Liber Arcanus recensisce la serie Victorian Solstice

Liber Arcanus recensisce la serie Victorian Solstice

Victorian Solstice di Federica Soprani e Vittoria Corella

link: http://liber-arcanus.blogspot.it/2014/08/victorian-solstice-di-federica-soprani.html?spref=fb

Buongiorno lettori!
Come avrete probabilmente intuito il blog è in semi vacanza ormai da quindici giorni e sono partita talmente tanto di fretta che non sono riuscita neanche ad avvisarvi come si deve!
In ogni caso eccomi qui – circa – a pubblicare la prima super recensione di un’intera serie… quella di Federica Soprani e Vittoria Corella: Victorian Solstice!
Le prime due recensioni dovevano arrivare ormai un mese fa dopo aver ricevuto i primi due racconti da parte delle autrici, che ringrazio enormemente, ma per vari problemi ho finito per aspettare di mettere le mani anche sul quarto e ultimo romanzo!
Serie: Victorian Sostice #1
Genere: Giallo, Storico (vittoriano)
Target: Adult
Editore: Lite Editions
Formato: ebook
N°pagine: 80
Trama: Jericho è un Medium dei bei salotti. Jonas un investigatore che non crede nel paranormale. Quando Lord Kynaston viene trovato fatto a brandelli nel suo studio chiuso dall’interno, il Medium che parla con i morti e il poliziotto più scettico di Scotland Yard sono costretti a lavorare insieme loro malgrado. Dai bordelli per ricchi annoiati fino alla casa del vizio più pericolosa del West End, una detective story vittoriana oscura e sensuale.
Più di qualche volta mi era caduto l’occhio su questo romanzo. Avevo visto parecchie reazioni entusiaste e ad un certo punto di questa estate la curiosità, grazie alle autrici, ha avuto la meglio. Mi sono immersa nella loro storia e non c’è stato più verso di volersi allontanare.
Il primo racconto della serie Victorian Sostice ci porta direttamente in una Londra vittoriana, fumosa e oscura dove la vita nei salotti più esclusivi si intreccia con un efferato omicidio. Un Pari del regno viene ritrovato senza vita e dilaniato all’interno della sua biblioteca e allo stesso tempo, la sua pupilla è scomparsa.
L’investigatore di Scotland Yard Jonas Marlowe ha un compito ingrato, convincere il medium Jericho Marmaduke Shelmardine a non intralciare le indagine della polizia e cercare di riconquistare il rispetto dei colleghi dopo le accuse di omicidio infondate che gravano sulle sue spalle.
Ma il medium non avrà intenzione di abbandonare l’investigatore e lo porterà a conoscere il mondo oscuro, un mondo fatto di piacere, dolore e oppio che fa capo a Re Beliar: l’unico che più soddisfare ogni richiesta. Perfino quella di una sirena.
Non sapevo cosa aspettarmi da questo racconto quando l’ho iniziato: è stato un salto a occhi chiusi e poi non volevo più che finisse.
Sono bastate poche pagine perché la storia creata da Federica Soprani e Vittoria Corella mi conquistasse con la sua atmosfera e i suoi personaggi.
Jericho e Jonas sono entrambi inseguiti da un passato che vogliono dimenticare e superare ma che rimane attaccato alle loro anime, segnandoli e rendendoli simili eppure totalmente diversi nello stesso attimo.
La serie Victorian Sostice non sarà classica storia d’investigazione che vi aspettate e potrebbe portarvi in luoghi dove la perversione e la crudeltà sono più di quanto possiate immaginare. Tuttavia per me è un racconto promosso e assolutamente consigliato che vi lascerà la voglia e forse anche la necessità di leggere il seguito!
Serie: Victorian Sostice #2
Genere: Giallo, Storico (vittoriano)
Target: Adult
Editore: Lite Editions
Formato: ebook
N°pagine: 94
Trama: Scompaiono, uno dietro l’altro. Tutti giovani, bellissimi e con una caratteristica in comune. Se c’è una cosa che Jonas detesta sono i casi irrisolti. Se c’è una cosa che Jericho ama è aiutare Jonas a risolvere questi casi, e il viaggio da incubo parte dai quartieri bassi per salire su, fino a sfiorare la Corona D’Inghilterra. Ci sono cose che nessuno deve sapere e gente che va fatta tacere con le buone o con le cattive.
A Londra stanno iniziando a sparire giovani immigrati irlandesi, tutti accomunati dai capelli rossi. Scotland Yard non sembra aver intenzione di scoprire il colpevole. Jonas però non sembra intenzionato a lasciar perdere e accompagnato dal medium arriverà fino alla soglia della villa di un importante uomo del regno dove la sua sposa aspetta il ritorno a casa del fratello.
