da jericho | Feb 20, 2013 | recensioni
Recensione di Danae su Anobii





4 mani dotate per la penna
Si tratta di un racconto di media lunghezza ambientato nella Londra vittoriana. Si intuisce subito che l’atmosfera decadente e sfumata rende labili i limiti fra reale e soprannaturale così quello che inizia come un caso da Sherlock Holmes continua come uno spettacolo da Illusionista.
La struttura della narrazione è ben equilibrata, i passaggi segnati ognuno da un significato ma soprattutto la scrittura è piacevole e scorre come acqua. Considerandone la ricchezza dei dettagli sarebbe forse meglio dire che scorre come vino.
I due protagonisti sono impegnati in una schermaglia che li porterà ad avvicinarsi ma che pone solo le premesse per futuri racconti. E naturalmente nuovi personaggi e nuovi angoli di una Londra inedita.
da jonas | Feb 15, 2013 | recensioni
Recensione di Ladyrock su Anobii





Bello…
…e davvero ben scritto.
Curato nei dettagli. Con uno stile paragonabile, per sensualità, alla Anne Rice dei tempi migliori.
Sarebbe perfetto per il cinema.
Complimenti alle autrici.
NE VOGLIO ANCORA!
da jericho | Feb 14, 2013 | recensioni
La Società degli Spiriti
Recensione di Polideuce su Anobii
Onestamente non è proprio il mio genere di libro, per cui mi è difficile recensirlo.
In primo luogo l’ho trovato ben scritto, si legge molto bene e rapidamente. Il personaggio dell’investigatore è quello che mi ha coinvolto di più, non perché gli altri, specie il medium, non siano ben tratteggiati; li ho trovati tutti ben disegnati, ma l’investigatore è più vicino alle mie “corde”.
Merita di essere letto, del resto impiega poco tempo per essere ultimato, la narrazione fila via senza intoppi o momenti di stanca; per quanto non sia il mio genere l’ho apprezzato e quattro stelle se le merita.
da jericho | Feb 14, 2013 | recensioni
La Società degli Spiriti
Recensione di S.G.B. su Amazon
Cosa dire? Lo amato ed adorato, non sono riuscita a staccarmi dallo schermo finché non sono giunta alla fine. La storia è appassionante e stimolante. Adoro il vostro modo di scrivere perché non stanca mai e non annoia. Vi soffermate sui giusti particolari descrivendoli in modo eccellente. Mi sono ritrovata immediatamente immersa nel mondo da voi descritto senza dovermi sforzare.
Ho amato sia Jericho che Jonas, sono due personaggi ben studiati e per nulla banali. Sono completamente diversi fra loro, ma entrambi hanno una vagonata di segreti alle spalle. A prima vista sembrerebbero un po’ il classico cliché della coppia scettico/stramboide però andando avanti con la lettura ti accorgi subito che in realtà sono molto più complessi di così.
Il Medium è il Medium, ed è un personaggio che io adoro: intrigante dal passato maledetto. Mi è piaciuto dalla prima all’ultima riga.
Però dai, povera Valentina lobotomizzata … Non se lo meritava poi così tanto. Certamente meno di altri personaggi .
Certamente in confronto a Jericho il passato di Jonas sembra chiaro come un bicchiere di cristallo, ma io sono scettica di natura e quindi chissà…Magari la moglie l’ha uccisa davvero lui … -_- Ma è molto forte e risoluto nonostante all’inizio, lasciandomi trasportare dalle impressioni del medium io lo abbia un po’ sottovalutato. Questa volta Jericho l’ha un po’ gabbato, ma non ho dubbi che la prossima volta non sarà altrettanto facile.
Aspetto con impazienza il prossimo capitolo . Bravissime!
da jericho | Feb 14, 2013 | recensioni
La Società degli Spiriti
Recensione di Letizia Loi su Amazon e Goodreads
attenzione contiene spoilers
Un racconto sensuale e realistico, dalle tinte fosche e corpose come tende di velluto e miele. Riunisce tutti gli elementi più affascinanti dell’età vittoriana: medium, illusionisti, bordelli lussuosi, Bedlam, un caso avvincente. Un caso risolto senza giustizia per nessuno, se non quella lasciata dal silenzio.
Jonas e Jericho, i due protagonisti, sono due personaggi tracciati con estrema cura – così come tutte le altre comparse, in realtà, da Re Belial a Sir Damon, l’ispettore capo di Scotland Yard -, i cui caratteri e le cui personalità si dipanano a poco a poco, diventando sempre più chiare.
La triste storia della “sirena”, il modo in cui una povera ragazza malata viene forzata a somigliare alla celeberrima fiaba di Anderson, sono un tocco forse non esattamente originale, ma non per questo meno tragico e apprezzabile.
L’erotismo della storia è presente durante tutto il racconto, nella tensione tra i protagonisti, mai risolta, nelle ambientazioni cupe e lussuriose, e culmina in un ricordo eccitante e ben descritto, senza mai essere volgare o eccessivo.
Di sicuro un inizio con il botto, per una serie che promette di diventare sempre più interessante.