Episodio IV: Recensione di Lidia Otelli su Il Rumore dei libri

Episodio IV: Recensione di Lidia Otelli su Il Rumore dei libri

domenica 31 agosto 2014

23:34 | Pubblicato da
I fantasmi dei Natali passati
Federica Soprani e Vittoria Corella
Serie: Victorian Sostice #4
Genere: Giallo, Storico (vittoriano)
Target: Adult
Editore: Lite Editions
Formato: ebook
N°pagine: 130
Prezzo: 1.99 Amazon
Per saperne di più
Quarta di copertina: 

Come in ogni Vigilia di Natale Vittoriana che si rispetti, i fantasmi fanno visita ai vivi allo scoccare della mezzanotte. Ma nella Londra gotica e maledetta di Victorian Solstice gli spiriti si lasciano dietro i cadaveri di chi conta poco o niente. Per la J&J Investigations però tutti sono importanti. Tutti meritano giustizia. Per gli ‘innominabili’ di Londra, Jericho e Jonas sono disposti a guardare in faccia i loro vecchi fantasmi.

Io amo, stra amo questa serie. Ho aspettato con ansia l’arrivo di questo quarto capitolo. Finalmente Jericho e Jonas, sono di nuovo nelle mie letture. Ho letto il libro prima di andare in vacanza, ma solo ora ho avuto il tempo di inserire la recensione.
Come sempre la nostra Londra vittoriana, da sfondo a una nuova indagine che porterà i nostri investigatori, a indagare su omicidi di giovani uomini prostituti. Ancora una volta seguiremo le avventure scorrendo i paesaggi della città per bene e la città misteriosa dei bassi fondi della Londra nascosta. 
 
Il passato ritorna a bussare alla porta della ditta J&J. Un passato che fa soffrire, che imprigiona le due anime in terribili sofferenze. I flashback del passato di Jericho, fanno male, io stessa ho sofferto per lui perchè sono legata a questi due personaggi come se fossero reali, come se fossero vicini a me alla mia vita.
 
I fantasmi del passato entrano prepotenti nell’angoscia sempre viva del nostro medium e del suo amato investigatore. In Natale di tre anni prima, incontro, la sofferenza, l’angoscia che ha sempre unito queste due persone, si esprimono in questo bellissimo quarto episodio che lascia senza fiato. 
I personaggi crescono, diventano più saggi, diventano parte di un’ultima misteriosa trama che ti tiene incollata allo schermo perchè è la fine, tutto si svela, tutto diventa limpido e più chiaro.
 
Anche stavolta le due autrici ti immergono in un’emozionante capitolo. Io adoro il loro stile. Sono una fan di Victorian Sostice dal primo scritto. Sono emozionata lo ammetto. Un finale da batticuore che lascia aperta una dolce speranza, una tenera emozione che ti scorre nel sangue, che ti marchia a vita, che ti mancherà perchè senza non riesci più a stare. 
Lo so che è l’ultimo capitolo, ma io spero in qualcosa, in un altro pezzetto, in un piccolo cenno che mi lasci ancora delle emozioni così forti da rimanere con fiato sospeso.
La coppia J&J rimarrà sempre nel mio cuore, rimarrà la coppia più bella, affascinante, turbolenta che abbia mai letto.
Corella e Soprani mi hanno un’altra volta stupita. Vi adoro e per questo non potete lasciarmi senza i miei adorati Jericho e Jonas. Non ve lo permetto! Datemi ancora un altro po’ di emozioni…
Episodio IV: Recensione di Lidia Otelli su Il Rumore dei libri

Episodio IV: Recensione di Drusie su La biblioteca di Drusie

Recensione: I fantasmi dei Natali passati di F. Soprani & V. Corella

Ce la posso fare. In vacanza le giornate mi passano via come schioppettate U_U. Comunque, finalmente, riesco a pubblicare questa recensione che sta aspettando da troppo tempo.
Ringrazio le gentilissime autrici per l’invio del racconto e per la paziente attesa.
Il titolo rimanda alla scheda goodreads

Titolo: Victorian Solstice 04 – I fantasmi dei Natali passati
Autore: Federica Soprani & Vittoria Corella
Edizione: Lite Edition
Prezzo:  1,99€ (ebook)
Trama: Come in ogni Vigilia di Natale Vittoriana che si rispetti, i fantasmi fanno visita ai vivi allo scoccare della mezzanotte. Ma nella Londra gotica e maledetta di Victorian Solstice gli spiriti si lasciano dietro i cadaveri di chi conta poco o niente. Per la J&J Investigations però tutti sono importanti. Tutti meritano giustizia. Per gli ‘innominabili’ di Londra, Jericho e Jonas sono disposti a guardare in faccia i loro vecchi fantasmi.