Un altro capitolo capace di prenderti e trascinarti nei vicoli scuri e avvolti dalla nebbia di Londra dove prende vita una storia perversa di passione, desiderio e gelosia ma che fa da sfondo alla storia di Jericho e Jonas.
Dopo gli accenni, attraverso i ricordi, del passato del medium in questo secondo romanzo scopriamo di più sull’investigatore di Scotland Yard: un giovane che non vuole accettare il lato più oscuro e malvagio della vita e che solo grazie a Jericho riuscirà a svelare i segreti che si celano dietro le mura della casa dell’uomo più importante d’Inghilterra.
Con la lega dei gentiluomini rossi si riconferma la bravura delle due autrici che hanno saputo creare un perfetto mix in poche pagine – troppe poche forse perché si vorrebbe avere più tempo da passare nella loro Londra – che, ancora una volta farà venir voglio di leggere il seguito per scoprire di più su Jonas e Jericho e leggere di una nuova ricerca della J&J Investigation.
Serie: Victorian Sostice #3
Genere: Giallo, Storico (vittoriano)
Target: Adult
Editore: Lite Editions
Formato: ebook
N°pagine: 68
Trama: Nella Londra Vittoriana Uomini Neri e Boogeymen esistono davvero. I Mostri sono veri e hanno fame. Vengono e portano via quelli che hanno più paura. Per sconfiggere i Mostri ci vuole coraggio, follia e un pizzico di disperazione. Una nuova avventura di Jericho e Jonas nella pancia della Londra più nera.
Alla fine del precendete racconto Jericho e Jonas avevano fondato una società d’investigazione alla Fine del Mondo, la villa di Jericho ai confini della città.
Il loro primo caso arriverà dal passato del medium: la scomparsa di un bambino del Circo Bineswki.
In breve i due protagonisti scopriranno che non è l’unico bambino scomparso. Le loro ricerche li porteranno a conoscere un altro Re, il re dei Topi, il signore dei bassifondi di Londra e di tutte quelle persone emarginate dalla città.
Nuovamente questo capitolo ci porterà in un luogo crudele e forse, sarà in grado di lasciarci ancora meno indifferenti dei precedenti. Un racconto ancora più crudo che non vede più protagonisti i salotti dell’alta società ma questa volta si rivolge ai bassifondi dove la follia e la crudeltà sembrano fare da padrone.
Oltre a questo, la relazione tra Jericho e Jonas sembra passare da una sensazione a qualcosa di più reale che però non arriva a palesarsi completamente.
Forse questo terzo racconto ha messo un lieve freno alla mia curiosità e alla voglia di continuare la lettura, per quanto per breve periodo, ma solamente per la forza, per l’impatto della storia e non per possibile un calo di scrittura che resta sempre magnifica.
Serie: Victorian Sostice #4
Genere: Giallo, Storico (vittoriano)
Target: Adult
Editore: Lite Editions
Formato: ebook
N°pagine: 130
Trama: Nella Londra Vittoriana Uomini Neri e Boogeymen esistono davvero. I Mostri sono veri e hanno fame. Vengono e portano via quelli che hanno più paura. Per sconfiggere i Mostri ci vuole coraggio, follia e un pizzico di disperazione. Una nuova avventura di Jericho e Jonas nella pancia della Londra più nera.
E si arriva così all’ultimo capitolo, di questa serie vittoriana davvero eccellente.
È la vigilia di Natale e la vita di Jericho e Jonas è cambiata enomemente da tre mesi primi quando si sono conosciuti. Ma nel momento in cui sembrano essere pronti a vivere nel futuro e non più nel passato arriva, anzi, torna nella loro vita un personaggio che Jericho pensava e sperava di non rivedere mai più.
Sconvolgerà la vita di Jonas e farà luce sulla vita di Alice prima che lo conoscesse.
Un altro romanzo breve che vi terrà attaccati alle pagine e vedrà la concretizzazione di quell’ipotesi che aleggia da La società degli spiriti.
Spero davvero che le due autrici tornino, prima o poi in base ai loro tempi, a scrivere di questi due personaggi che sono riusciti a conquistarmi completamente malgrado una mia lieve titubanza.
Sono abbastanza cerca che mi capiterà di rileggere questi quattro episodi e intanto vengono promossi tra le migliori letture di questa estate!
Quattro stelline e mezzo per serie!
the White Tower (Torre di Londra) ore 16,15 del 15 ottobre 1887

