Episodi I e II: Recensione di Endimione Birches su Bostonian Library

Episodi I e II: Recensione di Endimione Birches su Bostonian Library

Episodi I e II: Recensione di Endimione Birches su Bostonian Library

Considerazioni.

Due racconti e due letture particolari e particolarmente interessanti per oggi. Mi allontano un pochetto da quanto leggo e recensisco di solito per avvicendarmi in una lettura sì molto interessante ma anche italianissima e molto piacevole.
In questi racconti troverete principalmente la contrapposizione tra ragione e spiritismo in un’epoca in cui queste due duellavano aspramente trovando ovunque moltissimi sostenitori sia da una parte che dall’altra.
In questi racconti assaporerete innanzitutto dei personaggi opposti, a volte un po’ troppo arroccati sulle loro posizioni, ma proprio per quello particolarmente interessanti e contrapposti a livello di trama, di lucida e intelligente narrazione di un tempo e di ideali interessanti.

 
In particolare troverete come fulcro di entrambi i racconti la risoluzione di un mistero ovvero di un omicidio che una coppia improbabile dovrà cercare di risolvere congiuntamente: un’ispettore – che di nome fa Jonas Malrowe, uomo pragmatico, scettico fino al midollo e molto, forse troppo professionale, legatissimo al suo lavoro – e Jericho Marmaduke Shelmardine, un medium, uomo di mondo affascinante, misterioso.
Certamente troverete altri personaggi – come “Il Mago”, Valentina, Re Belial, ecc… ma  i due protagonisti principali sono Jericho e Malrowe che vedrete scendere nei bassifondi di una Londra industrializzata, dal cielo cupo, color piombo, e il Tamigi scuro come in una lotte senza luna.

Vedrete man mano, che vi inoltrerete nella narrazione, una particolare commistione di generi che affolleranno piacevolmente il romanzo: giallo, noir, storico, ecc… – senza che però essi si escludano o stridano a vicenda – che porterannno in un climax ascendente di paura, un pizzico di terrore e magia, alla conclusione di un’indagine che viene intervallata spesso da dei salti nella vita e nel passato dei nostri protagonisti principali, che vediamo molto più complessi e tormentati di come appaiono ad una prima occhiata.

Tutti i personaggi che incontriamo – e questa cosa l’ho trovata splendida – hanno più di una sfaccettatura, contengono una moltitudine di aspetti che colgono il “tutto” che rappresentano all’esterno e che si svela in parte solo in concomitanza con l’indagine che seguiamo intraprendere dai protagonisti e che rappresenta un momento sia di svago con cui però si ha modo di comprendere i personaggi, la loro essenza che consta di una doppiezza inceredibilmente sfaccettata e mutevole.

Bello. E’ stata veramente una buona lettura, che mi ha fatto piacere, che mi ha portato lontano in modo credibile affasciante e con personaggi che ho amato profondamente.
Consigliato!!!! 


Episodi I e II: Recensione di Endimione Birches su Bostonian Library

Episodi I e II: Recensione di Giovanni Cattaneo su Nero Cafè

Episodi I e II: Recensione di Giovanni Cattaneo su Nero Cafè

La Londra Vittoriana. La Londra del tardo ‘800, capitale del mondo, apparentemente virtuoso crogiolo di futuro durante il giorno, ricettacolo di nuovi vizi di notte. Lussuria, perdizione, fughe dalla coscienza.
Due romanzi brevi. Due episodi con gli stessi due protagonisti principali. Un medium, Jericho Shelmardine, che parla ai morti. Inquietante, misterioso, mistico e vizioso. Cialtrone o geniale? Un poliziotto, l’ispettore Jonas Marlowe. Razionale, probo, concreto. Efficace o fallito? Il fato li fa conoscere, quasi li costringe a indagare assieme. Sulle prime, se il tutore della legge appare infastidito, scettico, lo spiritista ne è divertito, e attratto da Jonas, col passare delle righe si intuisce, con sempre più chiarezza.

