Recensione di LaKate su Amazon

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LaKate

21 aprile 2016

(Recensione completa su Lakatedeilibri)

Una segretaria per milord è un romance storico che mi sono imposta di centellinare, leggendo poche pagine per volta nel tentativo di protrarre il più a lungo possibile quella sensazione di caldo piacere e dolce rilassatezza che mi accarezzava durante la lettura. Ho sorriso davanti alla sfrontatezza di Emy, ho sospirato davanti agli occhi tristi di Nigel, ho riso conoscendo Amory, migliore amico di Nigel e personaggio strepitoso (qui vorremmo uno spin-off della storia con questo personaggio, eh?). Poche pagine sono bastate a trascinarmi in una Londra antica e seppiata che mi ha conquistato dalle prime righe con la forza di una scrittura sicura e competente, uno stile fluido e leggero ma mai banale o superficiale, pochi personaggi tutti ugualmente ben tratteggiati, curati, coccolati oserei dire. Un libro che forse è nato per gioco ma che è finito per essere un gioco molto serio, un gioco da grandi, un gioco nel quale due amiche scrivono una storia d’amore e fanno nascere un affresco di un’epoca e un concetto chiaro e preciso: cosa ci rende uomini d’onore? Cosa rende una donna, una vera donna? Cosa rende, di un uomo, qualcuno da poter guardare negli occhi senza ch’egli abbassi lo sguardo?

Bando alle signorine allegre dei romanzi moderni, quelle che si fanno vanto di non dover chiedere mai, quelle che per rivendicare una parità di sesso si comportano in maniera spregevole e leggera, abbassando sempre di più l’asticella della femminilità (e del femminismo); è giunta l’ora di conoscere Emerald.

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Recensione di Stefania Anja Pescali su Amazon

Stefania Anja Pescali

11 febbraio 2016

Ci sono libri che leggo perché incuriosita dal titolo o dalla trama; romanzi che leggo perché molto chiacchierati hanno sollevato un polverone sul web; e poi ci sono quelle letture che non posso farmi scappare perché ho già avuto modo di conoscere e apprezzare le autrici e che io definisco come “le mie isole serene” perché sono assolutamente certa a priori che non mi deluderanno.
Ecco, questo romanzo rientra non solo in questa ultima categoria… ma anche nella prima. Ho letto la trama che mi ha subito incuriosita fin dal primo annuncio apparso in rete e, quando solo più tardi ho realizzato che le autrici erano quest’accoppiata vincente, ho capito immediatamente che andava letto.

Ambientato nella Londra del 1912, periodo in cui le cosiddette “suffragette” lottavano per ottenere il riconoscimento della piena dignità delle donne, Emy White attira l’attenzione di un Lord proprio incatenandosi all’ingresso di Westminster.
E come accade nelle migliori storie d’amore anche in queste pagine non verrà smentito il noto detto secondo cui “i due opposti si attraggono” così che questo Lord, Nigel Riario, si innamorerà della bella e fiera Emy White e la nostra giovane non potrà che cedere al fascino dalle origini italiane del Lord.
Ma non tutto fila sempre liscio come l’olio: le nostre care autrici non si sono fatte scappare l’opportunità di mettere in campo il “terzo incomodo” in grado di movimentare un po’ la situazione.

Vi assicuro infatti che con la classica spontaneità che le contraddistingue e con quelle battute frizzanti che ti fanno sorridere proprio perché affidate a personaggi dal carisma unico, trascorrerete delle piacevoli e serene ore in compagnia dell’intero cast. Il termine “cast” non l’ho usato a caso perché il canovaccio di questo scritto ricorda tanto le opere buffe musicate, ad esempio, da Gaetano Donizetti.
Ogni personaggio infatti è magnificamente caratterizzato ed unico per le sue peculiarità caratteriali. Penso al miglior amico di Nigel, Amory Aberconway, un po’ cicisbeo settecentesco, un po’ barone rampante e penso al suo modo, voluto o meno, di sdrammatizzare certe situazioni. Insomma, la spalla perfetta per un rigido ed imperioso Lord, così che la contrapposizione tra le due figure renda la coppia Nigel/Amory assolutamente simpatica.