Voto: 8/10
Dire che lo stavamo aspettando, sia io che la mia consocia grafica vacanziera, è dire poco. E per me soprattutto, la cosa non è da poco, perché difficilmente sono soggetta ad affezione. Sì ok, ci sono personaggi che adoro leggere e rileggere, ma non faccio drammi quando le serie finiscono. Però è innegabile che Jonas e Jericho abbiano un fascino in più che li rende perennemente desiderabili.
Sarà la brevità delle loro storie, sarà che dal punto di vista psicologico hanno quella lentezza che mi tiene in trepidazione, sarà che sono belli e basta senza tante storie, fatto sta che io sono sempre impaziente e curiosa di leggere novità.
Ok, chiudiamo i miei sproloqui deliranti da adorazione.
Nuova indagine per la coppia vittoriana di investigatori più improbabile che ci sia e, come sempre, riguardante vittime nascoste, miserabili, quelle di cui a nessuno importa niente. Quel popolo downtown che esiste un po’ ai margini della società, che tutti fingono di non vedere tranne quelli che li sfruttano biecamente di nascosto per poi denigrarli in pubblico.
Ai due protagonisti invece interessano, vuoi per trascorsi simili, vuoi per indole altruista e generosa e per senso di giustizia.
La caratteristiche di quest’indagine che si svolge nel periodo di Natale, con la complicità di un personaggio del proprio passato, portano Jericho a rivelare, almeno al lettore, un po’ più di sé. Ma il mondo è piccolo e anche Jonas si ritrova davanti il proprio passato. Anche se c’è una differenza tra i due: il medium sembra chiaramente sconvolto e desideroso di cancellarlo nuovamente, mentre Jonas vuole che torni per conoscerlo e, finalmente, sconfiggerlo.
Mi è piaciuto il confronto, sia tra i due investigatori che di loro con i loro passati. E l’uno con il passato dell’altro. Un intreccio incredibile ma non caotico in poco più di cento pagine.
Questo è importante. Negli episodi precedenti le informazioni erano poche, vengono svelate quasi tutte qui, quindi il rischio di confondere il lettore, o creare una cosa troppo complicata e ingestibile era alto; invece le autrici sono state chiare e, pur intrecciando passati e destini, almeno io non ho faticato a immaginarmi scene e situazioni o a capire come e perché i personaggi agiscono in un certo modo.
E’ stato bello guardare un po’ nel loro passato e riuscire a comprendere come sono arrivati a quel punto della loro vita, al loro modo di fare e di essere. Anche il loro essere contrapposti si attenua un po’, trovando un punto comune: cercano in tutti i modi di proteggersi a vicenda. Dal passato, dal presente, l’uno dall’altro. Litigano, si feriscono, continuano a non parlarsi di cose che invece dovrebbero dire, però in qualche modo la società regge.
In tutto questo viaggiare avanti e indietro nel tempo, per fortuna trovano anche il tempo di seguire l’indagine. E di risolvere il caso, permettendo al lettore di sbirciare anche nella storia tenera e complicata di Johnny e Valodia. Senza tralasciare gli altri splendidi personaggi introdotti, prima tra tutti lady orlando, che ho adorato perché scrive per i giornali con un nome maschile e fa tanto presa in giro al maschilismo. Qualcosa del tipo: mi considerate inferiore e incapace di scrivere, invece basta un nome maschile per farvi apprezzare ciò che dico.
A proposito dell’indagine ammetto che c’è il primo appunto non del tutto positivo: lo spazio lasciato all’introspezione è stato un po’ rubato all’indagine, che ho percepito un po’ troppo marginale per i miei gusti e un filo meno curata rispetto alle precedenti (ma proprio un filo, perché comunque sono presenti citazioni bibliche ed elementi molto ricercati). Forse doveva essere un po’ più lungo (per non tagliare l’altra parte), ma prendetela proprio come mania da lettrice, al libro non manca niente.
Il secondo? Bè… io sono una romantica (anche se non lo ammetto e leggo storie di morti ammazzati), mi piacciono le cose lunghe, lente, poetiche. Quelle preparate con calma, che ti aspetti, ma proprio perché te le aspetti, ti emozionano, ti scende la lacrimuccia e ti batte il cuore. Qui stavo leggendo tutt’altro, quando all’improvviso SBADADRANG! una mazzata a mezza pagina, inaspettata, che per un pelo non mi sono persa perché stavo seguendo tutt’altro ragionamento. Ora… mi piace l’effetto sorpresa eh! e qui c’è stato… però non si fa così con una povera fan con i fazzolettini a portata di mano, ecco!
L’ambientazione è, come sempre, molto suggestiva, fumosa e scintillante al tempo stesso, passionale e rigida, onesta e disonesta. Vittoriana insomma.