Ne La società degli spiriti si ritrovano a indagare insieme sulla strana morte di Lord Kynaston. Che è stato quasi divorato nel suo studio, chiuso dall’interno. Assieme a parte della servitù. Per arrivare a una conclusione, dovranno percorrere assieme infernali passaggi nei luoghi più sordidi della città. Che sarà in linea con le atmosfere.

Ne La lega dei gentiluomini rossi, i due ormai più confidenti e reciprocamente fiduciosi, si imbattono in una serie di sparizioni di bellissimi ragazzi fulvamente chiomati. Sembra che tutti i più avvenenti rossi di Londra spariscano. Quando si avvicinano all’imprevedibile e malata soluzione, vengono frenati. Da qualcuno molto in alto, vicino alla corona. Perché certi segreti sono irrivelabili. Specie se appartenenti a qualcuno così in alto. Gli improbabili Jonas e Jericho però non sono facilmente imbrigliabili.

Cupezza profonda, colorazione nera intensa si respirano in questi romanzi brevi di Federica Soprani e Vittoria Corella. Molto evocativi dell’epoca, malinconici il giusto, torbidi, azzeccati pur nella loro relativa semplicità, questi e-book si lasciano leggere in un baleno. I protagonisti sono ben caratterizzati, sufficientemente inquietanti e perversi, quasi due estremi che nella loro “antipodicità” evidenziano le caratteristiche dell’altro. E la loro malinconia di fondo, questo essere due perdenti che quasi si sorreggono per non affogare, dona coesione alle vicende. Se poi nel primo racconto l’atmosfera intensa ha un po’ il sopravvento sulla semplice trama, a cui manca un po’ di sviluppo giallo, nel secondo si nota un’evoluzione in tal senso, con una vicenda resa un pochino più articolata e indagabile. Lo stile è semplice ed eccessivamente intriso di linee già battute, certo poco lirico ma sufficientemente d’atmosfera. Con una piacevole nota ironica che è un po’ una luce nel nero delle vicende. Complimenti sinceri anche all’incastonamento delle scene di sesso, piuttosto forti ma necessarie alla narrazione, e che contrariamente al solito non lasciano la fastidiosa sensazione di esagerazione tesa a far abboccare lettori pruriginosi. Chicca piacevole, i link ad alcune definizioni direttamente presenti nel testo: ottimo modo per sfruttare le potenzialità del formato elettronico in modo immediato ed efficace.
Letture davvero carine, inquietanti e ironiche al punto giusto, con un canovaccio portante finalmente nuovo, originale e realistico, con vicende che se mantengono la tendenza crescente diventeranno parte di una serie, oserei dire, potenzialmente imperdibile, nell’ambito leggi-e-fuggi del mondo e-books. Attendiamo con ansia buone nuove, ma attenzione: per le autrici la terza sarà la prova più difficile.

(Giovanni Cattaneo)

