Justify The Strong su “…il piacere della lettura BLOG”

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Pillole di Recensioni #4


Oggi una recensione in pillola per uan pillola di romanzo, trattasi infatti di un racconto di pochissime pagine. Vi ruberà al massimo dieci minuti, ma vi instillerà una certa curiosità su quella che è la Victorian Solstice, una serie ambientata in periodo vittoriano che miscela paranormale, mistero e sensualità.
Il racconto “Justify the Strong” viene classificato come erotico, ma l’editoria odierna ci ha abituato a ben altro e vi assicuro che qui di erotico non c’è nulla.C’è solo la perversione che cammina prepotentemente nell’anima oscura di Valentine, il demonio sceso in terra che sposa la bella e dolce Chloè e da cui ha una figlia. Valentine è un uomo dissoluto, un essere spregevole nel senso più abietto del termine, un diavolo concentrato solo su se stesso che svilisce, mortifica e sottomette senza curarsi mai del prossimo. Valentine è un sadico e fin dove può arrivare la depravazione che lo divora solo Chloè può intuirlo. Ma il Male può essere sconfitto? La risposta forse è contenuta nelle prime righe del racconto stesso.

“La neve è zucchero.
E’ glassa scintillante e gelata. Fa vetro ogni cosa.
Un’alba color latte orla adesso un cielo ancora nero.
Il buio si ritira di malavoglia dopo aver perso la sua battaglia.
Battuto ma non sconfitto, perché il buio non perde mai.”

Devo ammettere che la padronanza di linguaggio e lo stile elegante mi spingono ad aggiungere Vittoria Corella (e di conseguenza Federica Soprani co-autrice della serie) alla lista di quelle penne nostrane che ho voglia di scoprire. Justify the Strong è solo un incipt, una sorta di prequel, la culla in cui risiede il peccato, ma nonostante le pochissime pagine ha carattere, forza e colore.

“Valentine forse è proprio come ve lo immaginate.
Lo spiraglio di un uscio socchiuso su un brutto sogno.”
Victorian Solstice: la serie

di Federica Soprani e Vittoria Corella

  

1. La Società degli Spiriti. Jericho è un Medium dei bei salotti. Jonas un investigatore che non crede nel paranormale. Quando Lord Kynaston viene trovato fatto a brandelli nel suo studio chiuso dall’interno, il Medium che parla con i morti e il poliziotto più scettico di Scotland Yard sono costretti a lavorare insieme loro malgrado. Dai bordelli per ricchi annoiati fino alla casa del vizio più pericolosa del West End, una detective story vittoriana oscura e sensuale.

2. La Lega dei Gentiluomini Rossi. Scompaiono, uno dietro l’altro. Tutti giovani, bellissimi e con una caratteristica in comune. Se c’è una cosa che Jonas detesta sono i casi irrisolti. Se c’è una cosa che Jericho ama è aiutare Jonas a risolvere questi casi, e il viaggio da incubo parte dai quartieri bassi per salire su, fino a sfiorare la Corona D’Inghilterra.Ci sono cose che nessuno deve sapere e gente che va fatta tacere con le buone o con le cattive.

3. I Figli del Pozzo di Carne. Nella Londra Vittoriana Uomini Neri e Boogeymen esistono davvero. I Mostri sono veri e hanno fame. Vengono e portano via quelli che hanno più paura. Per sconfiggere i Mostri ci vuole coraggio, follia e un pizzico di disperazione. Una nuova avventura di Jericho e Jonas nella pancia della Londra più nera.

Personalmente sono molto curiosa di scoprire cosa possono riservarmi questi romanzi e devo ringraziare la stupenda copertina di Justify the Strong se mi ci sono avvicinata!
Alla prossima!
Episodio III: Recensione di Eliza su La biblioteca di Eliza

Episodio III: Recensione di Eliza su La biblioteca di Eliza

Fonte

Buona sera amici lettori!
Che bello questa giornata iniziata col piede sbagliato sta finendo!! E soprattutto il fine settimana è oramai alle porte, si spera col bel tempo!
Per terminare questo giovedì vi propongo la recensione di un libro di due amiche del mio blog, Federica Soprani e Vittoria Corella che hanno recentemente pubblicato il terzo episodio della serie Victoria Solstice, I Figli del Pozzo di Carne.