Episodio IV: Recensione di Lidia Otelli su Il Rumore dei libri

Episodio IV: Recensione di Eliza su La biblioteca di Eliza

lunedì 11 agosto 2014

“I fantasmi dei Natali passati” di Federica Soprani e Vittoria Corella

Buona sera amici lettori!
Come state? Tutti in vacanza? Beh, spero tanto vi stiate riposando e divertendo ma anche ricaricando le pile. E naturalmente spero che con voi sia venuto anche un bel libro, o magari due… Uhmmm, forse siete più tipi da 10, e magari non vi negate qualche acquistino. Bravissimi! Sono orgogliosa di voi!
Io sono entrata nel gorgo di Outlander, il telefilm appena iniziato (sabato) tratto dall’omonima serie di Diana Gabaldon. Ho una sola parola: BELLISSIMO! Sono giorni che ho in testa la canzone della sigla. E infatti… si, ci sono cascata di nuovo… ho appena ordinato il primo libro! Già non vedo l’ora di averlo a casa!!
Come vi avevo preannunciato queste saranno due settimane di sole recensioni. Stasera vi propongo quella del nuovo libro di due amiche del mio blog, Federica Soprani e Vittoria Corella, che il 29 luglio hanno pubblicato una nuova avventura della Victorian Solstice, I fantasmi dei Natali passati.

 

Titolo: I fantasmi dei Natali passati
Serie: Victoria Solstice #4
Autore: Federica Soprani e Vittoria Corelli
Editore: Lite
Collana: Passion
Ebook: € 1,99
Data di pubblicazione: 29 luglio 2014
TRAMA

Come in ogni Vigilia di Natale Vittoriana che si rispetti, i fantasmi fanno visita ai vivi allo scoccare della mezzanotte. Ma nella Londra gotica e maledetta di Victorian Solstice gli spiriti si lasciano dietro i cadaveri di chi conta poco o niente. Per la J&J Investigations però tutti sono importanti. Tutti meritano giustizia. Per gli ‘innominabili’ di Londra, Jericho e Jonas sono disposti a guardare in faccia i loro vecchi fantasmi.

 

Siamo arrivati al quarto appuntamento con una delle serie made in Italy che più ho amato. Tornano in scena il misterioso Jericho e l’arguto Jonas con una storia che questa volta ci porta nel passato più oscuro e triste di del medium. La J&J sta festeggiando il suo primo Natale e così i nostri Jericho e Jonas, sempre più vicini e uniti dalla loro relazione. Ma qualcosa sta insinuando il dubbio e l’insicurezza tra i due: Jonas ha paura del troppo amore, Jericho del suo passato che immancabilmente è tornato a bussare alla sua porta. I nostri investigatori si troveranno ad indagare su una serie di omicidi tra gli innominabili di Londra, giovani ragazzi pronti a prostituirsi nella Londra bene. Ma questo non è tutto. Il passato di Jericho ha un legame con Jonas, qualcosa che nessuno dei due credeva potesse esserci. Questo li allontanerà o li unirà ancora di più?

Come in tutta la serie, le due autrici hanno saputo creare un’atmosfera unica: un’oscurità perversa che si muove e si insinua nella Londra bene di età vittoriana. Tanti piccoli particolari creano qualcosa di veramente interessante e affascinante. Ci muoviamo tra i salotti bene e le case rispettabili per poi scendere nei bordelli e negli angoli più sudici e perversi della città (e dell’animo umano). Il tutto seguendo i due protagonisti, che mai come in questo episodio mi hanno fatto emozionare. Jonas ha risolto il suo passato, può voltare pagina e proseguire con la sua vita. Jericho, il mio preferito, sbatte la faccia contro il suo Uomo Nero, la persona che più ha odiato nella sua infanzia, e per la prima volta lo troviamo impaurito e disarmato, perso davanti alla sua peggior paura. Jericho mi ha veramente toccato, l’ho visto impaurito, disarmato, anche solo. Inoltre la confusione nel suo rapporto con Jonas lo fa sembrare ancora più… tenero e affascinante.