Episodio II: Recensione + intervista di Aquila Reale per La penna d’oro

Episodio II: Recensione + intervista di Aquila Reale per La penna d’oro

Episodio I: Recensione di Aquila Reale per La penna d’oro

STILE: 7
STORIA: 8
COPERTINA: 6
Quando ho finito di leggere “La società degli Spiriti” ho lasciato Jonas e Jericho alle prese con le loro rispettive disperazioni, ho pensato che il loro fascino si identificasse proprio nel loro dolore, nelle ferite dell’animo, nei meandri di una mente che avrebbe voluto ricercare nell’oblio un po’ di pace. Tuttavia credo che siano proprio queste inquietudini, queste lacerazioni nell’animo a fare di Jericho e Jonas, due affascinanti –inquietanti- eroi.
Oggi, leggendo  “La  lega dei Gentiluomini Rossi”, secondo episodio della serie Victorian Solstice scritto da Federica Soprani e Vittoria Corella, ho ritrovato la strana coppia Jericho e Jonas, J & J per gli amici, di nuovo insieme per affrontare, ancora una volta le perversioni umane. Londra, una carrozza percorre i viali di Southwark, tra il silenzio della notte e le miserie della vita, ha inizio una truce spietata caccia all’uomo. Giovanotti dai capelli rossi spariscono nel nulla e nell’indifferenza della polizia ma quando a sparire è un giovane appartenente ad una nobile famiglia, le cose cambiano. È qui che entra in scena la novella coppia d’investigatori, Jericho e Jonas, che affronteranno insieme questo caso che li porterà a percorrere i meandri della follia umana. In un susseguirsi incalzante degli eventi notiamo subito un’evoluzione dei nostri protagonisti. Jericho, il medium, si mostra più fragile ma sempre seducente, fa dell’ironia la sua arma vincente e continua ad avere uno strano rapporto con la sua stessa esistenza perché è costretto a vivere quando ciò che desidera di più è morire. Abita a “Fine del Mondo” in una casa in cui trascorre notti insonni perso nei suoi ricordi e nell’inquietudine del presente. Jonas, l’ispettore, è l’uomo dai mille perché; è l’uomo che vive un doloroso conflitto interno, non trovando pace ripensando alla morte della moglie Alice. Due solitudini, due modi diversi di affrontare il dolore e la vita.
Due cuori spezzati non ne fanno mai uno intero. Fanno solo più cocci.
Tra i cocci Jonas acquisisce nuova forza, si mostra tenace quasi avventato, prende decisioni importanti, diventa un uomo d’azione rude e burbero. Jericho fa un passo indietro e lascia la scena a Jonas, dando la possibilità all’ispettore di esprimersi al meglio in un’indagine che vedrà coinvolti personaggi importanti della Londra che conta. Un’indagine dai risvolti impensabili che farà luce su storie di incesti e perversioni, intrighi e passioni, che si manifestano con un erotismo mai volgare, che lega tra loro i protagonisti, misere anime di un mondo apparentemente normale. Vittoria e Federica descrivono con maestria un vortice di perversione che vede la sua forza alimentata dai rapimenti, nei quartieri bassi, di giovani uomini per poi travolgere tutto nelle alcove dell’alta borghesia. Nelle stanze della perversione si consumano rapporti morbosi, ma Jonas e Jericho riescono a squarciare quel velo di silenzio omertoso che tende a soffocare ogni possibile ribellione. Il finale, signori miei, è travolgente. Io, lettrice, conquistata dalla strana coppia, vorrei tanto essere li con loro, passeggiare per quel viale alberato dove bambini sorridenti giocano soavemente, innocenti e fiduciosi. Quale viale vi chiederete, quali bambini? Non lo sapete ancora? Allora non vi resta che leggere “La lega dei Gentiluomini rossi” oppure, se siete portati, prendete i tarocchi, mischiate velocemente per sette volte e voltate le carte, ma attenti alla torre! Eh si, Federica e Valentina sono ormai “due penne” che hanno ben capito come coccolare e catturare l’attenzione di noi lettori, realizzando dei piccoli capolavori di genere poliziesco-erotico. Mi piacciono le emozioni che scaturiscono dai loro scritti, le autrici, centellinando le informazioni su Jonas e Jericho creano una dipendenza lettore-storia che lascia sempre con la voglia di sapere. Misterioso il filo rosso dell’erotismo che unisce virtualmente i primi due episodi. Ogni fatto è sempre circondato dalle nebbie di una città che mostra un cuore che pulsa ma che nasconde l’esistenza di personaggi alla deriva morale. Non si giudica, non si razionalizza la perversione, si resta solo in attesa di un amore con la A maiuscola. Ancora una volta, con stile semplice ma elegante, le scrittrici riescono a coinvolgere il lettore trascinandolo nella Londra dell’epoca vittoriana ed è li che aspetterò con ansia la pubblicazione di altri episodi di Jonas e Jericho, ormai nel mio cuore.