the White Tower (Torre di Londra) ore 16,15 del 15 ottobre 1887

tower.moat

La luce non si addice alla Buona Morte. Loro escono di notte, come fantasmi. Incubi che disturbano i sogni della gente per bene. Perché per fare quello che fanno, loro hanno bisogno del buio. Hanno bisogno della complicità del cielo nero e della notte, che tutto nasconde, occulta e mescola ai sogni più spaventosi. Perché non si può far sparire la gente così, non si può strappare gli uomini alle mogli, togliere i figli alle madri e camminare impuniti sottoi raggi del Sole. Quando si danno certi ordini è meglio se è molto buio e tutti dormono. Che se scendi in strada dopo aver condannato a morte qualcuno, lo sguardo dei tuoi simili po’ fare molto male.
Per cui alle quattro di pomeriggio del quindici di ottobre, la Buona Morte è assolutamente fuori luogo. Il Cortile della Torre è terra di conquista dei turisti a quest’ora, è tutta roba delle coppiette, dei bambini piccoli coi cani. La Cella di Clarence è vuota, sigillata, silenziosa in fondo ad un dedalo di corridoi solitari e quando Strange bussa alla guardiola del Beefeater, la guardia vestita di rosso rischia di cadere dalla sedia per la sorpresa. Non ha mai visto Strange alla luce del sole. L’Uomo della Buona Morte ha occhi fatti di cielo radioso e prati. Di nuvole e fiori. Un uomo con quegli occhi non può essere malvagio, pensa il Beefeater per circa 4 secondi. Poi lo guarda meglio e si ricorda che quell’uomo è pazzo. Che pare che quell’uomo abbia sotto il suo bel cappotto nero trenta centimetri di acciaio temprato in forma di lama. E poi vede anche che al braccio di Strange c’è la Principessa del Ghiaccio. Bella come nient’altro al mondo. Una fata, una ninfa, un essere ultraterreno, un regalo di Dio ai maschi della terra.
La Principessa del Ghiaccio non è meno pericolosa di Strange-dagli-occhi-di-Cielo. Sono bellissimi e spaventosi. E sono insieme. E bussano alla guardiola del Beefeater alle quattro del pomeriggio.
“Dio mio!” dice la Guardia, e apre loro il la porticina che da sul cortile della Torre.
“Manda fuori tutti entro cinque minuti.” mormora Strange, e il Beefeater si rende conto che è la prima volta in vita sua che ode la voce di quello bello.
Strange apre la porticina alla Principessa, e lei entra come un soffio di Magia e Polvere Fatata. Il Beefeater non può fare a meno di fissarla, tanto la vede bella.
“Signore e signori, per motivi tecnici, la Torre deve chiudere anticipatamente, vi prego di voler gentilmente accedere all’uscita, grazie”
Qualche protesta, qualche sbuffo. Tutti si avvicinano alla porticina.
Strange e Garland fingono di attardarsi all’uscita. Quando l’ultimo turista è fuori dal portone, il Beefeater richiude l’uscio e si appoggia pesantemente alla lastra di ferro che blocca l’accesso alla Torre di Londra.
“la…la Cella è chiusa…” il poveretto incespica nel parlare. Suda, anche.
“Ebbene aprila!” sussurra Garland “…arriveranno anche gli altri tra poco.”
Dal mazzo di chiavi, il Beefeater tira fuori una chiave piccola piccola, di ottone ossidato. A Garland viene in mente “Barbablù” e sorride a Strange, che invece rimane impassibile.
La guardia sale le scalette di legno della Torre, e i due lo seguono. Salgono e scendono. Aprono porticine. Percorrono corridoi. Stanze e stanzette. Il Beefeater, giunto di fronte alla Cella di Clarence, si guarda un’altra volta oltre la spalla e vede Strange e Garland che lo fissano, leggermente infastiditi: “Ecco” dice ossequioso, aprendo la porta della cella.
“Ora vattene e aspetta gli altri all’entrata” sibila Garland.
L’uomo non può fare altro che obbedire.