La trama vi scorrerà sotto gli occhi con il sorriso sulle labbra e vi porterà alla fine completamente soddisfatti. È uno di quei romanzi che ti fa chiudere il lettore con la consapevolezza di aver aggiunto alla tua libreria un altro indimenticabile tassello.
Ovviamente consigliato a chi ama le allegre storie d’amore.

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Recensione di Penna d’oro su Amazon

Penna D’oro

21 aprile 2016

“Una segretaria per milord” è un romanzo ben scritto, dalla trama lineare ma avvincente che strappa più di un sorriso. Ho apprezzato il ruolo di suffragetta della protagonista, anche se, a dir il vero, il mio personaggio preferito è stato il barone Amory Aberconway, amico di Nigel. Le sue battute, il suo modo di fare mi hanno conquistata.

Federica e Vittoria sono riuscite nel difficile compito di farmi apprezzare un genere che non amo molto. Vi spiego il perché.
Il romanzo non presenta una lettura sdolcinata ed esageratamente romantica. Il carattere psicologico dei personaggi è ben approfondito. Le vicende narrate sono curate nei particolari e c’è sempre un filo d’ironia che sdrammatizza ogni cosa. Le figure del romance sono rispettate: l’eroina giovane e bella, l’eroe pronto a lottare per la donna amata, gli antagonisti gelosi e l’amico del protagonista.

La lettura fluida è scandita da un buon ritmo, gli avvenimenti si susseguono disegnando un ottimo intreccio che rivela non solo il potere del cuore ma anche il valore della mente. I due protagonisti si confrontano e il cambiamento non è un miraggio ma una possibilità di crescita e di unione.

Le talentuose Federica Soprani e Vittoria Corella hanno dimostrato, ancora una volta, bravura e sensibilità. Dopo aver intrigato e inquietato i lettori, io in primis, con il racconto di efferati delitti hanno scritto un romanzo per dar voce all’alchimia delle emozioni, per parlar d’amore con piglio deciso ma rivelando un cuore tenero e sensibile. Promosse a pieni voti.

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Recensione di Babette Brown (legge per voi) su Amazon

Babette Brown (legge per voi)
I PRIMI 1000 RECENSORI

12 agosto 2018

l romance ha regole ferree. Ancora di più ne ha il romance storico. Novità? Stravolgimenti? Scappatoie? Niente, lacci e lacciuoli imbrigliano l’autore che si trovi a cimentarsi con questo genere. E allora? Come uscire dall’ovvio, dal già visto-già letto-niente di nuovo? Alla pari con i grandi nomi?

È semplice, se ti chiami Federica Soprani o Vittoria Corella. Le nostre autrici, abituate all’atmosfera gotico-dark-vittoriana della Serie “Victorian Solstice” o a quella steampunk della Serie “Victorian Vigilante”, si sono tuffate in questa nuova aria londinese e, afferrata per la coda la vicenda (e la sottana di Amy White), l’hanno trascinata dove volevano loro.

Ne è venuto fuori un romance godibilissimo, in cui le regole ferree sono state accettate e usate per creare una storia d’amore che ci riserva parecchie sorprese.

Prima di tutto, la protagonista non è la classica debuttante piena di rossori e patemi d’animo, preoccupata della incombente Season. Amy White è una suffragetta (siamo nel 1912) ed è abituata a spendersi in prima persona per aiutare il suo collettivo (il “Circolo del Voto”) a raggiungere l’obiettivo principale: il voto alle donne. Educata da un padre all’avanguardia, abituata ad affrontare i pericoli della vita a viso aperto, ecco la nostra eroina incatenata davanti all’ingresso di Westminster, decisa a sacrificarsi per quella nobile causa.