 

Questa recensione partecipa alla sfida di lettura “Io leggo italiano

 

Do il benvenuto sul blog “Penna d’Oro”  a Federica Soprani e Vittoria Corella, autrici della serie “Victorian Solstice”. Grazie per aver accettato di rispondere a questa intervista a due voci.
Per cominciare raccontateci qualcosa di voi e soprattutto come nasce la vostra collaborazione?
Federica : Mi sono imbattuta in Vittoria su un forum dedicato al Doctor Who. Dopo cinque minuti stavamo già litigando riguardo a Cesare Borgia e Caterina Riario Sforza. Ho deciso che era meglio averla come amica che come nemica e l’ho convinta a creare con me un forum di Gioco di ruolo ambientato nella Londra vittoriana. Per lei il massimo del gioco fino ad allora era Monopoli e, ingenua, mi ha seguito senza sapere in che ginepraio si stava cacciando.
Vittoria : Federica mi ha trovata su internet e manipolata, facendomi credere di poter scrivere dei libri. Io credo a tutto.
Quali autori hanno influito sulla vostra formazione?
Federica : Sono sempre stata una lettrice onnivora, e ho avuto la fortuna di avere insegnanti che mi hanno lasciata libera di seguire il mio naso più delle direttive ministeriali. E soffrendo di rinite allergica… Ho un passato di Umanista alle spalle, con un amore non sempre corrisposto per i classici. Dopo che qualcuno è riuscito a convincermi che dopo l’Ottocento c’è stato anche il Novecento ho allargato un po’i miei orizzonti. Come modelli di riferimento cito solo Tanith Lee, Paola Capriolo, Angela Carter.
Vittoria : Sono di formazione anglosassone: classici inglesi, americani, australiani, neozelandesi e anche moltissimi africani in lingua inglese (ci sono autori grandiosi).  Citarne alcuni? A me basta che parlino inglese. E l’accento ‘british’ mi fa anche sesso.
Se vi fosse stata data la possibilità di scegliere, in quale epoca avreste voluto vivere?
Federica : Idealmente Rinascimento italiano, primo Ottocento inglese (ho creduto per anni di essere la reincarnazione di Percy Shelley e se mi chiamano Shilo mi volto ancora. Ma solo se lo fa Byron), epoca vittoriana, sempre in Inghilterra. Sono decisamente filo-albionica, nonostante la mia passione viscerale per le guerre napoleoniche e le figure umane di Napo e dei suoi marescialli. Riconosco tuttavia che l’epoca in cui vivo mi offre molte più opportunità e la speranza di non essere falciata da un lanzichenecco mentre porto fuori il cane.
Vittoria : Mi piace scrivere quasi esclusivamente di epoche passate, ma come donna me la sarei vista brutta in tutte, per cui mi va bene il XXI secolo, anche se non è che siano rose e fiori anche oggi.
Come nasce la serie poliziesca-erotica Victorian Solstice?
Federica : Come detto prima, io e Vittoria abbiamo creato e gestito per tre anni un gioco di ruolo di ambientazione vittoriana, Victorian Solstice. A un certo punto abbiamo deciso che tutte quelle storie e quei personaggi meritavano uno spazio maggiore di quello offerto dal forum, e così siamo partire per questo nuovo viaggio.
Vittoria : MANIPOLAZIONE MENTALE. Vedi domanda 1.
La genesi della coppia Jericho e Jonas è stata travagliata?
 
