è nata l’idea de “La società degli spiriti”? Qual è stato l’input, la situazione o il personaggio che ha dato il via alla creazione del romanzo e alle altre cronache della vostra serie Victorian Solstice?
Federica: Per quanto mi riguarda La Società nasce da un sogno. Ho sognato l’omicidio Kynaston qualche anno fa. Ho sognato la Sirena. E nel sogno c’era un Medium senza scrupoli. Avevo buttato giù qualcosa subito, ma poi non ne avevo fatto nulla. Poi, quando nacque Victorian Solstice GDN tirai fuori la storia per un articolo di Orlando Swan sulla Mayfair Gazette. Il caso era ancora irrisolto. Nell’articolo si leggeva che anche il sedicente Medium Jericho Marmaduke Shelmardine aveva preso parte alle indagini. Quando Vittoria ed io abbiamo deciso di iniziare a scrivere gli episodi della serie ho subito proposto questo caso, per scoprire una volta per tutte cosa fosse successo.

VC: Federica, che è più pratica di me, voleva concretizzare qualcosa riguardo all’autentico MARE di storie e personaggi che nel corso di oltre quattro anni di scrittura insieme avevamo accumulato nel nostro immaginario comune, ovvero i Londinesi Vittoriani del nostro Gioco di Narrazione. Suppongo lei abbia scelto Jericho, perché credo sia il Londinese ‘più vecchio’. Io invece ho ideato Jonas proprio per questi racconti e mi sono ispirata ad una faccia che mi piacesse. Lo faccio sempre. Trovo una faccia che mi ispira una storia e poi ricamo. In questo caso mi sono ispirata allo scrittore Falksen.

Jericho e Jonas: così diversi ma così simili nella ricerca di una distrazione al dolore che si portano dietro. Due personaggi affascinanti dal rapporto complicato e ricco di futuri sviluppi. Che rapporto avete con loro? Da dove è nata l’ispirazione nell’idearli e nel descriverli al lettore?
Federica: Amo Jericho, è uno dei primi personaggi che ho creato per l’ambientazione vittoriana. In precedenza lo usavo anche in un altro GDR on line. Il fatto che lo ami tanto mi porta ad infierire particolarmente su di lui. Faccio sempre così con i personaggi che mi piacciono, ho questa mia contorta estetica del dolore che mi porta a credere che a certi personaggi la sofferenza doni enormemente! Ho giocato Jericho su Victorian Solstice GDN per anni, e Vittoria ha creato per lui Cristophe Safire e Valentina Casanova. Confesso che nel GDN, ambientato tre anni prima rispetto ai fatti della serie, era destinato a morire, ma quando si è ventilata la possibilità di scrivere questi racconti ho deciso che lui fosse il candidato migliore come protagonista, e ho deciso di allungargli un po’la vita. E poi per nulla al mondo avrei mancato al suo incontro con Jonas Marlowe! Me ne sono innamorata non appena Vittoria mi ha inviato il primo frammento su di lui. Penso che sia perfetto come controparte del Medium. E anche il Medium lo pensa.

VC: La mia crudeltà nei confronti dei miei personaggi è proverbiale e degna di un Dio dell’Antico Testamento. Non provo particolare coinvolgimento emotivo nei confronti dei miei personaggi: cerco solo di costruire una storia avvincente, credibile, possibilmente ‘bella’ e rendere il più tridimensionale possibile il personaggio. Però quando mi stufo, lo abbatto senza pietà. Jonas è un esperimento di ‘buono senza speranza, non bello e non vincente’. Da piccola preferivo Paperino a Topolino, come quasi tutti.

Siete entrambe creatrici e autrici di un Gioco di Narrazione dedicato alla vostra serie poliziesco-erotica Victorian Solstice ( www.victoriansolstice.forumfree.it) . Ci volete spiegare cos’è e come è nata l’idea?
Federica: In realtà il GDN è precedente, esiste dal 2009, e da esso traiamo gran parte delle idee, dei personaggi e delle situazioni riproposte nei racconti. Jericho, Safire, Re Belial, Sir Davies, così come buona parte dei personaggi che appariranno nei racconti successivi, esistevano e vivevano già nel GDN. Solo Jonas è stato creato appositamente per la serie. Il GDN è ambientato nel 1887 e propone una linea cronologica comune che si snoda in tre diversi ‘blocchi’ sociali (West End, City e East End) attraverso i quali si intrecciano le vicende di numerosi personaggi. Ho sempre creduto molto in questo progetto e ho sempre pensato che, prima o poi, ne avremmo tratto qualcosa di pubblicabile. Aspettavo solo di scoprire cosa.