J&J sono tornati!
Jericho e Jonas, il medium e il poliziotto, si sono messi in società e hanno aperto un’agenzia di investigazione privata, la J&J Investigation, con sede nell’abitazione londinese di Jericho, il cui nome è tutto un programma, Fine del mondo.

 Vi ho già parlato dei primi due episodi di questa bellissima serie, che è stata anche una delle protagoniste del mio Natale con gli scrittori. Non vedevo l’ora che uscisse il terzo libro e quando le sue autrici sono state così gentili da inviarmene una copia è scattato il balletto.

Come per gli altri libri si tratta di un romanzo breve, ma denso di avvenimenti e di mistero. Finora i nostri due protagonisti avevano avuto a che fare con la Londra bene, con una nobiltà da salotto buono ma con un lato oscuro e perverso. Questa nuova avventura li porta invece nelle strade più sporche  e buie, dove il vizio e la morbosità la fanno da padrone. I bambini poveri, i figli di nessuno, spariscono uno dopo l’altro, inghiottiti da una zona della città dove nessuno ha il coraggio di imporre regole e legalità. Nessuno si sarebbe accorto della loro assenza, se a sparire ad un certo punto non fosse un figlio del circo Binewski, la prima famiglia del nostro caro Jericho. J&J iniziano quindi un viaggio che li porta dalle stazioni di Londra, alle fogne popolate dai sudditi del Re dei Topi, ai vicoli putridi del Pozzo di Carne, un buco oscuro in cui niente è vivo, niente è normale. Il nemico contro cui si troveranno a combattere è subdolo e malato, un po’ angelo della morte e un po’ mostro folle il cui corpo è infestato da spilli raccapriccianti.

Un horror sottile ed elegante, in cui tutto ci sorprenderà e niente è come appare.

Anche la relazione tra Jonas e Jericho ha un suo sviluppo: ciò che finora è stato solo accennato ora ha una sua conferma, in un momento semplice e delicato, nascosto in un mare di orrore.

Non è un romanzo per tutti, ma il modo in cui queste due scrittrici affrontano e raccontano tanto orrore è qualcosa di eccezionale e incredibilmente avvincente. Creano una fitta rete di particolari e dettagli in maniera sottile ed emozionante portandoti dentro la storia, facendoti sentire lo sgocciolio delle fogne, i pigolii dei bambini prigionieri, l’odore della carne putrefatta, il freddo intesso che ti penetra nelle ossa.
Continuiamo a scoprire nuovi particolari della vita di Jericho e del suo passato e entriamo in contatto con il circo, un mondo a parte, con le sue regole e le sue gerarchie.
Lo so che è appena uscito ma già non vedo l’ora di scoprire quale sarà il prossimo caso di Jericho e Jonas!!

Voto…

Episodio III: Recensione di Eliza su La biblioteca di Eliza

Episodio III: Recensione di Drusie su La biblioteca di Drusie

17 febbraio 2014

<<Siamo tutto quello che rimane delle persone che ci hanno amato e se ne sono andate.>>