Lo stile usato è sicuramente forte, come la storia raccontata. Non ci viene risparmiato niente, come niente viene risparmiato ai due protagonisti. Ci sono scene esplicite, descrizioni precise, ma personalmente non ho trovato niente di gratuito o in più. Determinate scene o parole servono al racconto, danno l’idea, creano l’atmosfera. Sono anche utili a creare il mistero, l’ambiguità.

Questa serie continua a piacermi e a stupirmi sempre di più. Le avventure di J&J sono ben raccontate e ben realizzate e i due protagonisti non possono che attirare gli amanti del mistero, dell’horror. La Victorian Solstice è una serie che si muove tra lo storico, l’horror, il giallo, l’erotico: rientra in tutte queste categorie ma contemporaneamente ne è lontana. E’ qualcosa di particolare e diverso. E di questo non posso che esserne felice!
Questo libro conclude la serie… ma credo che sentiremo ancora parlare di J&J…

Voto…

Episodio IV: Recensione di Lidia Otelli su Il Rumore dei libri

Liber Arcanus recensisce la serie Victorian Solstice

Victorian Solstice di Federica Soprani e Vittoria Corella

link: http://liber-arcanus.blogspot.it/2014/08/victorian-solstice-di-federica-soprani.html?spref=fb

Buongiorno lettori!
Come avrete probabilmente intuito il blog è in semi vacanza ormai da quindici giorni e sono partita talmente tanto di fretta che non sono riuscita neanche ad avvisarvi come si deve!
In ogni caso eccomi qui – circa – a pubblicare la prima super recensione di un’intera serie… quella di Federica Soprani e Vittoria Corella: Victorian Solstice!
Le prime due recensioni dovevano arrivare ormai un mese fa dopo aver ricevuto i primi due racconti da parte delle autrici, che ringrazio enormemente, ma per vari problemi ho finito per aspettare di mettere le mani anche sul quarto e ultimo romanzo!
Serie: Victorian Sostice #1
Genere: Giallo, Storico (vittoriano)
Target: Adult
Editore: Lite Editions
Formato: ebook
N°pagine: 80
Trama: Jericho è un Medium dei bei salotti. Jonas un investigatore che non crede nel paranormale. Quando Lord Kynaston viene trovato fatto a brandelli nel suo studio chiuso dall’interno, il Medium che parla con i morti e il poliziotto più scettico di Scotland Yard sono costretti a lavorare insieme loro malgrado. Dai bordelli per ricchi annoiati fino alla casa del vizio più pericolosa del West End, una detective story vittoriana oscura e sensuale.
Più di qualche volta mi era caduto l’occhio su questo romanzo. Avevo visto parecchie reazioni entusiaste e ad un certo punto di questa estate la curiosità, grazie alle autrici, ha avuto la meglio. Mi sono immersa nella loro storia e non c’è stato più verso di volersi allontanare.
Il primo racconto della serie Victorian Sostice ci porta direttamente in una Londra vittoriana, fumosa e oscura dove la vita nei salotti più esclusivi si intreccia con un efferato omicidio. Un Pari del regno viene ritrovato senza vita e dilaniato all’interno della sua biblioteca e allo stesso tempo, la sua pupilla è scomparsa.
L’investigatore di Scotland Yard Jonas Marlowe ha un compito ingrato, convincere il medium Jericho Marmaduke Shelmardine a non intralciare le indagine della polizia e cercare di riconquistare il rispetto dei colleghi dopo le accuse di omicidio infondate che gravano sulle sue spalle.
Ma il medium non avrà intenzione di abbandonare l’investigatore e lo porterà a conoscere il mondo oscuro, un mondo fatto di piacere, dolore e oppio che fa capo a Re Beliar: l’unico che più soddisfare ogni richiesta. Perfino quella di una sirena.
Non sapevo cosa aspettarmi da questo racconto quando l’ho iniziato: è stato un salto a occhi chiusi e poi non volevo più che finisse.
Sono bastate poche pagine perché la storia creata da Federica Soprani e Vittoria Corella mi conquistasse con la sua atmosfera e i suoi personaggi.
Jericho e Jonas sono entrambi inseguiti da un passato che vogliono dimenticare e superare ma che rimane attaccato alle loro anime, segnandoli e rendendoli simili eppure totalmente diversi nello stesso attimo.
La serie Victorian Sostice non sarà classica storia d’investigazione che vi aspettate e potrebbe portarvi in luoghi dove la perversione e la crudeltà sono più di quanto possiate immaginare. Tuttavia per me è un racconto promosso e assolutamente consigliato che vi lascerà la voglia e forse anche la necessità di leggere il seguito!
Serie: Victorian Sostice #2
Genere: Giallo, Storico (vittoriano)
Target: Adult
Editore: Lite Editions
Formato: ebook
N°pagine: 94
Trama: Scompaiono, uno dietro l’altro. Tutti giovani, bellissimi e con una caratteristica in comune. Se c’è una cosa che Jonas detesta sono i casi irrisolti. Se c’è una cosa che Jericho ama è aiutare Jonas a risolvere questi casi, e il viaggio da incubo parte dai quartieri bassi per salire su, fino a sfiorare la Corona D’Inghilterra. Ci sono cose che nessuno deve sapere e gente che va fatta tacere con le buone o con le cattive.
