Episodio III: Recensione di Amarilli73  su Goodreads

Episodio III: Recensione di Amarilli73 su Goodreads

Amarilli73

da www.sognipensieriparole.com

Finalmente la J&J Investigations è all’opera nella sua nuova sede/dimora chiamata “Fine del Mondo”, ma, stavolta, per il terzo racconto incentrato sulle indagini dell’ambiguo e magnetico duo formato da un medium e da un ex-ispettore di Scotland Yard, niente nobili sadici alla ricerca di lussuose perversioni. Peccati e peccatori rimangono ben saldi nei bassifondi, tra le fogne a cielo aperto e i cunicoli bui della metropoli londinese sotterranea.
Qui bambini scompaiono, bambini che nessuno si prende la briga di cercare.
E persino il Re dei Topi e il direttore di un circo di bestie e illusioni hanno bisogno dei servizi investigativi di Jericho e Jonas, anche se i due, più che investigare sul mondo che li circonda, stanno ancora cercando e sondando loro stessi e i loro incubi passati.
Certo, i rapporti all’interno della coppia si fanno sempre più profondi, e la crudeltà delle autrici sta nel disseminare la trama di particolari intriganti (un bacio sofferto e al sangue, una testa che si appoggia su una spalla che non si scosta), come tante invitanti bricioline di pane in un bosco oscuro.

Jonas allungò la mano. Tremava. Gliela passò dietro la nuca e lo attirò a sé. Il bacio fu dolorosissimo: gli aghi di Lancelot avevano aperto decine di ferite sulle labbra dell’ex-ispettore. Durò una manciata di secondi appena e quando si staccò da Jericho, il medium aveva il suo sangue sulla bocca.
“Noi non possiamo perdere, Jericho. Mai.”

Lettura consigliatissima. Continuo a pensare che queste brevi puntate meriterebbero davvero uno spazio più “vasto”, come un vero romanzo o almeno la certezza che il tutto non finirà con il prossimo (sulla carta) ultimo episodio.

Episodio III: Recensione di Amarilli73  su Goodreads

Episodio III: Recensione di Lucia su Goodreads

Lucia

Quality never surpassed and rarely equaled

Ebbene riecco Ortro.
Ha di nuovo partorito.
Con entrambe le sue teste ed il suo unico cuore furioso,
il suo, terzo figlio.
Urla, strepiti, orrori sanguinolenti, inadeguatezze e gioia incontenibile erano presenti, come in ogni travaglio che si rispetti.
Guardate il nuovo nato e abbandonate le ipocrisie de “i figli sono tutti uguali” questo nuovo pargolo è quanto di più meravigliosamente deforme e allucinato il mito abbia espulso finora.
Venite ad omaggiarlo con l’isterico entusiasmo e l’azzerbinamento che gli sono dovuti!

Episodio III: Recensione di Amarilli73  su Goodreads

Episodio III: Recensione di Lara Forte su Stelle nell’Iperuranio

Il medium Jericho Marmaduche Shermaldine e l’ex ispettore di Polizia Jonas Marlowe si sono messi in società aprendo una propria agenzia di investigazioni, installando ufficio e abitazione a Fine del Mondo, la casa in cui il medium viveva con il mago Safire e la sua assistente. Il primo caso della J&J Investigation arriva proprio da una vecchia conoscenza del mago, il Circo Binewski che è stata la sua prima e unica famiglia. La scomparsa di un bambino appartenente al circo, un viaggio nelle fogne al cospetto del Re dei Topi e della sua corte, uno strano uomo la cui testa è popolata di uomini insetti mentre gli aghi strisciano sotto la pelle, un sentimento che scivola leggero e inconsistente come le nebbie lungo le rive del Tamigi nella Londra Vittoriana.

I figli del pozzo di carne è il terzo capitolo della serie Victorian Solstice uscita dalle mirabili mani di Federica Soprani e Vittoria Corella. L’anno scorso avevo avuto modo di leggere e recensire i primi due episodi ed è stato con molto piacere che appena ricevuto dalle autrici questo terzo racconto mi sono fiondata a leggerlo. Un racconto letto in poche ore ma che ha saputo lasciare un segno forte, un racconto horror, crudo e crudele, un racconto che mi provoca al solo pensiero un brivido lungo la spina dorsale e sento la pelle fremere. Un racconto decisamente non per tutti ma che di sicuro non lascia indifferenti.