Nella fumosa Londra della regina Vittoria si è venuta a formare una singolare coppia di investigatori: Jonas Marlowe e Jericho Marmaduke Shelmardine. Perché singolare? Perché il primo è un concretisssimo e realissimo ispettore di Scotland Yard, l’altro un medium in bilico tra realtà e paranormale. Due personaggi che sembrano non avere niente in comune e, proprio per questo, forse, il duo funziona.
Dopo essersi ritrovati a collaborare nei primi due episodi e aver rischiato più volte la vita, decidono di aprire assieme una società investigativa (la descrizione della casa e dei suoi abitanti mi ha ricordato tanto Sherlock Holmes e la cosa è stata graditissima). Per quali casi? A quanto pare i due sono destinati a far luce su tutto ciò che non interessa (o fa paura, come nell’episodio due) ai canali ufficiali.
L’enigma di quest’avventura si presenta fin da subito terribile e crudele: bambini scomparsi. E all’abominio di far del male a creature indifese, in queste pagine sono colpiti i più deboli tra i deboli: i bambini poveri, quelli che nessuno vede, che nessuno conosce, che nessuno cercherà mai.
Non ufficialmente.
Come negli altri due casi, da qui si dipana una vicenda torbida fatta di personaggi inquietanti e idee folli, di egoismo e scorciatoie per arrivare al benessere e alla ricchezza.
E non solo. Talvolta il male è semplicemente il male, senza motivi, senza giustificazioni che permettano alle nostre menti di accettare ciò che d’istinto rifiutiamo. Ci sentiamo più tranquilli, se riusciamo a dare spiegazioni logiche al male. Invece spesso non c’è nessuna spiegazione. C’è chi fa del bene semplicemente perché vuole e c’è chi fa del male semplicemente perché vuole. Accettiamo l’esistenza del bene libero e gratuito, ma non del male. Il male deve avere sempre un fondo logico, un motivo, una spiegazione che lo giustifichi.
Non ce l’ha. E difatti in questo libro non ci sono spiegazioni a certe azioni. Se il lettore non accetta, che le trovi da solo.
Neanche i due protagonisti si interrogano in merito. Fanno ciò che sentono di dover fare, per i bambini, ma soprattutto per se stessi e per chi hanno a fianco.
Riflettono invece su altro, sul dolore, sulla perdita, sulla solitudine che pervade tutto il racconto.
Solitudine percepita, più che reale, perché nessuno è davvero solo, non come credo. C’è sempre qualcuno, vicino o lontano, che veglia e resta lì dove c’è bisogno.
Solo una scena mi ha lasciato perplessa, che giunge all’improvviso e di cui non ho capito l’origine. Tra l’altro non se ne fa cenno neanche dopo e l’unica cosa che mi è venuta in mente è che fosse una piccola fanservice. Mi ha lasciato perplessa… ma soddisfatta eh!

Personaggi: Continua la dicotomia tra i due protagonisti anche se entrambi si stanno lentamente muovendo l’uno verso l’altro per capirsi, comprendere oltre ciò che l’altro mostra, aiutarsi, nei casi come nella vita. Jonas è sempre concreto ma idealista, generoso, altruista, ma sgomita, per far capire al socio che c’è, che esiste e che farà il possibile per non lasciarlo solo. Lo scettico sembra diventare Jericho che ancora non si fida, teme, conserva i suoi segreti. Però vengono regalati dei bellissimi momenti introspettivi in cui guardare tra i suoi pensieri e i suoi ricordi.
Adorabile miss Tipperary che compare pochissimo ma che spero di vedere di più nelle prossime avventure.
Mi ha incuriosita moltissimo la figura del Re dei topi, non tanto per il personaggio in sé, quanto perché ha suscitato l’eco di qualcosa lontana. Ho avuto l’impressione che non fosse la prima volta che sentivo quel nome e credo di aver già incontrato una figura simile in almeno un’altra occasione.

Stile: Sempre molto poetico e lirico, le due autrici deliziano il lettore con virtusismi eleganti e perfettamente azzeccati che rendono il romanzo piacevole e leggeremente surreale. Descrizioni evocative coinvolgono e rendono partecipi della scena. Azzeccati i dialoghi. Registro medio alto, ma comprensibile da tutti.

Giudizio finale complessivo: Ah bè, non vale. Io adoro questa serie e i suoi protagonisti per cui sono abbondantemente di parte. Ho apprezzato moltissimo la crescita di J&J e le escursioni nei loro pensieri e nel loro passato. A livello di ‘caso’ continuo a preferire i primi due, ma è solo un gusto personale. Non mi piace che vengono coinvolti i bambini, non in modo così negativo. Non li sopporto e mettermi un marmocchio a meno di cento metri è il sistema migliore per rovinarmi l’umore, ma questo non vuol dire che voglia loro male. Per me i bambini vanno lasciati stare, anche nei libri. E non amo storie su di loro. La trama comunque è coerente e i colpi di scena ben distribuiti lo rendono un’ottima lettura. Come dicevo, è mero gusto personale.
Voto: 8/10