A Londra stanno iniziando a sparire giovani immigrati irlandesi, tutti accomunati dai capelli rossi. Scotland Yard non sembra aver intenzione di scoprire il colpevole. Jonas però non sembra intenzionato a lasciar perdere e accompagnato dal medium arriverà fino alla soglia della villa di un importante uomo del regno dove la sua sposa aspetta il ritorno a casa del fratello.
Un altro capitolo capace di prenderti e trascinarti nei vicoli scuri e avvolti dalla nebbia di Londra dove prende vita una storia perversa di passione, desiderio e gelosia ma che fa da sfondo alla storia di Jericho e Jonas.
Dopo gli accenni, attraverso i ricordi, del passato del medium in questo secondo romanzo scopriamo di più sull’investigatore di Scotland Yard: un giovane che non vuole accettare il lato più oscuro e malvagio della vita e che solo grazie a Jericho riuscirà a svelare i segreti che si celano dietro le mura della casa dell’uomo più importante d’Inghilterra.
Con la lega dei gentiluomini rossi si riconferma la bravura delle due autrici che hanno saputo creare un perfetto mix in poche pagine – troppe poche forse perché si vorrebbe avere più tempo da passare nella loro Londra – che, ancora una volta farà venir voglio di leggere il seguito per scoprire di più su Jonas e Jericho e leggere di una nuova ricerca della J&J Investigation.
Serie: Victorian Sostice #3
Genere: Giallo, Storico (vittoriano)
Target: Adult
Editore: Lite Editions
Formato: ebook
N°pagine: 68
Trama: Nella Londra Vittoriana Uomini Neri e Boogeymen esistono davvero. I Mostri sono veri e hanno fame. Vengono e portano via quelli che hanno più paura. Per sconfiggere i Mostri ci vuole coraggio, follia e un pizzico di disperazione. Una nuova avventura di Jericho e Jonas nella pancia della Londra più nera.
Alla fine del precendete racconto Jericho e Jonas avevano fondato una società d’investigazione alla Fine del Mondo, la villa di Jericho ai confini della città.
Il loro primo caso arriverà dal passato del medium: la scomparsa di un bambino del Circo Bineswki.
In breve i due protagonisti scopriranno che non è l’unico bambino scomparso. Le loro ricerche li porteranno a conoscere un altro Re, il re dei Topi, il signore dei bassifondi di Londra e di tutte quelle persone emarginate dalla città.
Nuovamente questo capitolo ci porterà in un luogo crudele e forse, sarà in grado di lasciarci ancora meno indifferenti dei precedenti. Un racconto ancora più crudo che non vede più protagonisti i salotti dell’alta società ma questa volta si rivolge ai bassifondi dove la follia e la crudeltà sembrano fare da padrone.
Oltre a questo, la relazione tra Jericho e Jonas sembra passare da una sensazione a qualcosa di più reale che però non arriva a palesarsi completamente.
Forse questo terzo racconto ha messo un lieve freno alla mia curiosità e alla voglia di continuare la lettura, per quanto per breve periodo, ma solamente per la forza, per l’impatto della storia e non per possibile un calo di scrittura che resta sempre magnifica.
Serie: Victorian Sostice #4
Genere: Giallo, Storico (vittoriano)
Target: Adult
Editore: Lite Editions
Formato: ebook
N°pagine: 130
Trama: Nella Londra Vittoriana Uomini Neri e Boogeymen esistono davvero. I Mostri sono veri e hanno fame. Vengono e portano via quelli che hanno più paura. Per sconfiggere i Mostri ci vuole coraggio, follia e un pizzico di disperazione. Una nuova avventura di Jericho e Jonas nella pancia della Londra più nera.
E si arriva così all’ultimo capitolo, di questa serie vittoriana davvero eccellente.
È la vigilia di Natale e la vita di Jericho e Jonas è cambiata enomemente da tre mesi primi quando si sono conosciuti. Ma nel momento in cui sembrano essere pronti a vivere nel futuro e non più nel passato arriva, anzi, torna nella loro vita un personaggio che Jericho pensava e sperava di non rivedere mai più.
Sconvolgerà la vita di Jonas e farà luce sulla vita di Alice prima che lo conoscesse.
Un altro romanzo breve che vi terrà attaccati alle pagine e vedrà la concretizzazione di quell’ipotesi che aleggia da La società degli spiriti.
Spero davvero che le due autrici tornino, prima o poi in base ai loro tempi, a scrivere di questi due personaggi che sono riusciti a conquistarmi completamente malgrado una mia lieve titubanza.
Sono abbastanza cerca che mi capiterà di rileggere questi quattro episodi e intanto vengono promossi tra le migliori letture di questa estate!
Quattro stelline e mezzo per serie!
Recensione: Victorian Solstice su Dusty pages in Wonderland

