Twelve Days of Christmas: 4

Twelve Days of Christmas: 4

Cole Twist, internato del Bethlem & Desiderio, Infermiere

Victorian Solstice

St Mary of Bethlehem ,  1868

L’estate colava dall’alto come argento liquido, inondando il corridoio di chiarore devastante. Ogni superficie catturava la luce e la magnificava, come in un gioco di specchi, la scatola delle illusioni di un mago cinese. Dalle pareti imbiancate a calce ogni macchia era sparita, sbiadito ogni disegno, ogni graffito inciso nei secoli sotto le volte che chiudevano come un coperchio concavo lo spazio oltre le finestre troppo alte.
Tutto era luminoso, terso, pulito.
Per i degenti era spaventoso. La maggior parte di loro avanzava strisciando a ridosso dei muri, invocando un anfratto d’ombra, un angolo che potesse offrire rifugio a quell’impietoso bagliore. Alcuni restavano immobili, premendo forte la fronte contro l’intonaco scabroso, in un disperato tentativo di fondersi con esso. Altri semplicemente serravano gli occhi, e si aggiravano come ciechi, le mani protese davanti a sé, urtandosi gli uni con gli altri in scontri occasionali. Ma la luce non si poteva bandire dietro le palpebre. Non era come i mostri della notte, che a volte se ne andavano se smettevi di guardarli. La luce non lasciava scampo, non conosceva pietà.
Solo il ragazzo in mezzo al corridoio non sembrava esserne disturbato. Immobile, il capo reclinato, le braccia abbandonate lungo i fianchi, beveva dalla bocca socchiusa i raggi di quel sole fantasma. Nessun dolore per lui, nessuna paura. Dietro le palpebre azzurrine si poteva quasi indovinare uno sguardo sognante. Ovunque fosse non era lì, non era in quell’istante. Gli stracci che pendevano informi dalle membra magre avrebbero potuto afflosciarsi da un momento all’altro e cadere a terra vuoti, e nessuno degli inservienti avrebbe potuto fare nulla, nessuno dei nerboruti infermieri che osservavano oziosamente l’andirivieni dei matti. Forse era quella consapevolezza a farlo sorridere in quel modo, quel segreto che tremava sulle labbra purpuree, pronto a spiccare il volo.
Neppure quando l’ombra dell’uomo si frappose tra lui e il chiarore diffuso ne parve turbato. Non stava facendo nulla di male, e lo sapeva. Entrambi lo sapevano, lui e l’infermiere alto, lo straniero.
Quando aprì gli occhi il chiarore abbacinante rimase intrappolato nelle iridi, facendoli apparire per un momento bianchi. Li fissò in quelli scuri dell’uomo, senza intenzione, senza condanna, il sorriso fissato sulle labbra come un mattino di pietra. L’uomo dalla pelle scura pensò che un sorriso così non potesse essere per i vivi, ma solo per i morti, che probabilmente a loro stava sorridendo il ragazzo pallido, agli spiriti che lo avvolgevano, nella luce, che lo lambivano da ogni parte. Provò l’istinto di allungare la mano e toccare la spalla ossuta sotto la stoffa grezza, afferrarlo e spezzare in un gesto la ragnatela di sussurri che lo circondava. Non lo fece. sorrise, invece.
“Fa il bravo, Cole” intimò, stringendo gli occhi che nemmeno quello splendore abbacinante riusciva a raggiungere. Non ebbe bisogno che l’altro rispondesse per sapere che aveva compreso perfettamente a cosa si riferisse.

(Federica Soprani)

On the second day of Christmas
my true love sent to me:
2 Turtle Doves
and a Partridge in a Pear Tree

Twelve Days of Christmas: 3

Twelve Days of Christmas: 3

Raymond Graves, Sicario della Buona Morte & Briar Krane, Impresario del Drury Lane Theatre