Episodio III: Recensione di Eliza su La biblioteca di Eliza

Episodi I-II-III: Recensione di Babette su Babette legge per voi

11 febbraio 2014

Victorian Solstice, di Vittoria Corella e Federica Soprani

Londra 1890: Babele, Gran Forno, Inferno e Paradiso. Capitale del Mondo Occidentale. Dai fasti di Buckingham Palace al Popolo degli Abissi, passando per il rutilante mondo della potente borghesia in ascesa. Delitti, intrighi, passioni, amore e morte. Il Crepuscolo di un’epoca, l’agonia del Lungo Ottocento che ha ormai perso la sua innocenza.
Ecco i primi tre episodi della serie Victorian Solstice, editi dalla Lite Editions:  La Società degli Spiriti, La Lega dei Gentiluomini Rossi e i Figli del Pozzo di Carne.

 

 
La Società degli Spiriti (Episodio 1)
Jericho è un Medium dei bei salotti. Jonas un investigatore che non crede nel paranormale. Quando Lord Kynaston viene trovato fatto a brandelli nel suo studio chiuso dall’interno, il Medium che parla con i morti e il poliziotto più scettico di Scotland Yard sono costretti a lavorare insieme loro malgrado. Dai bordelli per ricchi annoiati fino alla casa del vizio più pericolosa del West End, una detective story vittoriana oscura e sensuale.
 
 
 
La Lega dei Gentiluomini Rossi (Episodio 2)
Scompaiono, uno dietro l’altro. Tutti giovani, bellissimi e con una caratteristica in comune. Se c’è una cosa che Jonas detesta sono i casi irrisolti. Se c’è una cosa che Jericho ama è aiutare Jonas a risolvere questi casi, e il viaggio da incubo parte dai quartieri bassi per salire su, fino a sfiorare la Corona D’Inghilterra. Ci sono cose che nessuno deve sapere e gente che va fatta tacere con le buone o con le cattive.
 
 
I figli del Pozzo di Carne (Episodio 3)
Nella Londra Vittoriana Uomini Neri e Boogeymen esistono davvero. I Mostri sono veri e hanno fame. Vengono e portano via quelli che hanno più paura. Per sconfiggere i Mostri ci vuole coraggio, follia e un pizzico di disperazione. Una nuova avventura di Jericho e Jonas nella pancia della Londra più nera.
Una Londra oscura e sensuale fa da sfondo a questa splendida serie scritta a quattro mani da due giovani autrici italiane, Vittoria Corella e Federica Soprani.
Nel primo episodio, facciamo conoscenza con i due protagonisti della serie: Jonas Marlowe, investigatore di Scotland Yard, e Jericho Marmaduke Shelmardine, medium prediletto dei salotti londinesi. Sembrano, sono l’uno l’opposto dell’altro per aspetto, personalità, esperienza di vita, eppure si attraggono, forse inconsapevolmente, e si respingono, finché possono.
Ognuno di loro reca con sé un fardello pesante di rimorsi e rimpianti. La vita li ha offesi ripetutamente, ma sono ancora in piedi. Sono ancora disposti a lottare. Il caso li spinge ad investigare su un fatto che ha dell’incredibile. La ricerca della verità li unisce e consegna loro la prima di numerose ferite dell’anima.
Le trame dettagliate in ogni sfumatura si dipanano in ambienti molteplici: i salotti dell’aristocrazia, i sobborghi londinesi, i bordelli malfamati, gli slums, addirittura il sottosuolo che pullula di vite spezzate.
Personaggi di contorno bellissimi: visi angelici, menti contorte, spiriti feriti. Crudeltà ad ogni passo: Jonas e Jericho avanzano fra queste rovine morali e materiali e, pur angustiati, pur increduli, portano a termine le loro indagini.
Uno stile espressivo ricco e sensuale contribuisce alla costruzione di personaggi e vicende che le autrici delineano con una perizia “chirurgica”, che ci lascia sbalorditi.
Cinque stelle. Meritatissime.
Un delizioso fan video su Youtube.
E se volete immergervi in prima persona in questo mondo, andate qui. E giocate.
Le autrici: per saperne di più.
Conosciamo più da vicino le nostre autrici: Federica Soprani è un libro aperto, di Vittoria Corella sappiamo quel poco che le abbiamo estirpato con le tenaglie…
Federica Soprani vive a Parma, sfortunatamente per lei in questo secolo. Scrivere le è necessario quanto respirare. E da parte di un’asmatica questa affermazione si ammanta di un pathos quasi insostenibile…
Tale necessità non sempre riesce a coniugarsi col suo lavoro presso uno studio grafico e con la gestione più o meno rocambolesca di una famiglia che ha più zampe che arti. Ma oltre che vivere occorre sopravvivere. Laureata in lettere moderne, indirizzo Storia del Teatro e dello spettacolo, con un tesi dal titolo “La figura del Vampiro nel Teatro tra ‘800 e ‘900”, da sempre coltiva la passione per la lettura e la scrittura. Scrive racconti di vario genere, dall’horror al fantasy. I suoi autori di riferimento sono Angela Carter, Tanith Lee e Paola Capriolo, oltre ai classici dell’800 e ’900.
Ha pubblicato racconti in antologie, su riviste e periodici.
Sui principali store on line sono disponibili in formato e-book i racconti della serie poliziesco-vittoriana Victorian Solstice (www.victoriansolstice.it), scritti con Vittoria Corella e pubblicati da Lite Editions.
Il suo romanzo Corella, l’ombra del Borgia ha vinto il Premio Letterario Mondoscrittura 2013.
Potete scriverle qui: jericho@victoriansolstice.it
Vittoria Corella  è uno pseudonimo. La persona che si cela dietro questo nome ha lavorato come giornalista per il Romagna Corriere, il quotidiano più diffuso in Romagna dopo il Resto del Carlino. Vive a Riccione, lavora nel turismo e ha una gatta a tre zampe.
Vittoria ha scritto:Terra di nessuno, Justify the Strong, San Valentino – Storie da leggersi in due e, in collaborazione con Federica Soprani, la serie Victorian Solstice.

