Recensione Bostonian Library

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RECENSIONE: “UNA SEGRETARIA PER MILORD” DI FEDERICA SOPRANI E VITTORIA CORELLA

Considerazioni.
Romanzo davvero carinissimo, che vi dico subito non mancherà di appassionarvi tanto per le ambientazioni che per i personaggi.
Conoscevo il duo Federica Soprani – Vittoria Corella già da un pò di tempo, per via dei loro scritti che mi avevano intrattenuto piacevolmente con la serie “Victorian Solstice” e quella caratterizzata da elementi spiccatamente steampunk della Serie “Victorian Vigilante”.

Con “Una segretaria per Milord” siamo sempre a Londra, per cui non cambieremo moltissimo ambientazione rispetto a quanto le autrici ci abituato precedentemente, ma ci spostiamo a tematiche più romantiche, rispetto a quanto Soprani/Corella hanno fatto nei romanzi passati.
Questo romanzo è infatti un romance in cui però le due autrici non rinunciano a esplorare tematiche che stanno da tempo loro a cuore, la battaglie delle Suffraette su tutti.
Assolutamente gradita e piacevolissima risulta essere la protagonista di questa storia, Emy White, la quale vive nel 1912 e oltre ad essere una ragazza intelligente ed intraprendente è anche molto determinata e appassionata che non sita ad aiutare la collettività nelle cause che ritiene indispensabili. Una di queste è proprio quella del diritto al vot per le donne, che la porta a nutrire le fila del “Circolo del Voto” e quindi del movimento delle Suffregette.
Emy proviene da una famglia che le ha sempre permesso di coltivare e manifestare liberamente la propria opinione e combattere le battaglie che sentiva necessarie e proprie della sua persona. Grazie infatti ad un padre piuttosto liberale e sensibilmente attivo circa le cause sociali, che lo ha portato a educare Emy in una certa ottica avanguardista, non si aspetta che quest’ultima faccia di meno di quanto lui stesso farebbe … anche vederla incatenarsi davanti all’ingresso di Westminster, per adoperarsi anima e corpo alla “causa”.
Non solo. Fosse finita lì probabilmente la gente avrebbe spetttegolato un pò e poi avrebbe lasciato cadere la cosa, ma un certo Conte di Reavley, uomo considerato il più conservatore degli inglesi, nonchè Pari d’Inghilterra, le mette le mani nel corsetto per recuperare la chiave per aprire le catene che la legano ai cancelli di Westminster…
Nella buona società londinese la catena che cade e lo schiaffo che ne segue, non passa inosservato e ben presto il “fattaccio” diventa di dominio pubblico e scandalizza tutta Londra.
In una girandola di accadimenti, litigi, lotte per i propri ideali e amori inaspettati, incontri casuali e determinanti, vi faranno sicuramente compagnia sullo sfondo insolito della lotta al voto delle Suffragette, tematiche che sta tornando in voga grazie anche al film che sta per approdare in Italia (intitolato “Suffragette”), presentandovi ambientazioni accattivantissime, personaggi intriganti e vicende che poche volte sono state trattate nel genere romance e che è bello leggere per la freschezza con la quale sono state trattate.

Assolutamente cosigliato, insomma!!!

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Recensione Insaziabili letture

Recensione: “UNA SEGRETARIA PER MILORD” di Federica Soprani e Vittoria Corella.

by Giorgia Golfetto on 23:08 in eLitFederica SopraniGennaio 2016RecensioniRomanzo RosaVittoria Corella

a cura di Lucia G

Salve cari lettori.

Come potete immaginare, il Goblin non legge romance, o se li legge è solo per massacrarli ferocemente. Sentimenti? Sbrodolature romantiche? Palpiti femminili, frasi smancerose, promesse di amore eterno e scene di sesso descritte con termini che, come minimo, mi fanno venire le convulsioni per le risate? No, grazie. I miei compagni di grotta mi prenderebbero per i fondelli per i prossimi dieci secoli, non scherziamo.

Potete immaginare il mio conflitto interiore quando ho letto il nome di due autrici che stimo accanto a un titolo che sapeva di storia d’amore lontano un miglio. Le due donzelle mi avevano abituato a efferati delitti, a una Londra che assomiglia di più a un girone infernale che a una vera città, in cui dannati di ogni tipo trascinano avanti la loro triste o delirante esistenza. Come potevano simili menti partorire una storia d’amore, ma di quelle vere? È stato dunque con estrema diffidenza che mi sono avvicinato a questo libro. Il mio Kindle non emanava nessun odore strano, mentre aprivo il file. Niente effluvi di violette o di gelsomino, ad esempio. Che cosa rischiavo? Al limite il dispiacere sarebbe stato il loro, se la delusione fosse stata forte. Nessuno infastidisce il Goblin senza scontarla, dopo.