Immaginate lo scompiglio causato da questa ragazza sdraiata a terra, incurante del poliziotto che cerca di farla “rinsavire” e dei deputati e pari che si accalcano intorno a lei. Uno scandalo! Una donna che pretende il diritto di voto! Dove andremo a finire, si chiedono tutti quei benpensanti.

A rompere le uova nel paniere, e ad allungare le mani verso la castigata scollatura dell’abito di Amy (la suffragetta ha nascosto nel corpetto la chiave della catena), arriva nientedimeno che il Conte di Reavley, Pari d’Inghilterra e conservatore della più bell’acqua. Si fa per dire.

Scontro titanico? Quelle mani ferme e impietose turbano Miss White. Miss White turba l’apparentemente imperturbabile Lord. La scena si conclude con le catene che cadono a terra e il malcapitato aristocratico che si vede stampare sulla faccia blasonata l’impronta della manina insolente di Amy White.

Ci sono tutti gli elementi per una storia con i fiocchi.

Scontro di mentalità, di animi, di cuori. Non manca il terzo incomodo. Anzi, ce n’è anche una quarta… e devo dire che i personaggi secondari ci fanno già chiedere a gran voce un secondo capitolo, perché non vogliamo perdere di vista nessuno di coloro che hanno reso frizzante e piacevole la storia d’amore che Soprani & Corella hanno scritto per noi.

Lo stile e il linguaggio sono quelli che abbiamo imparato da tempo ad amare; non mi dilungherò quindi sui pregi formali di questo romance. Posso solo confermare che, ancora una volta, Soprani & Corella hanno fatto centro. Care autrici, perdere una scommessa ([…]), per una volta tanto, è convenuto a noi lettori, perché ha portato a un piccolo capolavoro.

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Recensione di Annarita su Amazon

annarita

10 febbraio 2016

Premetto che questo non è il mio genere di lettura, ma le firme congiunte di Federica Soprani e di Vittoria Corella mi facevano ben sperare. E non ho fatto bene a fidarmi, ma benissimo. Dopo avermi affascinata con la Londra vittoriana di Victorian Solstice e deliziata con il tuffo nell’adorato genere steampunk con Victorian Vigliante, il dinamico duo Corella /Soprani mi ha fatto conoscere un’altra storia deliziosa, scritta con brio e linguaggio accattivante, mai banale, e animata da personaggi a tutto tondo che piacciono subito. La suffragetta Emerald entra nel cuore del lettore con il suo carattere impulsivo e tuttavia determinato e si fa amare per la fragilità innocente con cui si accosta all’amore per un uomo che dovrebbe essere il suo peggior nemico, l’incarnazione di tutto ciò contro cui combatte. Poteva essere una storia facile a scivolare nell’ovvio, ma le autrici sono state abili e non c’è mai nulla di scontato, neppure nell’atteso lieto fine. Il conte di Reavley e l’avvocato Kelly sono quanto di più diverso due uomini possano rappresentare e si fanno amare ognuno a modo proprio, con i pregi e i difetti derivanti dal carattere, dall’origine, dall’educazione;Isabella, la cugina di Nigel, e Amory Anelay of St Johns, il suo migliore amico, sono comprimari di tutto rispetto, che danno quel pizzico in più alle vicende dei protagonisti. Insomma un storia che si legge tutta d’un fiato e della quale ci si augura arrivi presto il seguito.
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Polideuce

18 febbraio 2016

Pur con i limiti imposti dal genere letterario di appartenenza, il libro è davvero ben scritto.
La qualità della scrittura aiuta a rendere piacevole la lettura, che fila via senza interruzioni, e a calarsi nell’ambientazione.
Il libro è della lunghezza giusta per cui la narrazione non è né diluita né stringata.
Vi sono tutti gli ingredienti giusti per un libro di genere, ma vi sono anche alcune cose inattese che contribuiscono a renderlo scorrevole e mai noioso.
Una buona e piacevole lettura.