Potete scriverle qui: jonas@victoriansolstice.it

Episodio III: Recensione di Eliza su La biblioteca di Eliza

Episodio III: Recensione di Aquila Reale su Penna d’oro

FIGLI

16 febbraio 2014

 Cari lettori,
se cito le nebbie della Londra vittoriana, la passione e la follia, un Medium e un ex Ispettore, l’istinto e la ragione, due cuori spezzati…a cosa e a chi pensate immediatamente?
Ma bravi, avete capito che mi riferisco a Jericho e Jonas, travagliate creature nate dal talento di due bravissime scrittrici. Lo so che non c’è bisogno di dire i loro nomi perché tutti noi le conosciamo, ma giusto per quei pochi che ancora non lo sanno, dirò che mi sto riferendo a Federica Soprani e Vittoria Corella.
Dopo “La Società degli Spiriti” e “La Lega dei Gentiluomini Rossi”, le due talentuose scrittrici hanno confezionato il terzo episodio della serie Victorian Solstice.  Mi riferisco al racconto:  “I Figli del Pozzo di Carne
 
Autore: Federica Soprani e Vittoria Corella
Casa Editrice: Lite
Pagine: 102 p.
Prezzo: € 1,99 ebook
Serie: Victorian Solstice
Episodio: 3
Trama: Nella Londra Vittoriana Uomini Neri e Boogeymen esistono davvero. I Mostri sono veri e hanno fame. Vengono e portano via quelli che hanno più paura. Per sconfiggere i Mostri ci vuole coraggio, follia e un pizzico di disperazione. Una nuova avventura di Jericho e Jonas nella pancia della Londra più nera.
STILE: 9
STORIA: 8
COPERTINA: 7
Che dire! Splendido!

Iniziamo con ordine. Il titolo è già un chiaro indizio su ciò che le due autrici hanno elaborato per noi lettori.

“Il Pozzo di carne di Macklin Street era un luogo che non c’era… Era un luogo che non era un luogo, al crocevia di strade con nomi di re, una zona d’ombra in pieno sole, una pustola purulenta sul seno immacolato di una regina vergine”.
Il breve romanzo ha un inizio d’impeto travolgente, le autrici non si perdono in giri di parole, il mistero è presente fin dalle prime pagine, l’inquietudine ti avvolge complice le nebbie londinesi e ti cela l’avvicinarsi dell’Uomo Nero (Boogeyman).