Victorian Solstice
Fine del Mondo, 1887

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Gli aveva reclinato la testa sulla spalla. I capelli troppo lunghi odoravano del fuoco del camino e di sudore. Forse anche i suoi stessi capelli avevano quell’odore. Si era sempre considerato senza odore: come un cucciolo di lupo, o un fantasma. Eppure la barba bionda ora gli dorava la mandibola e i baffi spuntavano, pizzicandogli il labbro. Per la prima volta in anni non si era rasato. La testa sulla sua spalla pesava del peso dei dormienti. Poi divenne leggera. Lo sentì inspirare lievemente. “Era solo un sogno” mormorò Raymond contro i capelli di Briar. “Era vivo. Era qui…” ansimò appena l’altro, tirandosi su dal letto. Ray sorrise alla fiamma del camino: “Sir Damon è vivo, ma non può farti più nulla. Che Dio lo perdoni.” Lingue di fiamma disegnavano tatuaggi tribali sull’inclinazione del tetto della mansarda. La camera della servitù di una Casa di Matti.
Ray parlò dopo un lungo silenzio: “Che Mago è questo? Chiunque ti avrebbe fatto domande. Lui si è limitato a nasconderci qui e a far apparire un due di cuori dal mio taschino.”
“E’ l’ultimo vero Mago. So indovinare ogni trucco di magia, ormai. Ma i suoi no. Forse fa davvero magie. In un’altra vita avrei tentato di sedurlo.”
“E io, in un’altra vita, l’avrei ucciso per gelosia”
“Hai ucciso molta gente?”
“Hai sedotto molti artisti?”
“Touché”
Briar si drappeggiò la coperta intorno alle spalle magre e si alzò. Prese l’attizzatoio e ravvivò le braci.
“Mai vista una casa come questa” continuò Ray. Fissava una testa d’elefante di cartapesta appesa al posto del crocifisso “Ne sarei affascinato, se non facesse paura.”
Scintille s’inseguirono su per la cappa.
Briar Ripose il ferro: “Paura? Tu?”
“Sembra di dormire in una casa che sta per crollare. Non lo senti?”
“No”
“Per questo io faccio il sicario e tu l’impresario teatrale. Col tuo sesto senso non dureresti due giorni a fare quello che faccio io.”

(Vittoria Corella)

On the second day of Christmas
my true love sent to me:
2 Turtle Doves
and a Partridge in a Pear Tree

Twelve days of Christmas: 2

Twelve days of Christmas: 2

Gerald Oakley Cadogan, Visconte Chelsea (e ‘ormai’ figlio maggiore di Lord Cadogan, Conte di Cadogan) & Fabienne De Secondat, sua moglie, figlia di V.

Edwardian Solstice
Cadogan Hall, 1910

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“Oh buon dio!” Gerald guardò sopra la spalla di Fabienne “ma quello sarei io?” Fabienne puntò un’indice lunghissimo contro il naso dell’uomo: “Cubismo” spiegò. L’indice era blu, perché non solo di cubismo si trattava, ma di frammentazioni di visi, oggetti, laghi di colore sfumati con la punta delle dita. “Cosa?” Gerald strizzò gli occhi “Cubismo? Ma sembrano gli scarabocchi di William quando aveva otto anni!”
– “E tu fai gli stessi commenti da vecchio di tuo padre a sessantacinque!”
Gerald sgranò gli occhi: “Ti ricordo che LUI è di là, che sorseggia il suo Earl Grey”
– “E io sono qui, che sperimento le ultime tecniche in voga nel continente, che ti faccio un ritratto ‘moderno’. Guarda che d’ora in poi si dipingerà così ovunque. Ci ricorderanno tutti così!” – “Signor’Iddio, meno male esistono le fotografie!”
Fabienne incrociò gli occhi e tirò fuori la lingua. “Aspetta…” la studiò Gerald “…è una faccia cubista quella?”
Fabienne rise: “volevo regalartelo per Natale, retrogrado ignorante. Non capisci nulla di pittura.”
– “Nessun Cadogan s’intende di pittura.”
Fabienne indicò il caminetto. Gerald diventò serio quando posò lo sguardo sul ritratto di Henry. “Henry ne capiva. E anche sua figlia pare ne capisca. Anche se ha preferito studiare da infermiera. Una professione onorevole, no?”
“Non per il Drago.”
Fabienne sorrise: “Se solo vedesse quanto è bella, cambierebbe idea.”
“Non la vedrà mai.”
“Scommettiamo?”

 

(Vittoria Corella)

 On the first day of Christmas
my true love sent to me:
A Partridge in a Pear Tree

 

Twelve Days of Christmas: 1

Twelve Days of Christmas: 1

George, Lord Cadogan e Signore della Buona Morte & Beatrix, Lady Cadogan, sua moglie