VC: Il ‘VS’, come lo chiamiamo noi, è una specie di romanzo totale online in cui chiunque abbia voglia di scrivere e leggere e nutra un minimo di interesse per il periodo storico in questione può entrare. C’è una linea narrativa comune e chiunque si può inserire col suo personaggio e interagire con gli altri. Il risultato è un specie di romanzone/gioco di ruolo con diecimila personaggi e diecimila trame diverse che prima o poi si intersecano. Per adesso è in pausa di riflessione, ahimè.

Volete raccontarci qualcosa dei passi che avete dovuto fare per vedere finalmente pubblicato “La società degli spiriti”? È stato tutto come vi aspettavate? Com’è il mondo dell’editoria visto con i vostri occhi?
Federica: E’stato abbastanza facile, in realtà. La curatrice della collana Giallo-Nero della Lite mi chiese se avessi qualcosa da proporle. Ci conoscevamo già e aveva letto altri miei racconti. Io, che non sono mai stata molto portata per il giallo e il poliziesco, ho proposto subito a Vittoria una collaborazione. Lei si è fatta pregare come al solito, ma ho saputo fin da subito che avrebbe capitolato. Abbiamo scritto il primo racconto quasi di getto, lo abbiamo editato e lo abbiamo inviato alla Lite, insieme alla copertina disegnata per noi da Monia Zanetti, la nostra illustratrice ufficiale. Ci è arrivato il contratto e lo abbiamo firmato. Tutto molto semplice. Per quanto riguarda il mondo dell’editoria, personalmente mi confonde e mi atterrisce un po’. Mi ero già resa conto delle tante zone d’ombre cercando di pubblicare il mio romanzo storico (tuttora inedito), ma non ero pronta al sottobosco della case editrici digitali, che con la loro vasta diffusione rendono ancora più difficile tenere le fila dei giochi. Occorre cautela, questo è certo, e occorre umiltà, ma questo l’ho sempre saputo. Bisogna imparare a relativizzare ogni cosa, tanto le lodi quanto le critiche, e rassegnarsi al fatto che, in questo come in tutti gli altri campi, spesso il successo è legato più a simpatie e favoritismi che non ha effettive capacità. Compreso ciò, bisogna cercare di tenersi fuori da clientelismi e compromessi e andare avanti per la propria strada, con coerenza. Scriviamo fondamentalmente perché ci piace. Lo faremmo anche se nessuno ci leggesse, come abbiamo fatto per anni nel GDN. Facciamo del nostro meglio. Il reso deve contare poco.

VC: Il Mondo dell’Editoria NON è come me lo aspettavo. Prossima domanda?

"Fonte di energia indispensabile per il corpo e per la mente."

Avete delle tecniche narrative, dei trucchi, dei riti o luoghi che vi conciliano meglio il processo creativo a cui non riuscite a rinunciare quando scrivete? Insomma, come vi rapportate alla pagina bianca?
Federica: No, nulla in particolare. Apro la pagina e se comincio a ‘vedere’ qualcosa significa che è un buon momento per scrivere. Di solito che sta andando bene quando ho l’impressione che le parole appaiano prima che io le abbia scritte, come se le mie dita si muovessero per conto loro. Altre volte parlo sottovoce mentre scrivo, come se seguissi un dettato.

VC: io scrivo ‘a mente’ (cioè letteralmente mi racconto da sola la storia nella mia testa) e lo faccio nel dormiveglia, prima di addormentarmi. Le mie inibizioni si azzerano e spesso sogno le storie come se fossero film. La mattina, se riesco, trascrivo il tutto. Non sempre mi è possibile, allora cerco di riempire il foglio bianco meglio che posso.