Attento lettore! Questa storia fa venire la pelle d’oca e non c’è via di scampo: si rimane ipnotizzati dall’evolversi vorticoso degli avvenimenti. Se avete paura del buio sappiate che Boogeyman non è più l’incubo dei bambini che non vogliono dormire, le loro paure diventano realtà.

In questo racconto ritroviamo Jericho e Jonas che hanno preso possesso della casa ‘Fine del Mondo’. La presenza di Jonas influisce positivamente sull’animo tormentato di Jericho.
“Jonas Marlowe che gli diceva che non era più solo… che respirava da qualche parte nella casa silenziosa. Lo assordava, quel respiro, perfino quando tentava di scivolare via, di perdersi nella tomba silenziosa che si portava dentro. Lo distraeva dal laudano. Lo distraeva da se stesso”.

Ma gli incubi del Medium continuano, hanno un unico nome: Cristophe Safire il cui ricordo si “anima” e diventa “presenza”.
“Sei ancora molto romantico, Cristophe…Ci sono cose che non muoiono- disse il mago. Jericho evitava di guardargli le labbra. Sapeva che erano blu. Cianotiche.”

Con questa “dolce follia” ha inizio la nuova avventura dei nostri gentiluomini che dovranno far luce sulle misteriose sparizioni dei bambini  del Mondo Di Sotto dove regna il Re Dei Topi. Ancora una volta Londra è il palcoscenico di un dramma che si svolge senza che nessuno se ne occupi. Le strade londinesi sono lo spartiacque tra il Mondo di Sopra e il Mondo Nascosto, regno delle fogne, dove vige la legge del Taglione.

Jericho e Jonas riusciranno a ritrovare i bambini scomparsi? Cosa succederà?

Londra è una città misteriosa e pericolosa, divisa, da una immaginaria linea di confine, in due parti: il Mondo di sopra e il Mondo di sotto. La violenza, però, non conosce barriere e i nostri due eroi dovranno risolvere un caso misterioso che vede la scomparsa di un bambino di nome Ansel. In verità i bambini scomparsi sono tanti, la polizia non si cura di loro, ma possono Jericho e Jonas abbandonare dei teneri fanciulli a un atroce destino? Ma certo che no! Sicuramente la vita dei due gentiluomini non è tranquilla e piacevole. I fantasmi del passato non vogliono saperne di dileguarsi anzi “ritornano”. Ma non c’è tempo per perdersi nei ricordi che si personificano, bisogna agire! Il ritmo serrato della storia travolge il lettore che viene subito a contatto con personaggi molto, molto particolari…

Lancelot Mercyful, puntaspilli umano:
“Era un giocattolo anche lui, una bambola di pezza con le cuciture in rilievo, un puntaspilli di carne e stoffa, gingillo e creazione del suo Giocattolaio”.
Galahad, fanciullo biondo dal volto paradisiaco ma dagli occhi da vecchio.
Tristan Mercyful, padre di Lancelot e Galahad, macellaio che vuol sempre accontentare i clienti.
“Tristan fischiettava sempre, quando lavorava, quando vedeva la sua bella moglie ammiccare civettuola agli altri uomini. Lui fischiava mentre lavorava con il coltello…”
E’ tutto un susseguirsi di colpi di scena in questo racconto che concentra in pochissime pagine un magnifico esempio di “palpitazione da lettura”. Leggendo, anzi divorando, questo romanzo mi sono resa conto che Federica e Vittoria hanno realizzato una storia avvincente che si colora con sfumature gialle e nere. Non si può rimanere passivi davanti a scene cruenti narrate senza la ricerca del particolare macabro, ma credetemi, sembra di leggere dei versi quasi poetici. Coraggio, follia, disperazione sono i sentimenti alla base dell’agire di Jericho e Jonas che dovranno combattere contro dei “Mostri che hanno fame”. Tra le pagine del racconto sgorgano lacrime, scorre del sangue, terrore e morte si mescolano in momenti ad altissima tensione. I protagonisti, tutti in egual misura, sono perfettamente descritti con un’analisi psicologica che rende tutto più reale. “Le parole” sono usate come un’arma anzi come la lama di un coltello.
Vittoria e Federica hanno dimostrato, ancora una volta, di essere in piena sintonia, scrivono amalgamando alla perfezione i loro “istinti letterari”. Le parole si piegano ai loro voleri, con molteplicità di termini, nomi fantasiosi, l’uso caleidoscopico dell’aggettivo. Queste scrittrici sono caratterizzate dall’avere una notevole potenza narrativa con uno stile diretto e personale. Con loro ogni emozione violenta si trasforma in un trionfo di delicate sensazioni a cui nessuno può sottrarsi.
In attesa di sviluppi, che spero non tarderanno ad arrivare, sulla “dolce follia” di Jericho e “sulla trasformazione”  di Jonas, invito tutti a leggere “I Figli del Pozzo di Carne”. Non potete perdervi una storia che vi emozionerà tenendo alta la tensione, per tutta la narrazione, disegnando luci e ombre dell’animo umano.  Leggetela, è un consiglio di Aquila Reale!
Episodio III: Recensione di Eliza su La biblioteca di Eliza