Ballyturk – di Enda Walsh (Galway, 12 Luglio 2014 ‪#‎GIAF14‬ )

Ballyturk – di Enda Walsh (Galway, 12 Luglio 2014 ‪#‎GIAF14‬ )

bally1Prima di nascere, ma anche prima di morire, non c’è alcuna logica, alcuna spiegazione. perché non esistono. C’è solo un attimo tutto tuo, solo tuo, in cui aspetti. Attendi di venire al mondo, e sei perfetto, nuovo, ricco di possibilità e di “io farò” e “io saprò”. Ma oltre la soglia, tutto quello che c’era prima dentro di te lo dimenticherai. All’altro capo della linea dell’esistenza eccoti lì, che attendi di scomparire nel Nulla più spaventoso che esista, e tutto quello che ti sei portato dietro è un mosaico di cose-persone-momenti-sentimenti-ricordi. È tutto quello che hai mentre attendi di nuovo quella Soglia che ti ha già accolto una volta, che ti porta Altrove. O Forse non ti porta più da nessuna parte.

bally5L’Attesa (di nascere, di morire) puoi chiamarla come vuoi, non importa. Qui si chiama Ballyturk, un nome da paesello irlandese, di quelli con poche case, tante pecore e tutti che si conoscono. Enda Walsh gli dà un nome da provincia dublinese, ed è tutto ciò che di famigliare e umano concede ai suoi personaggi, che lui chiama 1 (Cillian Murphy) e 2 (Mikel Murfi). In un casa/sala d’attesa senza porte, sequela di giorni privi di logica, in una dimensione alla Samuel Beckett, 1 e 2 attendono, aspettano, perdono tempo e scimmiottano la vita. Ecco che 1 interpreta il ricordo di qualcuno che ha abitato Ballyturk, tanto da diventare lui stesso quella persona, proprio come fa il protagonista di Misterman, l’innocente/colpevole Thomas Magill (altra opera di Enda Walsh del 1999). 1 ricorda e interpreta. Lo stesso fa 2, sciorinando i nomi degli abitanti di Ballyturk come grani di un rosario. 1 e 2 vivono così, il loro mondo è senza logica, è un costante teatro dell’assurdo.

Enda Walsh si è ispirato alla domanda della sua bambina, quando un giorno gli ha chiesto “Papà, ma noi tutti dobbiamo morire?” Enda le ha risposto: “Sì, proprio così.” Poi, vedendola shockata ha aggiunto “Mica subito. Non Adesso. Ma prima o poi moriamo tutti”. Lo shock sul viso di sua figlia lo ha fatto correre ulteriormente ai ripari: “Moriremo, sì, ma prima cresceremo, faremo cose, studieremo, ameremo, lavoreremo e soprattutto NOI NON CI PENSEREMO MAI. Non tutto il tempo almeno”.