Victorian Solstice

Cadogan Hall, 1890
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Bauli. Valigie. Altri bauli. Tutti col Drago inciso sui lucchetti, impresso sul cuoio. Sul fianco panciuto della carrozza dallo sportello aperto. Ora se ne va – pensava Milady, attraversata da mille raggi di sole come i dardi attraverso la carne di una santa. La polvere danzava nella luce, danzava intorno. Sembravano briciole d’oro. Ora se ne va – e lui usciva dall’ingresso principale. Giacca abbottonata, una grossa sciarpa annodata, da cui emergeva quel suo naso, quelle sue guance magre. Spalle a punta, zigomi taglienti, appuntito. Aveva un figlio fatto di punte ormai, un’anima rotonda che ha rinunciato e ha cresciuto spine. “Dovresti fermarlo. Sei ancora in tempo.” Bisbigliò Beatrix contro la finestra. Il vetro del finestrone non si appannò. Milord non alzò neppure la testa dalla scrivania. Continuava a scrivere. “Basta una tua parola, e ritroverà la strada” continuò Milady, la pelle come latte di fata, come certe statuine di zucchero nelle vetrine dei pasticceri. Il pennino d’oro graffiava. Era l’estensione di un’unghia, di un artiglio e feriva la carta. “Smetti di scrivere” chiese lei. Crrr-crrrr-crrr. Correva la punta dorata intrisa di nero. “Alzati, scendi le scale, vai di sotto. Hai ancora tempo” Niente. Nessun cambiamento. Lei non fece nessun rumore, raccolse le gonne del suo abito da sposa e raggiunse suo marito. Ma lui continuò a scrivere. Non poteva vederla. “Non vedrai mai più tuo figlio, se non lo fermi ora” sussurrò il fantasma sulla spalla dell’uomo “ma io ci sarò, laggiù, quando tutto sarà perduto. Sarò io a consolarlo. Riparerò ai tuoi errori.”
Allora lui alzò la testa, come ispirato. La frusta schioccò, la carrozza partì cigolando.

Il fantasma piegò la testa e uscì dalla stanza.

(Vittoria Corella)

On the first day of Christmas
my true love sent to me:
A Partridge in a Pear Tree

I Dodici Giorni di Natale su Victorian Solstice

I Dodici Giorni di Natale su Victorian Solstice

12 days of xmasTwelve days of Christmas by Victorian Solstice.

Federica e Vittoria hanno preparato un regalo per i lettori di Victorian Solstice: ben 2 (due!) schegge INEDITE di circa 2000 battute ognuna,  ogni giorno dal 25 dicembre 2014 al 5 gennaio 2015, la vigilia dell’Epifania (La dodicesima notte tanto amata da Alice Marlowe).

Schegge di storia di Victorian Solstice, con personaggi della serie e, più in generale, dell’universo espanso del VS di Soprani/Corella, seguendo le strofe della filastrocca inglese “Twelve days of Christmas”.

The Twelve Days of Christmas

On the first day of Christmas
my true love sent to me:
A Partridge in a Pear Tree

On the second day of Christmas
my true love sent to me:
2 Turtle Doves
and a Partridge in a Pear Tree

On the third day of Christmas
my true love sent to me:
3 French Hens
2 Turtle Doves
and a Partridge in a Pear Tree

On the fourth day of Christmas
my true love sent to me:
4 Calling Birds
3 French Hens
2 Turtle Doves
and a Partridge in a Pear Tree

On the fifth day of Christmas
my true love sent to me:
5 Golden Rings
4 Calling Birds
3 French Hens
2 Turtle Doves
and a Partridge in a Pear Tree

On the sixth day of Christmas
my true love sent to me:
6 Geese a Laying
5 Golden Rings
4 Calling Birds
3 French Hens
2 Turtle Doves
and a Partridge in a Pear Tree

On the seventh day of Christmas
my true love sent to me:
7 Swans a Swimming
6 Geese a Laying
5 Golden Rings
4 Calling Birds
3 French Hens
2 Turtle Doves
and a Partridge in a Pear Tree

On the eighth day of Christmas
my true love sent to me:
8 Maids a Milking
7 Swans a Swimming
6 Geese a Laying
5 Golden Rings
4 Calling Birds
3 French Hens
2 Turtle Doves
and a Partridge in a Pear Tree

On the ninth day of Christmas
my true love sent to me:
9 Ladies Dancing
8 Maids a Milking
7 Swans a Swimming
6 Geese a Laying
5 Golden Rings
4 Calling Birds
3 French Hens
2 Turtle Doves
and a Partridge in a Pear Tree

On the tenth day of Christmas
my true love sent to me:
10 Lords a Leaping
9 Ladies Dancing
8 Maids a Milking
7 Swans a Swimming
6 Geese a Laying
5 Golden Rings
4 Calling Birds
3 French Hens
2 Turtle Doves
and a Partridge in a Pear Tree

On the eleventh day of Christmas
my true love sent to me:
11 Pipers Piping
10 Lords a Leaping
9 Ladies Dancing
8 Maids a Milking
7 Swans a Swimming
6 Geese a Laying
5 Golden Rings
4 Calling Birds
3 French Hens
2 Turtle Doves
and a Partridge in a Pear Tree

On the first day of Christmas
my true love sent to me:
12 Drummers Drumming
11 Pipers Piping
10 Lords a Leaping
9 Ladies Dancing
8 Maids a Milking
7 Swans a Swimming
6 Geese a Laying
5 Golden Rings
4 Calling Birds
3 French Hens
2 Turtle Doves
and a Partridge in a Pear Tree