 

Mentre nei due episodi  precedenti J&J si sono addentrati nei salotti buoni dell’aristocrazia andando a scavare nelle loro perversioni e nei loro sporchi segreti, questa volta la loro indagine li ha portati nelle profondità della Londra nascosta dove la povertà cammina a braccetto con la follia, dove vale un’unica legge che è quella del sottosuolo e dei suoi abitanti, dove l’impensabile diventa realtà e dove le punizioni sono efferate quanto i crimini. La storia è talmente forte, come un pugno nello stomaco dato all’improvviso, che Jonas e Jericho non sono riusciti ad emergere come nei capitoli precedenti. In realtà mentre negli altri episodi abbiamo imparato a conoscerli, in questo capitolo assistiamo all’inizio di qualcosa che precedentemente era stato solo un accenno, una possibilità, mentre invece ora diventa concretezza. Chiari sono i sentimenti di Jericho, anche se nella sua ombra il mago fa spesso capolino, ma Jonas sbalzato in un’esistenza così lontana dalla sua realtà, da tutto quello che credeva giusto e corretto, si ritrova a volte disorientato  mentre cerca di abbattere le resistenze e lasciarsi andare. Ci sono attimi rubati, pensieri ed emozioni che si manifestano in momenti fatali, domande inespresse e risposte non pronunciate. Federica e Vittoria sono malefiche in questo perchè pur sapendo a cosa noi lettori stiamo anelando ancora non soddisfano la nostra curiosità, continuano a celare segreti e misteri nelle vite di J&J, quindi quello che possiamo fare sono solo supposizioni e domande, sospirando seguendo il fumo di una sigaretta accesa in una confusionaria palestra.
Voto: brividi sulla pelle e lungo la schiena.
Jonas Marlowe  & Jericho Marmaduche Shermaldine
Episodio III: Recensione di Amarilli73  su Goodreads

Episodio III: Recensione di Lidia su Il rumore dei libri

Finalmente il 30 dicembre, è uscito il terzo episodio di  Victorian Solstice ed  io ho avuto l’onore di leggerlo in anteprima grazie alle due autrice che sanno quanto io ami questa serie. I racconti gialli/erotici di Federica Soprani e Vittoria Corella, editi da Lite Editions sono sempre uno spettacolo da leggere e hanno una marcia in più.
Ritroviamo i nostri amati Jericho e Jonas sempre più affiatati e complici. Dopo aver lasciato il nostro investigatore disoccupato e il nostro medium sempre a suo fianco,
la nuova impresa J&J Investigations, aprirà i battenti e lo farà alla grande.
J&J infatti, saranno alle prese con il loro primo caso, la sparizione di un bambino di nome Arsel, sparito dal un mondo molto noto al nostro medium…il circo Binewski.
Durante le indagini, verranno a galla altri rapimenti, tutti di bambini e di una macabra scoperta che li porterà al confine del “il mondo di sotto”, un luogo perfido intriso di mistero, abitato da identità soprannaturali e da personaggi al quanto stravaganti.
I Figlie del pozzo di carne, è il capitolo più saturo di emozioni. Jericho, si aprirà un po’ di più svelando qualcosa del suo passato. Jonas invece, aggiungo finalmente, a poco a poco si sta sciogliendo e lo troveremo più coinvolto dal nostro medium.
Non voglio fare troppi spoiler, quindi vi dirò solo che ci saranno due scene che ho adorato. Due scene che mi hanno emozionato per l’intensità. Vi state chiedendo quali sono? Leggetelo e capirete subito di cosa si tratta, vi lascio con questa voglia di sapere e con dubbio.
Come sempre l’ambientazione oscure della Londra vittoriana, sono affascinanti  e descritte perfettamente. Il punto di forza di questa serie, sono senza dubbio i nostri protagonisti e le loro paure, dubbi, passioni sia passate che presenti. Amo profondamente la psiche turbata di Jericho, adoro il modo freddo di Jonas. Odio invece Mago, non lo sopporto e odio le sue apparizioni che turbando il nostro medium.
Mi è piaciuta molto la scena “horror”, ma non troppo, che si traccia verso la fine e come sempre il linguaggio perfetto, mai volgare che le due autrici usano alla perfezione.
Ammetto che le due scrittrici mi spiazzano sempre sorprendendomi piacevolmente e  lasciandomi la voglia di leggere subito, immediatamente un altro atto e un altro ancora.  Peccato che dovrò aspettare, ma ne sono certa che ne varrà la pena.
Per ora vi consiglio assolutamente il libro e se non conoscete la serie, leggetela subito perché è un tocca sana per gli amanti della lettura.
Episodio I e II: Recensione di Amarilli73 su I miei sogni tra le pagine