Episodio III: Recensione di Giovanni Cattaneo su Nero Cafe

Posted on January 20, 2014 by nerocafe

FIGLITorna la Londra del tardo ‘800, torna l’improbabile coppia di detective Jonas e Jericho, arriva I Figli del Pozzo di Carne, terzo capitolo della saga di Federica Soprani e Vittoria Corelli, Victorian Solstice. Che, coi precedenti episodi, La società degli spiriti e La lega dei gentiluomini rossi, ha regalato due sorprendenti chicche. Eccoci pronti ad affrontare la terza opera, la più complessa, che potrebbe portare tanto a una solida conferma, preludio a una lunga catena di perle, quanto a un deludente calo, preludio a un progressivo inaridimento della spinta iniziale.
Jonas e Jericho si sono uniti. Non in senso fisico, anche se forse uno dei due… no, per ora soltanto in senso strettamente professionale. Il probo ex-poliziotto e l’estroso medium hanno deciso di collaborare. Aprendo un’agenzia investigativa. E il primo caso a loro affidato, ovviamente, è particolare. È scomparso il figlio di due artisti del circo. Da dove iniziare le ricerche? Naturalmente, dall’abisso più profondo. Dagli ultimi degli ultimi, dai reietti, una sorta di corte dei miracoli in salsa British. Una discesa da brividi di terrore. Ma la paura vera non scaturirà da loro, anzi anch’essi vittime. Da qualcuno che va oltre. Oltre il dolore, oltre l’abiezione. Per finire in un pozzo. Un pozzo di carne, ventre metamaterno rovesciato, da dove si entra ma non si esce.
Come previsto, è palese che questa sia la prova del nove. L’esame di maturità, la difficile impresa del confermarsi. Soprani e Corelli tornano all’opera. Fortunatamente il tono torbido, la nebbia di fondo, la cupezza restano. Come confermata è la brillantezza nel creare personaggi così luccicanti, bizzarri, originali ma plausibili. E ovviamente lo scrivere saporito e la creazione delle scene. Però, se si cammina in equilibrio sul confine tra il forte e l’esagerato, tra l’intenso e l’eccessivo, qualche volta si rischia un po’ di incespicare. E, in questo caso, qualche piccola caduta c’è. Qualche extra condimento, oseremmo dire. In un contesto peraltro da brividi. Di paura vera. Che sgorga da un libro come raramente accade. Perché la discesa, la caduta stavolta è davvero all’inferno. Con gustosissime inframmezzature simil-casaVianello in salsa “only man”. Attraverso pagine che, se si superano indenni i piccoli inciampi iniziali, si divorano col fiato sospeso. Penetrando all’interno della mente dell’Uomo Nero. Dove si affollano Loro.
Terza prova superata. Con qualche riserva, dovuta appunto a sporadici, evitabili eccessi, ma senza dubbio superata. Perché la serie di Victorian Solsitce è davvero qualcosa di nuovo, appassionante, gustoso. E mette davvero paura.

(Giovanni Cattaneo)