Recensione: Victorian Solstice su Dusty pages in Wonderland

Recensione: Victorian Solstice di Federica Soprani e Vittoria Corella

Sotto il titolo Victorian Solstice sono raccolti tre racconti scritti a quattro mani: La società degli spiriti, La lega dei Gentiluomini rossi e I figli del pozzo di carne.
Le storie sono brevi — una sessantina di pagine in media — ma tutte e tre molto scorrevoli. Ambientate nella Londra vittoriana, ricreano il binomio detective-assistente alla Sherlock Holmes e Watson, di cui infatti sono citati alcuni elementi — fra cui gli Irregulars e l’appartamento condiviso con annessa governante. Sebbene il livello raggiunto non sia il medesimo, sono racconti che si leggono volentieri e che sanno incuriosire e rapire. In questo caso è interessante constatare che mentre il detective è realmente un poliziotto, l’assistente è un medium dal passato alquanto burrascoso dal punto di vista legale. Una coppia, quindi, portatrice di valori diametralmente opposti fra loro: la ragione contro la superstizione, cui si accompagnano due stili di vita altrettanto differenti che non tarderanno a produrre situazioni paradossali.
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La società degli spiriti ruota attorno alla morte di un Lord inglese brutalmente fatto a pezzi. È il capitolo in cui l’ispettore Johnatan Marlowe incontra il medium Jericho che, suo malgrado, non farà che seguirlo come un’ombra portandolo a conoscere i luoghi più viziosi di Londra, dove si celano verità malate e morbose. Fin da subito fra i due nasce un rapporto particolare: Marlowe vorrebbe smascherare Jericho e liberarsene una volta per tutte, ma il medium finisce per rivelarsi fondamentale nella sua indagine.
Ne La lega dei Gentiluomini rossi, invece, i due si occuperanno di alcune sparizioni di ragazzini irlandesi e le indagini, iniziate nei vicoli più poveri di Londra, li porteranno fino ai piani alti della società londinese al fine di svelare, ancora una volta, quanto perverso e criminale possa essere un uomo.

Infine I figli del pozzo di carne, forse il più riuscito dei tre racconti, quello che vede finalmente consolidarsi la società Marlowe e Jericho, si occupa ancora una volta della sparizione di alcuni ragazzini orfani, parte del popolo dei medicanti e dei ladri di Londra. La verità che si cela dietro questi rapimenti è raggelante e per poco non costa le vite dei due intrepidi detective.

Lo stile dei racconti è ben curato, con ottima padronanza della lingua, caratterizzato da una profusione di metafore che lo rendono a tratti quasi poetico. È uno stile bilanciato, ricco ma non troppo carico, che rallenta nelle descrizioni ma non indugia nel momento dell’azione. Un ottimo modo per conquistare il lettore e tenere vigile la sua attenzione. Inoltre non si nota assolutamente dove sia Federica Soprani e scrivere e dove, invece, sia Vittoria Corella. I due stili si fondono perfettamente, creando l’illusione di un’unica mano.

I protagonisti sono delineati da piccoli tratti, lasciando che siano individuati più dalle loro azioni che non dalla penna delle autrici. Nel complesso si riesce abbastanza chiaramente a farsi un’idea di entrambi, ma sarebbe bello avere una caratterizzazione più forte di Jericho e Marlowe, che a volte si limitano a subire gli eventi più che a determinarli o prendervi parte — un po’ un trovarsi nel posto giusto al momento giusto. Sono comunque due personaggi molto interessanti che si seguono con curiosità, ma non di quelli che emergono dalle pagine fino a sembrare reali. Qualità che invece assorbono le ambientazioni e i luoghi in cui i due protagonisti si trovano a operare, descritti sempre con dovizia e davvero particolari.
Le trame, per ovvi motivi di spazio, non sono molto intrecciate, ma nemmeno banali: riescono a colpire il lettore e a tenere vivo l’interesse fino alla fine, malgrado corrano dritte al punto. Peccato davvero che si risolvano in un arco di pagine così breve, si leggerebbe sempre qualcosa in più di Marlowe, Jericho e dei loro casi.
Nonostante in un racconto breve non ci sia lo spazio per inventare indizi particolarmente elaborati e nonostante i due investigatori individuino quasi subito la loro pista, le storie risultano coinvolgenti e interessanti. La causa forse non è nemmeno da rintracciare nello svolgersi del caso, quanto nelle tipologie umane che le due autrici hanno saputo creare: una serie di criminali per nulla scontanti e incredibilmente perversi.