Episodio I e II: Recensione di Amarilli73 su I miei sogni tra le pagine

Vi voglio parlare oggi di una serie che ho scoperto per caso in rete, e che ho trovato piena di sorprese, capace di farti immergere in una Londra vittoriana molto oscura, decadente e sensuale, anche se è scritta a quattro mani da due ragazze italianissime, Federica Soprani e Vittoria Corella.
Già la partenza del primo episodio è folgorante: Londra 1890, una seduta spiritica in un salotto dell’alta società, l’incontro-scontro tra il Medium, Jericho Marmaduke Shelmardine, apparentemente cinico e annoiato dall’ambiente intorno, e l’Ispettore di Scotland Yard, un Jonas Marlowe idealista e concreto, assolutamente diffidente nei confronti di spiriti, magie e cialtroni vari.
Entrambi, il Medium e l’Ispettore, giovani ma già induriti (ciascun a suo modo, come si scoprirà) dalle brutture della vita, sono due personaggi che ti entrano subito nel cuore. Perché, seppure la trama si concentra poi sulle loro indagini in tandem per risolvere un caso spinoso della Londra-bene, fin dal primo incrocio di sguardi il lettore rimane ammaliato da questa strana coppia, e si trova a cercare tra le righe ogni occhiata e ogni battuta acida che i due si scambiano, e ogni timido sviluppo in una relazione che per ora è solo una promessa, ma con altissime aspettative.
Intensa e speciale è anche l’ambientazione di questa serie, a metà tra le fiabe sexy-gotiche, dove ci sono angoli di piacere e peccato in cui nessuno può entrare senza invito e dove pure le sirene sono creature carnali e carnivore, e i gialli-horror-fantastici, dove parecchi misteri del presente affondano nel passato.
“Come faceva un tempo, il Medium Jericho guarda l’uomo che ama insieme alla donna che lo spaventa. L’uomo è gentile, puro e fatto di luce del sole. Lei è pazza, bellissima e sa essere molto crudele.” 
Il secondo episodio, oltre ad nuova indagine complicata e irrisolta che accomuna il Medium triste e l’Ispettore in disgrazia, porta anche ad un salto di qualità nel rapporto tra i due, che cominciano ad essere non solo colleghi ma qualcosa di più (anche se per ora nulla è detto, ma tutto – e forse – sospirato). E devo dire che ho trovato particolarmente convincente l’idea di lasciar crescere la tensione erotica tra i personaggi principali, facendo leva solo sugli ammiccamenti, le risposte, i sottintesi, pur senza mai coinvolgerli in nessuna vera scena di passione.
“Restate. Vi prego.” La voce del medium era un soffio.
“Signor Shelmardine, non sarei all’altezza delle vostre aspettative. Lasciatemi andare, due cuori spezzati non ne fanno mai uno intero. Fanno solo più cocci.”
Il sesso c’è, è un aspetto onnipresente di questa serie, ma rimane sullo sfondo, quale motivo scatenante dei delitti su cui la coppia deve indagare (e decisamente le due autrici sembrano il ménage a trois, perché dopo essere spuntato nel primo episodio – anche se sotto forma di un pallido ricordo del Medium – un trio adultero/incestuoso torna a far capolino anche qui).
Inutile sottolineare che questi primi due episodi mi hanno conquistata, ed ora resto in attesa del terzo.
Episodio I e II: Recensione di Amarilli73 su I miei sogni tra le pagine