 Federica : No, non direi. Vittoria aveva pensato bene di far morire Safire nel Gioco di Ruolo. Il minimo che poteva fare era dare al medium un’altra possibilità. Inoltre ci piaceva l’idea di affiancare due personaggi che non potessero essere più diversi e incompatibili, almeno di primo acchito.
Vittoria : No, serviva una controparte per Jericho. Jericho lo conosco molto bene, visto che gli ho rovinato la vita nel peggiore dei modi. Gli dovevo ‘qualcuno’ che gli stesse vicino e lo facesse almeno un po’ sorridere.
I loro nomi Jericho Marmaduke Shelmardine e Jonas Marlowe da dove traggono origine?
Federica : Marmaduke Bonthrop Shelmardine è un personaggio di Virginia Woolf che appare nel romanzo Orlando. Racchiude in sé tutti gli archetipi dell’eroe romantico: passa il tempo doppiando il Capo di Buona Speranza col mare in tempesta, quando non è impegnato a combattere per l’indipendenza di un qualche paese lontano; conosce l’opera omnia di Percy Shelley a memoria e la recita alla propria donna dopo aver fatto l’amore. E ovviamente è bello e tormentato.
Vittoria : Mi piacciono i nomi corti da scrivere, perché sono pigra: ecco Jonas, un gradino sopra ‘Ugo’. Marlowe per via del drammaturgo inglese pugnalato a Deptford perché spia di Elisabetta I. Vedere domanda 2, in ogni caso.
Una frase di Franz Kafka recita: “Un libro dev’essere un’ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi”. E’ così, in J&J c’è un cuore ghiacciato?
Federica : Ce ne sono due, ma personalmente spero che avvicinandoli si scatenerà una miracolosa reazione chimica che scioglierà il ghiaccio e colmerà il vuoto. Vittoria si diverte a deludere la mia speranza.
Vittoria : In Jonas sì, c’è moltissimo ghiaccio che copre una corona di spine, che cinge la fronte del crepacuore.
Perché, secondo voi, questi novelli investigatori piacciono così tanto al pubblico dei lettori?
Federica : Piacciono? Davvero?… 😉 Credo che piacciano per motivi diversi a lettori diversi. Per esempio molte ragazze fanno semplicemente il tifo per vederli prima o poi insieme, nella miglior tradizione del M/M. Ce li shippano pure. Io credo che possano affascinare perché si lasciano scoprire a poco a poco, a ogni racconto, un velo dopo l’altro, e forse questa imprevedibilità accende la curiosità di chi legge e fa venire voglia di andare avanti.
Vittoria : Beh, suppongo perché sono imperfetti. Come tutti noi.
Quanto vi sentite emotivamente coinvolte nei confronti dei personaggi che avete creato?
Federica : Moltissimo. Non riesco a mantenere il distacco da loro. Soffro spesso per il loro dolore (che io stessa ho inflitto, vabbè…). Fortunatamente la cosa non è reciproca. Ai loro occhi credo di essere una specie di portinaia impicciona che amministra dispoticamente il condominio in cui sono costretti a vivere e che può solo assistere con trepidazione alle loro storie.
Vittoria : Non molto. Io li guardo da fuori e li muovo. Sono un regista. O una divinità assiro-babilonese.
 
 C’è una particolarità del carattere dei due investigatori che non sopportate?
Federica : Jonas è ‘odiosamente integro’ come non mancherà di affermare qualcuno nel quarto racconto. A me personalmente piace anche questo suo aspetto, ma suppongo che alle volte i suoi spigoli possano risultare ostici. Di Jericho non apprezzo l’istinto di autodistruzione, ma per fortuna sta guarendo, pian piano.
Vittoria : Il famosissimo ‘palo in quel posto’ che ha Jonas. Di Jericho non sopporto il distacco verso i suoi figli (spoilers!).
Avete mai subito “il blocco” dello scrittore?
Federica : Purtroppo sì. Bisogna fare i conti con la vita, giorno dopo giorno, col lavoro e con tutte quelle cose squisitamente materiali che ci ammorbano e appesantiscono le nostre ali con la grigia polvere dei giorni. Ma poi passa. Scrivere mi fa stare troppo bene.

 Vittoria : Sì, quando sono depressa, ma poi prendo le mie medicine.

Qual è il lavoro di ricerca da cui nascono i vari episodi?
Federica : Io e Vittoria parliamo molto, il nostro brainstorming è costante. Il fatto che per la maggior parte del tempo diciamo idiozie non significa che prima o poi non ne potremmo trarre qualcosa di buono. Già ai tempi del forum cercavamo di curare molto la veridicità storica e di costume, quindi andiamo avanti a leggere e cercare notizie sui libri e sulla rete.

Vittoria : Leggo libri di vari argomenti sull’epoca storica che tratto: vita sociale, politica, sessualità, letteratura. Anche libri per bambini. Uso molto internet.

Con un mix perfetto di collaborazione avete creato uno stile raffinato, curato nei minimi particolari. E’ difficile scrivere in due?
Federica : No, mi trovo benissimo con Vittoria, nonostante non possano esistere due persone più diverse di noi (un po’ come J e J ;)).  Ci stimoliamo molto a vicenda e come per magia tutti i tasselli si incastrano, prima o poi, anche quelli che sembravano destinati a non trovarsi mai. Lei è molto severa e un po’rompiscatole quando si tratta di editing, ma mi ha aiutata a migliorare molto in questi ultimi mesi e di questo le sarò sempre grata.