Un punto negativo che, a quanto pare, è proprio dell’editore, sono le scene erotiche. Non sempre aggiungono qualcosa alla storia, a volte sarebbero potute essere tagliate. Ciò accade puntualmente ne I figli del pozzo di carne,  che comunque non risulta affatto pregiudicato e anzi si rivela il più interessante. Alla inutilità di queste scene si aggiunge poi il fatto che, nei primi due, troviamo praticamente la medesima situazione erotica, dando l’impressione di essere addirittura ridondanti.
Altra nota stonata è il rapidissimo, quasi vertiginoso, evolversi del rapporto fra Marlowe e Jericho. Se il primo, infatti, dimostra fin da subito interesse per l’ispettore e volontà di collaborare, l’altro è molto più scettico e da vari punti di vista cerca di non avere coinvolgimenti con il medium. Il fatto quindi che Marlowe lasci cadere ogni sua resistenza quasi subito è spiazzante.
Nei tre racconti si nota chiaramente un’evoluzione da parte delle autrici, tanto che sebbene già il primo sia una lettura piacevole, il terzo risulta ancora migliore. Mi auguro quindi, che le due autrici ci regalino altri piacevoli capitoli di Victorian Solstice.

Il sito della serie è: www.victoriansolstice.it

 Voto: 
Episodio III: Rosa del Deserto recensisce “I Figli del Pozzo di carne”

Episodio III: Rosa del Deserto recensisce “I Figli del Pozzo di carne”

Eccomi qui con la recensione che vi avevo promesso.
Purtroppo, come al solito non è sempre facile per me riuscire a esprimere al meglio i miei pensieri, ma mi auguro che anche questa volta io sia riuscita a farlo in maniera più adatta. Oggi ho letto nel giro di poche ore il nuovo capitolo della Serie Victorian Solstice  di Federica Soprani e Vittoria Corella, di cui vi ho già parlato in passato. Potete trovare le recensioni dei primi due capitoli QUI.
È una serie che vi consiglio di leggere, se amate il genere. Un mix coinvolgente di horror, mistero, giallo, con sfumature anche erotiche – ma non volgari – nei due precedenti capitoli. Come avrete modo di capire anche dalla mia recensione, in questo terzo racconto, vi ritroverete in una Londra prevalentemente macabra e horror, dove troverete una sorta di “Sweeney Todd” terribile e spietato, folle e oscuro, che avrà come vittime le creature più pure: i bambini.Non vi svelo altro.

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I figli del pozzo di carne, di Federica Soprani e Vittoria Corella
Serie: Victorian Solstice
Editore: Lite Edition
Pagine: 79
Prezzo: 1,99 euro
Data di pubblicazione: dicembre 2013Consigliato… come i precedenti capitoli di quest’intensa e oscura serie, lo consiglio a tutti gli amanti del mistero, del genere horror, a tutti coloro che amano le atmosfere cupe di una Londra Vittoriana con le sue differenze, ingiustizie e crudeltà. In questo capitolo, poi, scompare la componente erotica, lasciando spazio a quella forse più horror e terribile, con scene non piacevoli, ma tutto delineato con uno stile che ancora una volta sorprende e ammalia.


Valutazione
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Trama: 

ll terzo episodio del feuilleton Victorian Solstice:Nella Londra Vittoriana Uomini Neri e Boogeymen esistono davvero. I Mostri sono veri e hanno fame. Vengono e portano via quelli che hanno più paura. Per sconfiggere i Mostri ci vuole coraggio, follia e un pizzico di disperazione. Una nuova avventura di Jericho e Jonas nella pancia della Londra più nera.