bally3Ed ecco Ballyturk: l’attesa inconsapevole, la dimenticanza più o meno volontaria che questa nostra condizione non è per sempre: sia che si entri nel Nulla, sia che si rinasca a nuova vita, sia che si vada “oltre”. 1 e 2 sono proprio in quella specie di limbo che dovremmo in teoria conoscere tutti: loro NON sanno che quello che fanno non è eterno e che prima o poi qualcosa cambierà. O forse sì. 1 (Cillian Murphy) pare il personaggio più tormentato, e i ricordi di Ballyturk e della sua gente non gli bastano più. Gli comincia a nascere dentro qualcosa di oscuro e spinoso, nella sua testa sbocciano pensieri neri che lo portano ad avere inspiegabili crisi. Fin qui un elogio della follia, della ‘mindlessness’. L’arrivo di 3 (Stephen Rea), che entra nell’attesa eterna/Ballyturk letteralmente squarciando il tessuto stesso di quella realtà, apre gli occhi a tutti: a 1, a 2, e anche a noi, gli spettatori, che assistiamo come tanti fantasmi al dipanarsi della storia e della comprensione. Chi è 3? Dio? La Morte? 3 è semplicemente uno che “raccoglie cose”. Ha sventrato il mondo chiuso e illogico di 1 e 2 perché ha un lavoro da fare. Ma bisogna essere pronti, bisogna aver capito. Cosa? Il senso della vita? E qual è il senso della vita, se non che prima o poi finisce e va vissuta adesso? Questo è Ballyturk, il nostro vivere inconsapevole. Ballyturk è il cominciare a capire. Ballyturk è il momento di andare, presi per mano da 3, con cui ci avviamo verso una inquietante campagna verdissima ma decisamente troppo buia.

Cillian+2E oltre, nessuno lo sa. Assolutamente ilare, comico, folle, all’inizio, devastante nel suo evolversi verso la Verità e la Comprensione di quello squarcio nel muro/realtà. Cillian Murphy (ovvero 1) ha la fortuna/sfortuna di capire per primo il suo destino. O forse è il Caso/Morte/Dio/Stephen Rea che lo sceglie. Non c’è un’interpretazione che posso darvi per farvi capire. Per lui è giunto il momento di andare e lasciare la sala d’attesa che ha condiviso con 2 forse da una vita intera. “I don’t want to see you go” dice 2 (Mikel Murfi) la mano calata sugli occhi come potrebbe fare un bambino davanti ad una cosa spaventosa. Ma cosa si può fare? Nulla.

Tre attori di una bravura micidiale, nel comunicare gli aspetti ridicoli e drammatici della vita, la paura dell’andare nell’Oltre. Eccezionali nel trasmettere il dolore lacerante del distacco.

(Vittoria Corella)

Ballyturk, dramma in un unico atto di Enda Walsh
Durata 90’
12 Luglio 2014 – Ore 19
Regia: Enda Walsh
Black Box Theatre di Galway, Irlanda
Personaggi e Interpreti: Cillian Murphy, Mikel Murfi, Stephen Rea

Le Performances previste per questa Pièce:
Galway International Arts Festival ‪#‎GIAF14‬
Black Box Theatre
10th – 27th July 2014
Booking www.galwayartsfestival.com
Phone 091 569777

Olympia Theatre, Dublin
7th – 23rd August 2014
Booking www.ticketmaster.ie
Phone 0818 719 330

Cork Opera House, Cork
26th – 30th August 2014
Booking www.corkoperahouse.ie
Phone 021 427 0022

National Theatre, London
Lyttelton Theatre
11th September – 11th October 2014
www.nationaltheatre.org.uk
Phone 0044 207 452 3000

Macbeth di William Shakespeare (Trafalgar Studios di Londra, 2013)

Macbeth di William Shakespeare (Trafalgar Studios di Londra, 2013)

Macbeth actor James McAvoy

Titolo: Macbeth di William Shakespeare

Autore: William Shakespeare
Regista:Jamie Lloyd
Attori: Macbeth: James MacAvoy, McDuff: Jamie Ballard, Lady Macbeth: Claire Foy, Banquo: Forbes Masson, Lady McDuff: Allison McKenzie, Duncan: Hugh Ross (full cast at http://www.macbethwestend.com/index-macbeth.php#cast-creative )
Lingua: Inglese
Dove: Trafalgar Studios, 14 Whitehall, Londra
Quando: dal 9 febbraio al 27 Aprile 2013
Genere: Tragedia Storica
Voto:

Trama: Macbeth e Banquo hanno combattuto con valore contro i ribelli del re di Scozia Duncan, tanto da meritare la sua gratitudine e generosità. Incontrano tre streghe che salutano Macbeth con il titolo nobiliare di Thane di Cawdor e gli preannunciano un futuro da re. Po­co dopo giunge la notizia dell’effettivo conferimento di quel titolo a Macbeth da parte del sovrano. Nell’animo dell’eroe si scatena l’ambizione. Il re Duncan comuni­ca a Macbeth l’intenzione di alloggiare una notte nel suo castello di Inverness. Lady Macbeth, informata dal ma­rito della profezia delle streghe, prepara il regicidio. Macbeth uccide Duncan, i cui figli fuggono, e poi, divenuto re, uccide anche Banquo, che le streghe aveva­no salutato come futuro padre di re. Presto il sogno del regno si trasforma in incubo angoscioso e l’ombra di Banquo perseguita Macbeth. Preda del rimorso inter­roga le streghe che gli annunciano che sarà vinto quan­do la foresta di Birnam avanzerà contro di lui. Lady Macbeth impazzisce e s’uccide. Malcom figlio di Dun­can e Macduff, signore di Fife, marciano contro Mac­beth. L’esercito si protegge con i rami della foresta di Birnam. La fine di Macbeth è segnata, Malcom diven­ta re di Scozia.

macbeth_2489555bRecensione:
I Trafalgar Studios sono stati trasformati. Trafalgar Transformed, li chiamano adesso. Stage-non-stage senza un davanti o un dietro, senza soluzione di continuità col pubblico. Hai l’impressione di essere Dio, o un fantasma. Siedi in mezzo all’azione, invisibile, impotente e assisti. Molto nuovo. O molto, molto vecchio. Trafalgar Transformed è una piccola arena plautina, gli attori sono i vivi e noi vegliamo su di loro come gli spiriti dei defunti o gli echi del passato. La versione di Jamie Lloyd del Macbeth è la visione della storia che sii ripete, il ricorso storico sporco e disperato di un mondo post-atomico che ripete le sue tragedie. Forse in un lontanissimo futuro, su un’isola che una volta era l’Inghilterra, Macbeth si lascerà nuovamente corrompere dalla brama di potere e nuovamente perderà il sonno e la guerra. James McAvoy è Macbeth ed è una visone del passato (o del futuro?) potente, fisica, carnale. Suda, sputa, vomita, sanguina perché perdere l’anima non è MAI una faccenda pulita e Jamie Lloyd è geniale nel farcelo vedere e sentire sulla nostra pelle con l’acqua e col sangue, col lerciume che si accumula sullo stage e intorno, che bagna e schizza le prime file. La guerra e l’omicidio non sono asettici, persino tu che guardi ne rimarrai sporcato e coinvolto. Non è teatro per gli indifferenti, questo, perché ti viene a prendere, ti tiene la testa ferma e ti obbliga a guardare. L’effetto straniante di esserci dentro, l’odore del sangue dolce (finto ovviamente) che piove in docce, la miseria dell’ambientazione di mondo in declino irreversibile: Macbeth ai Trafalgar Transformed è un’esperienza totale, dentro e fuori, occhi e pensiero.

Se MacAvoy ha una forza straordinaria gli altri attori non sono affatto da meno: guerrieri postatomici durissimi e straccioni, un McDuff signore della guerra sì, ma spezzato in due dalla notizia della morte della sua famiglia per mano di Macbeth, una Lady McDuff giustiziata da Macbeth di una tale intensità che disturberebbe gli stomaci deboli. Lady Macbeth accettabile.

Macbeth è la prima di una serie di rappresentazioni che hanno come tema la politica e il potere. A un passo da Horse Guards e da Downing Street, gli inglesi decapitano il tiranno. Non credo sia un caso.

Inutile girarci intorno: 5 su 5.

tumblr_n7mryetLoa1rumk91o1_500L’autore: William Shakespeare (Stratford-upon-Avon, 26 aprile 1564 – Stratford-upon-Avon, 23 aprile 1616) è stato un drammaturgo e poeta inglese, considerato come il più importante scrittore in lingua inglese e generalmente ritenuto il più eminente drammaturgo della cultura occidentale.