 Vittoria : Non con Federica.
Che sensazione provate nel digitare l’ultima parola di un racconto?
Federica : sto benissimo, poi malissimo. La crisi d’astinenza subentra dopo le prime 48 ore.
Vittoria : Rispondo con Violetta della Traviata:

“Sempre libera degg´io
folleggiare di gioia in gioia,

vo´che scorra il viver mio
pei sentieri del piacer.
Nasca il giorno, o il giorno muoia,
sempre lieta ne´ ritrovi,
a diletti sempre nuovi
dee volare il mio pensier”
Progetti per il futuro?
Federica : Tanti. Una serie di racconti Steampunk che racconteranno le avventure di un supereroe Vittoriano e della sua nemesi, un racconto sempre Steampunk su Byron e Shelley e un romanzo storico che coprirà qualcosa come settant’anni a cavallo tra Ottocento e Novecento. Ma nel frattempo cerchiamo di non perdere il ritmo. Abbiamo scritto perfino un romance, anche se Vittoria non vuole che si sappia in giro. Ops, non dovevo dirlo?… Nel frattempo portiamo avanti progetti in solitario. Il mio romanzo storico Corella, l’ombra del Borgia, uscirà entro l’estate (pubblicità progresso ;))

 Vittoria : Per ora qualcosa di Steampunk. Forse.

Grazie per la vostra disponibilità, ad maiora Federica e Vittoria!


Federica : Grazie a te! Alla prossima.

Vittoria : God save the Queen!
Episodio II: Recensione di Letizia Loi su Goodreads

Episodio II: Recensione di Letizia Loi su Goodreads

Episodio II: Recensione di Letizia Loi su Goodreads

Un racconto ipnotizzante, che tiene con il naso incollato alle pagine. Ho ritrovato con piacere i due protagonisti e apprezzato molto il loro lento avvicinarsi, la confidenza che pian piano si sta instaurando tra loro e la tensione sessuale sempre più palpabile.
Il titolo della storia, chiaro omaggio al celebre racconto di Doyle, lascia intuire chi saranno le sventurate vittime di questo giallo, un caso che – con i suoi retroscena – farà davvero accapponare la pelle.
Ancora una volta Federica Soprani e Vittoria Corella hanno fatto uno splendido lavoro, annegandoci nell’aria grigia e nebbiosa della Londra vittoriana e lasciandoci lì agonizzanti, in attesa del prossimo racconto.
Episodi I e II: Recensione di Endimione Birches su Bostonian Library