Da dove parte la vostra storia di lettrici? Quali generi letterari vi affascinano? Quali sono i vostri autori feticcio, quelli che vi è impossibile abbandonare?
Federica: Ho iniziato a leggere piccolissima, sebbene nessuno nella mia famiglia fosse particolarmente devoto alla lettura. Ciononostante mi hanno sempre incoraggiata molto. Sono sempre stata una lettrice onnivora. Crescendo i miei gusti si sono orientati verso la storia, in particolare Rinascimento e primo Ottocento. Ma ho continuato a lasciami guidare dal mio naso e dalla suggestione del momento. Mi sono appassionata di Storia napoleonica e mi sono laureata con una tesi sui vampiri. Per anni ho creduto di essere la reincarnazione del poeta inglese Percy Shelley (e sospetto che Vittoria lo sia di Lord Byron…). Gli autori che considero tuttora i miei modelli sono una rosa tutta femminile: Emily Bronte (il suo Cime tempestose resiste come mio romanzo preferito dall’età di undici anni), Angel Carter (La camera di sangue è un libro che ho letto fino a consumarne le pagine), Tanith Lee (autrice che ha riscritto per me il significato di ‘fantasy’), Paola Capriolo (La grande Eulalia, Vissi d’amore, e tutta la sua produzione magica e inimitabile). Negli ultimi anni mi sono appassionata ai romanzi di Arturo Pérez-Reverte.

parte di una delle librerie (potete vedere la mia serie di guide di Londra, città che per studio, lavoro e svago visito in media una o due volte all'anno, il dizionario dei Sinonimi & Contrari regalatomi da mio marito che forse voleva dirmi qualcosa con questo dono, libri vari sui serial killer, Philippa Gregory e LE BENEVOLE di Littell)

VC: Mi hanno spiegato che leggere è vivere molte vite. Mia nonna ci teneva moltissimo, e mi torturava coi classiconi lacrimosi tipo Cuore, Incompreso e Piccole Donne. E’ lì che ho imparato che leggere è un viaggio ed un supplemento di vita. Leggo qualsiasi cosa. Prediligo i romanzi storici, le storie di guerra e odio il fantasy in maniera viscerale.

So che è a breve uscirà il sequel della “La società degli spiriti” e che si intitolerà “La Lega dei gentiluomini rossi”. Ce ne volete parlare? Qualche succosa anticipazione? Altri progetti di cui dovremmo essere informati?
Federica: In realtà noi stiamo già lavorando al quarto racconto, ma meglio non correre troppo! La Lega vedrà ancora insieme Jonas e Jericho collaborare a un altro caso oscuro e misterioso (e sopratutto alle prese l’uno con i fantasmi dell’altro). Emergeranno altri tasselli della vita del Medium: soprattutto il finale aprirà nuovi scenari alquanto sconcertanti su di lui e sul futuro. Altri progetti in comune? Sto cercando di convincere Vittoria a scrivere un romanzo monumentale che dovrebbe coprire un periodo a cavallo tra il 1887 e il 1954 e che riproporrebbe personaggi e situazioni legati a Victorian Solstice. Spero di convincerla!

VC: Jericho e Jonas riveleranno nuovi aspetti nascosti di una Londra piuttosto dark e crudele. Jonas finirà con l’innamorarsi, ma non vi dico di chi.

E anche per questa settimana è tutto ^__^
Ringraziando ancora una volta tutti gli autori e gli editori che continuano a mandarci le loro opere e voi instancabili lettori che ci seguite fedelmente, auguro a tutti una Buona Lettura e, mi raccomando, non perdete il prossimo appuntamento con Letto e Bloggato! ;)

Episodio I: Recensione di Marco Siena su Prima di svanire

Episodio I: Recensione di Tomote su Anobii

Recensione di Tomote su Anobii

Consigliato!

Lo stile narrativo è di quelli che quando ti hanno addentato difficilmente lasciano la presa, i personaggi principali acquistano spessore già dalla prima pagina, sono curati e dettagliati pur non perdendosi in inutili descrizioni. Gli avvenimenti incalzano, ma è soprattutto la morbosa curiosità di “sapere” che non lascia tregua. Un paio di refusi e un poco chiaro caso giudiziario di partenza (passa da subito in secondo se non terzo piano data la prepotenza dei personaggi, ma non toglie nulla allo svolgimento della storia) sono le uniche pecche.

Episodio I: Recensione di Marco Siena su Prima di svanire

Episodio I: Recensione di Serenella Volpe su Uncannynerdz.it

Recensione di Serenella Volpe su Uncannynerdz.it

Quando mi è stato proposto di leggere un libro, o meglio un racconto edito da una casa editrice che tratta di letteratura erotica il mio lato chiuso e moralista ha messo su le barricate, distrutte dalla curiosità del fatto che sia il primo della collana Giallo Nero (adoro,anzi amo i gialli)

Mi sono ritrovata a leggere quindi con una tazza fumante di the, un giallo poliziesco ambientato nella Londra vittoriana, umida,misteriosa ,occulta ,corrotta e viziosa.
Da appassionata dell’epoca e della letteratura e di film polizieschi ambientati in quell’epoca storica ho rivisto e assaporato le atmosfere descritte, riconoscendo quasi e sentendo famigliari i vicoli, le oppierie e i casini.