Recensione:
Tornare nella Londra Vittoriana descritta dalle sapienti mani di due autrici italiane non è mai facile per me. Adoro queste ambientazioni cupe, questo mondo oscuro e denso di misteri, ma ammetto che le componenti erotiche – dei primi due capitoli – e horror, del presente, non rientrano totalmente nei miei gusti. Eppure, ancora una volta torno a ribadire la loro abilità nel descrivere certe scene in maniera non volgare, ma con una sorta di “poesia” che però provoca emozioni – non sempre gradevoli – allo stomaco e al cuore.
In questo terzo capitolo di quest’appassionante serie possiamo scordare i salotti e i nobili con i loro vizi, la componente erotica, ma sprofondiamo nei bassi fondi, tra fogne, il cosidetto “mondo di sotto” e il circo, e una macelleria in cui follia e orrore si uniscono a discapito di poveri esseri innocenti quali sono i bambini.

Il Pozzo di carne di Macklin Street era un luogo che non c’era.
Era un luogo che non era un luogo, al crocevia di strade con nomi di re, una zona d’ombra in pieno sole, una pustola purulenta sul seno immacolato di una regina vergine.

Jonas e Jericho, protagonisti della serie, hanno fondato la J&J investigations e si sono insediati a “Fine del mondo”, pronti a vivere insieme e collaborare, ma ben presto la loro apparente tranquillità – fatta in realtà di un passato che torna, di fantasmi che non sembrano svanire – è interrotta dall’arrivo di un gruppo un po’ bizzarro, appartenenti al Circo Binewski e amici di Jericho, che domandano il loro aiuto. Il piccolo Ansel è sparito nel nulla e occorre il valido aiuto dei due per ritrovarlo, non volendo mettere in allerta la polizia.
Così inizia la nuova “avventura” del medium e dell’ex poliziotto che si ritrovano a sprofondare in ambienti squallidi, e a combattere contro la follia e l’oscurità, il terrore e la crudeltà, per ritrovare un gruppo di bambini scomparsi. Ansel, infatti, non è l’unico. Anche il “mondo di sotto” ha perso alcuni membri, bambini con problemi, di cui a nessuno apparentemente interessa nulla, se non al Re dei Topi, personaggio particolare che vi invito a conoscere, e di cui non voglio parlare troppo.

Mostri veri, in carne e ossa, si aggirano per le strade di Londra; uomini neri dal viso d’angelo che rapiscono i bambini, e che poi li chiudono in gabbie, simili ad animali pronti ad essere mangiati o venduti come carne da macello. Questo terzo capitolo si concentra sulla componente horror, e non è difficile provare sensazioni di disgusto, rabbia e lacrime per la sorte di queste creature innocenti.
A mio avviso, però, i protagonisti si perdono un poco, lasciando maggiore spazio ai “mostri”, interpretati da tre personaggi strani e crudeli: Tristan Mercyful e i suoi due figli.
Lancelot il maggiore, puntaspilli umano, pupazzo imabastito di filo nero sui cui hanno dimenticato ago e follia, e Galahad il minore, fanciullo biondo del paradiso in tutto e per tutto tranne che negli occhi da vecchio.

Lancelot in particolare è quello che turba di più, per la sua rappresentazione, per quegli spilli che fuoriescono dal suo corpo, per quella follia che si scorge nelle sue parole, nei suoi occhi e nei suoi atteggiamenti e frutto di una crudeltà perpetuata da suo padre. Un uomo, quest’ultimo, che si diverte in modo macabro con i suoi coltelli, e mentre compie simili orrori, fischietta allegro.

Riusciranno i nostri protagonisti a risolvere anche questo caso e a far pace con il passato?
In questo capitolo, i due si avvicinano ulteriormente, eppure ancora le autrici si divertono a stuzzicare il lettore, con baci rubati, e teste reclinate sul petto, lasciando così una curiosità che sarà saziata solo nell’ultimo capitolo della saga.

Come le precedenti, è stata una lettura appassionate e avvincente, che tiene legato il lettore totalmente, impedendogli di pensare ad altro. Si legge il tutto in poche ore. Le due autrici dimostrano ancora una volta di saper usare perfettamente le parole, e usano uno stile che trascina totalmente il lettore nel mondo da loro sapientemente descritto, facendoti provare una sorta di empatia con i personaggi, e visualizzandoli quasi che fossero reali.

Adoro immensamente il loro modo di scrivere, la loro capacità di non essere mai volgari o eccessive nelle descrizioni, anche in quelle più macabre che possono colpire lo stomaco.Nonostante la mia forte sensibilità, non l’ho trovata una lettura sgradevole e, anche se non è proprio il mio genere, ne sono rimasta totalmente rapita.

Insomma, un altro racconto assolutamente da leggere! Jonas e Jericho vi conquisteranno ancora una volta.

E voi, avete paura dell’uomo nero?