Episodio I e II: Recensione di Sara G. su I libri ci salvano

Episodio I e II: Recensione di Sara G. su I libri ci salvano

Oggi voglio parlarvi di due racconti, primi della serie “Victoria Solstice” scritti a quattro mani da due autrici emergenti italiane (quanto ci piace il made-in-Italy!) , Federica Soprani e Vittoria Corella, che ringrazio per l’opportunità.
Vi dico fin da subito che, uno dei punti vincenti di questi due romanzi, sono sicuramente i personaggi. Ma non tanto per le descrizioni o per i loro comportamenti, ma perchè sono “vivi” – no, non sono pazza, ora cerco di spiegarmi – in entrambi gli scritti, tutte le emozioni dei personaggi, i dubbi, le incertezze, la passione, si possono davvero sentire, entrano sottopelle e non se ne vanno fino alla fine della lettura! E’ difficile trovare romanzi di autori emergenti con una tale carica emotiva, spesso l’inesperienza porta a mantenere il tutto troppo distaccato dal lettore, mentre qui, le autrici praticamente è come ci facessero vestire i panni dei loro stessi personaggi, “assaggiando” le loro emozioni in prima persona.
I due principali, Jericho e Jonas vengono “spiegati” lungo tutta la narrazione, grazie a due salti temporali nel passato: questo ci permette di conoscerli, senza però dover leggere lunghe e noiose descrizioni su chi erano e cosa facevano, sono bastati dei flashback, per avere davanti una fotografia del loro passato che, indubbiamente ci aiuta a capire il loro presente. Insieme, cercheranno di risolvere un mistero, spingendosi fin nei bassi fondi di una Londra vittoriana che, personalmente, adoro dal profondo del cuore, e che viene descritta davvero in modo magistrale.
Mi è piaciuta molto la scelta di usare, nel raccontare la storia di Jericho, un linguaggio differente rispetto a tutto il racconto, è come se leggessimo una storia dentro la storia e, sebbene all’inizio lascia decisamente spiazzati, man mano che si prosegue con la lettura, devo ammettere che ha aiutato molto ad identificare questo personaggio tormentato e con una storia buia alle spalle. D’altra parte, nessuno dei personaggi che incontriamo durante la narrazione, può essere visto solo da un angolazione: tutti hanno un qualcosa da nascondere, tutti hanno diverse “sfaccettature” che rendono il lettore curioso da morire.

Nella narrazione troviamo anche delle scene erotiche.. voi sapete, che io solitamente storco un po’ il naso e questo caso non fa eccezione: lo ammetto, la mia reazione non è stata delle migliori, ad ogni modo ho proseguito serena la mia lettura e, alla fine, mi sono trovata ad affermare, obiettivamente, che, mentre i romanzi degli ultimi anni ci hanno abituati ad un erotismo che quasi fa ridere, con una volgarità che spingerebbe chiunque sano di mente a prendere l’autrice – o autore che sia – a badilate in fronte, in “La società degli spiriti” e “La lega dei gentiluomini rossi” , ci troviamo di fronte ad un erotismo che sfocia nel poetico, senza volgarità, senza contorsionismi da circo equestre. Un sano erotismo..pulito, ecco, forse così rendo l’idea.
I messaggi lasciati da questi primi due racconti sono molteplici e spaziano dal connubio tra ragione e spiritismo, fino ai sogni – vitali per alcuni, distruttivi per altri, passando per le paure, le angosce e le tristezze di due personaggi diversi, ma se inevitabilmente si troveranno a camminare per le stesse strade, in una maturazione e scoperta continua.

In conclusione, narrazione e descrizioni ottime, storia avvincente e personaggi curiosi, fanno di questi due primi capitoli, un ottimo inizio per Federica e Vittoria.
Quattro cuori meritati!

Votazione
Free Image Hosting