Il testo è scorrevole ed evocativo,anche la breve (brevissima) scena erotica è descritta senza volgarità, quasi con delicatezza.
L’intreccio è buono condito con un po’ di tutte le le cose che piacevano tanto anche all’epoca della regina Vittoria : esotismo, illusionismo, medicina e complotti impreziositi da sensualissimo laudano. Un’osservazione che posso fare è che tutte le cose descritte mi rimandano subito alla mente altri libri o film del genere, i personaggi prendono volti di attori di film come “The Prestige” ,”Scherlock Holmes” o “Vidocq”.

Un bene o un male questo ? La storia è particolare in fondo, con elementi “nuovi” e originali (la sirena misteriosa, il tema dell’ omosessualità), ma è chiaro che per creare l’atmosfera e delineare i caratteri dei personaggi le autrici abbiano colto a piene mani impressioni e suggestioni altrui. C’è da dire che è difficile raccontare di un epoca in cui non si è vissuti e immaginarne sfumature diverse. Le autrici sono state coerenti comunque con il periodo storico il che rende tutto come già detto quasi famigliare, il che fa concentrare sull’intreccio e facilita il farsi il “film mentale di quello che si sta leggendo.

Che dire senza spoilerare? compratelo per un prezzo di un caffè al ginseng scaricatelo sul e-book reader e godetevi una lettura di intrattenimento leggero e veloce ma stuzzicante.

Episodio I: Recensione di Marco Siena su Prima di svanire

Episodio I: Recensione di Sarah su Sulle Parole

Recensione di Sarah su Sulle Parole

Per la serie Victorian Solstice ho letto il primo episodio di Federica Soprani e Vittoria Corella: La società degli spiriti edito da Lite Editions, il mio primo ebook erotico bisex in chiave vittoriana.
Vi lascio immaginare i vicoli bui di quell’epoca, la puzza acre delle strade e l’ambiguità della gente. Vitini di vespa e uomini in gruppo a parlare di politica… e poi quei visi eburnei e gelidi tipici dell’aristocrazia inglese, occhi impentrabili e magnetici, uomini e donne distinti da un filo e uniti da passioni orgiastiche e sacrifici del buon costume. Fumo, bordelli, denaro e potere mescolati sapientemente dal mestolo del sesso. Pane per i denti di uno scrittore che deve creare suspanse e giallo.
Nella mescolanza di questa società fortemente caotica, e per questo viva, si incastrano le vicende di un medium e un investigatore.
Sapete bene che non amo parlare della trama proprio per lasciare a voi la voglia di scoprirla pagina per pagina, quindi andrò per sensazioni.
Primo… ho iniziato la lettura spinta dalla ovvia curiosità e poi ne sono rimasta coinvolta, catturata (ho messo da parte tutto quello che stavo leggendo). Le autrici hanno creato un ritmo serrato e perfetto che dona quel “non so che” di erotico anche là dove non è esplicito.
Il testo è pulito, mai volgare, votato a una ironia sacrilega a metà tra il bizzarro e il noir, se mai tra questi generi possa esistere una via di mezzo.
Secondo… l’ho divorato anche nella morbosa ricerca del momento, dell’amplesso che non arrivava mai e questo devo dire ha creato nella mia mente quella dose di antagonismo con il testo che mi ha tenuto incollata alla lettura.
Terzo… l’aver messo il momento clou al di fuori dello svolgimento dei fatti, averne fatto un ricordo del protagonista e nello stesso tempo un capitolo a sè è stata la ciliegina. Quando finalmente si è presentato (credo che rappresenti la parte che chi legge per passione questo genere aspetta con trepidazione) l’ho trovato bello, di grazia… non me ne abbia nessuno ( nè nessuno potrà vederci in questa considerazione il mio orientamento sessuale) ma è raccontato così bene che quasi sembra naturale!
Brave!!!
La Lite ha fatto una buona scelta puntando su questo racconto (… ma attenzione a qualche refuso che in un ebook fa davvero la differenza)
Per chi ancora non ha fatto il grande passo di stuzzicarsi con un genere nuovo io consiglio vivamente “La società degli spiriti”… rimarrete sospesi, interrotti, in attesa del secondo capitolo!