Episodi I e II: Recensione di Nya su La nuda essenza dei libri

Episodi I e II: Recensione di Nya su La nuda essenza dei libri

Due racconti decisamente affascinati tra la ragione e la magia. due personaggi con un passato da scoprire incrociano le rispettive strade alla ricerca della verità, insieme perseguono inaspettatamente le tracce improbabili e fantasiose per risolvere il mistero di atroci omicidi. L’ispettore ed il medium un’accoppiata oltremodo improbabile percorrono un cammino ostacolato dal loro passato fino alla verità e all’ossessione umana. La lettura scorre veloce e piacevole, attrae sempre di più mentre gli eventi si susseguono permettendo al lettore di circondarsi delle parole e dei luogo raccontati. Si viene trascinati dolcemente nella storia concedendo la visuale delle vite dei protagonisti in sprazzi di ricordi che permettono di completare il profilo e la vita di ognuno. Una lettura che consiglio riesce ad  incuriosire chiedendone di più.
I racconti ci permettono di addentrarci nella Londra vittoriana tra le sue strade sporche, l’aria densa e soffocante che risale dalle fogne e la povertà che spargeva la sua miseria nei vicoli accrescendo la criminalità o spingendo fin dalla tenera età fanciulle e fanciulli a vendere il proprio corpo in favore dei vizi dell’alta borghesia. Tre le righe si spiegano i caratteri e le particolarità dei personaggi lasciandosi conoscere lentamente scoprendosi nei ricordi dolorosi del loro passato, possiamo sentire le loro emozioni attraverso i loro stessi pensieri che ci lasciano sulla pelle sensazioni celate dalla parole che scorrono tra le pagine.
Jonas Malrowe ispettore fin troppo cinico e legato alla ragione insegue i casi con meticolosità ed ingegno non permette al mondo mostratogli dal Medium di catturarlo ma solo di avvolgerlo per trarne la verità. Una forte personalità ,quasi contrapposta a quella di Jericho, profondamente tormentato da ciò che ha perso e che in realtà non ha mai avuto, da un amore che gli è stato strappato anche se non era realmente suo. L’ispettore non si lascia incantare dalla magia pronto a scoprirne i segreti e svelare le bugie dietro di esse, una figura forte ed imponente che appare sin dall’inizio in tutta la sua importanza eppure si lascia conoscere soltanto molto lentamente durante i racconti.
Jericho Marmaduke Shelmardine medium nei bei salotti della nobiltà circondato dal suo fascino e dal mistero, presuntuoso ed eccentrico nasconde dietro la sua figura di baluardo della magia cela un uomo tormentato da un dolore profondo che riesce a farcela amare profondamente. Lui con il suo linguaggio poetico riesce ad incantare in ogni sua sfaccettatura, dai vizi che lo portano nell’inferno del regno di Re Belial alla sua coscienza viva e pulsante che gli permettere di ribellarsi al torpore del laudano e tendersi in soccorso di quell’uomo che comincia a ricordargli una parte importante del suo passato.
Gli altri personaggi non sono lasciati al caso anche se non descritti come i protagonisti assumono un’imponente importanza con le loro stoie tratte da frasi o ricordi.
Il Mago che spalanca le porte del passato di Jericho, dell’amore tormentato e del dolore. Ognuno ci accompagna nella vita degli altri. Il mago ed il suo potere, il rapporto con Valentina bella e perfida che impazzisce nell’amore combattendo quasi con la sua sensualità per vincere quell’amore che desidera solo per se. Il Re Belian che si staglia nel suo mondo come uno spacciatore di peccati, quasi come un imperatore che guida il suo popolo nei peccati che solo lui può concedere, nelle sue regole che possono portare alla morte per la sua noia… ed ancora Gwen Coventry incantata dalle cose belle e perfette come te, la bambola che sembra vivere in una favole strana e impercepibile.
In sintesi un lavoro davvero eccellente che non lascia nulla di incompleto o non sviluppato, racconti coinvolgenti che possiamo sentire come una carezza accennata sulla pelle nella loro sensualità mai volgare od eccessiva e l’equilibrio perfettamente costruito tra i vari generi ci regalano un successo che ha tutte le caratteristiche di opere di qualità da leggere e rileggere.

Complimenti!

Episodi I e II: Recensione di Endimione Birches su Bostonian Library

Episodi I e II: Recensione di Elisa su Le Nove Muse

Episodi I e II: Recensione di Elisa su Le Nove Muse

Il taglio di questo post sarà un po’ diverso dal solito come diversa è stata la dinamica per cui mi sono ritrovata a leggere i primi due episodi della serie Victorian Solstice intitolati “La società degli spiriti” e “La lega dei gentiluomini rossi”.
E’ la prima volta che vengo contattata direttamente da un autore per fare una recensione della sua opera e colgo l’occasione per ringraziare Federica e la sua co-autrice Vittoria per la fiducia risposta nel mio blog.
In realtà sono stata un po’ indecisa se accettare o no l’incarico, per carattere non mi piace stroncare un libro o un racconto. Penso che vada sempre comunque premiato l’impegno di uno scrittore e che ciò che può non piacere a me non è detto non possa essere interessante per altri.
Per questo anche quando collaboro con le case editrici cerco sempre di scegliere libri che ritengo validi e che credo incontreranno i miei gusti.
Tornado alla serie in questione, davanti ai brevi cenni biografici delle autrici e sapendo che i racconti erano ambientati in epoca vittoriana, mi sono lasciata guidare dall’istinto e ho deciso di accettare. Oggi posso dire che le mie aspettative non sono state deluse ed il mio giudizio è più che positivo nonostante i racconti siano incentrati sull’elemento erotico, elemento che solitamente io non prediligo per le mie letture.
Nel primo episodio “La società degli spiriti” facciamo conoscenza con i due principali protagonisti della serie: Jericho Marmaduke Shelmardine e Jonas Marlowe.
Jericho è un medium molto conosciuto. Bello, affascinante ed elegante, è solito cenare nei migliori ristoranti e frequentare i salotti della buona società. Ha la capacità di riuscire a comprendere la personalità dei suoi interlocutori studiandone attentamente il comportamento.
Jonas Marlow è un ispettore di Scotland Yard, un tipo schivo e puntiglioso, una persona che non ama apparire sui giornali e che non crede nel soprannaturale. Fisicamente non si può definire un bell’uomo, ha i capelli rossi e la sua è una di quelle facce che vengono comunemente definite “facce da cavallo”.
Entrambi i personaggi nascondono vicende personali più o meno ambigue ed inquietanti di cui il lettore verrà a conoscenza a tempo debito nel corso del racconto e delle quali ovviamente non voglio anticiparvi nulla per non rovinarvi il piacere della scoperta.
In questo primo episodio Jonas e Jericho indagano sulla morte di Lord Kynaston, capofamiglia dei Conti di Shaftesbury, il cui cadavere straziato è stato rinvenuto nella sua biblioteca, chiusa a chiave dall’interno. Per far luce sull’omicidio, l’ispettore ed il medium rivolteranno la città fin nei luoghi più torbidi nel tentativo di ritrovare la protetta di Lord Kynaston, la giovane Miss Euphrosine Morris, di cui si sono perse le tracce dopo la morte di quest’ultimo.
Nel secondo episodio invece dal titolo “La lega dei gentiluomini rossi” Jonas e Jericho sono impegnati a risolvere un caso di persone scomparse. A scomparire sono giovani uomini di bell’aspetto che hanno una caratteristica comune: hanno tutti i capelli rossi.
In questo episodio i nostri investigatori non avranno solo a che fare con povere famiglie di irlandesi immigrati, ma anche con persone molto vicine alla Corona.
Jonas e Jericho si ritroveranno ad indagare su una delle persone più influenti del Regno ovvero il Duca di Beaufort, il Lord Cancelliere. Uno dei ragazzi scomparsi infatti altri non è che George Coventry, fratello gemello di Gwendoline Coventry, la giovane e bellissima moglie del Duca.
Ma poiché ci sono cose che non devono essere portate alla luce e persone che non possono essere assolutamente compromesse, il medium e l’investigatore si troveranno in situazioni davvero pericolose.
L’atmosfera che si respira leggendo questi racconti è quella tipica della Londra di fine Ottocento. La città ci viene spesso descritta avvolta dalla nebbia, i protagonisti ci conducono nelle strade più pericolose, quelle stesse strade che hanno fatto da sfondo ai delitti commessi da Jack Lo Squartatore.
Il mondo ha perso la sua innocenza e imperversano il vizio, la corruzione e la depravazione. La sensualità e l’eros sono elementi fondamentali di questi racconti che pongono l’accento sulla dissolutezza dei costumi e sull’omosessualità.
Federica Soprani e Vittoria Corella hanno dimostrato con questi due episodi di essere dotate di molta fantasia; le descrizioni dei luoghi sono dettagliate e la scrittura è scorrevole.
L’elemento erotico non è mai osceno né fine a se stesso, ma perfettamente integrato nella storia. Pur non lasciando nulla all’immaginazione ogni cosa viene sempre raccontata in maniera garbata ed elegante cosicché anche le immagini più forti e dirette non risultano mai troppo volgari.
I racconti possono essere letti anche separatamente perché, al di là del filo conduttore che lega i vari personaggi, i singoli casi trovano la loro risoluzione alla fine di ogni episodio.

Nell’attesa di conoscere le nuove avventure di Jonas e Jericho, vi ricordo, nel caso foste interessati alla lettura, che i primi due racconti “La società degli spiriti” e “La lega dei gentiluomini rossi” sono stati pubblicati esclusivamente in formato e-book.