Invece è successa una cosa strana. C’erano, sì, un lui e una lei, e l’idea era probabilmente quella di farli finire assieme dopo un certo numero di peripezie. Ma lui non era il solito giovanotto arrogante dal passato difficile e lei non era la solita oca che nessuno si fila, oppure la donna spregiudicata, quasi virile come un uomo, che smonterebbe persino Conan il barbaro. Il Conte di Reavley arrogante lo è parecchio, intendiamoci, di quell’arroganza che gli viene dalla propria posizione sociale e dall’educazione che ha ricevuto. Non lo fa apposta. È cresciuto in un’epoca in cui era normale che gli uomini si sentissero superiori alle donne e non gli è mai passato per la mente di mettere in discussione quello che considera l’ordine naturale delle cose. Poi incontra Emy, che per le persone come lui è un vero e proprio incubo vivente, e va letteralmente nel pallone. La stessa cosa succede ad Emy, ma con ruoli rovesciati. Lei, che è cresciuta a pane e diritti delle donne e che considera quelli come Reavly la personificazione terrena del demonio, si ritrova innamorata proprio di uno di loro, uno dei peggiori!

L’abilità delle autrici sta proprio nell’aver preso in mano una situazione del genere, che avrebbe potuto virare sul tormentato e strappalacrime in qualsiasi momento, e averla trasformata in un carosello di avvenimenti scoppiettante e con una freschezza incredibile, ma non per questo meno profondo. In più, mentre la vicenda si dipana, incontriamo personaggi secondari ma memorabili come Amory, il miglior amico di Lord Reavly, che mi ha fatto ridere fino alle lacrime in più di un’occasione, o Bella, che da rivale di Emy si trasforma in amica ecomplice, conquistata suo malgrado dall’integrità e dalla passionalità della ragazza di più umili origini. Non è stato facile nascondere ai miei compagni di grotta il motivo per cui stessi ridendo tanto. Ho detto loro che stavo leggendo una biografia di Jack lo Squartatore, ma non so se ci hanno creduto, soprattutto per la lacrimuccia che mi è scesa lungo la guancia per il finale del libro. Qui ho di nuovo apprezzato la genialità delle autrici che, con un semplice stratagemma, lo hanno reso NON scontato e NON banale. Cosa si può chiedere di più a un concentrato di sentimenti positivi?

Potrei citarvi vari momenti che ho particolarmente amato, durante la lettura, e che mostrano inequivocabili l’evoluzione perfetta dei personaggi e il loro essere davvero vivi, ma non voglio rovinarvi la sorpresa, per cui vi consiglio solo di leggerlo e di godervelo come ho fatto io. Adesso però devo cancellare il file dal Kindle, o la mia reputazione tra i goblin sarà compromessa per sempre.

Alla prossima, caro lettore.

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Recensione di LaKate su Amazon

LaKate

21 aprile 2016

(Recensione completa su Lakatedeilibri)

Una segretaria per milord è un romance storico che mi sono imposta di centellinare, leggendo poche pagine per volta nel tentativo di protrarre il più a lungo possibile quella sensazione di caldo piacere e dolce rilassatezza che mi accarezzava durante la lettura. Ho sorriso davanti alla sfrontatezza di Emy, ho sospirato davanti agli occhi tristi di Nigel, ho riso conoscendo Amory, migliore amico di Nigel e personaggio strepitoso (qui vorremmo uno spin-off della storia con questo personaggio, eh?). Poche pagine sono bastate a trascinarmi in una Londra antica e seppiata che mi ha conquistato dalle prime righe con la forza di una scrittura sicura e competente, uno stile fluido e leggero ma mai banale o superficiale, pochi personaggi tutti ugualmente ben tratteggiati, curati, coccolati oserei dire. Un libro che forse è nato per gioco ma che è finito per essere un gioco molto serio, un gioco da grandi, un gioco nel quale due amiche scrivono una storia d’amore e fanno nascere un affresco di un’epoca e un concetto chiaro e preciso: cosa ci rende uomini d’onore? Cosa rende una donna, una vera donna? Cosa rende, di un uomo, qualcuno da poter guardare negli occhi senza ch’egli abbassi lo sguardo?

Bando alle signorine allegre dei romanzi moderni, quelle che si fanno vanto di non dover chiedere mai, quelle che per rivendicare una parità di sesso si comportano in maniera spregevole e leggera, abbassando sempre di più l’asticella della femminilità (e del femminismo); è giunta l’ora di conoscere Emerald.

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Recensione di Stefania Anja Pescali su Amazon

Stefania Anja Pescali

11 febbraio 2016

Ci sono libri che leggo perché incuriosita dal titolo o dalla trama; romanzi che leggo perché molto chiacchierati hanno sollevato un polverone sul web; e poi ci sono quelle letture che non posso farmi scappare perché ho già avuto modo di conoscere e apprezzare le autrici e che io definisco come “le mie isole serene” perché sono assolutamente certa a priori che non mi deluderanno.
Ecco, questo romanzo rientra non solo in questa ultima categoria… ma anche nella prima. Ho letto la trama che mi ha subito incuriosita fin dal primo annuncio apparso in rete e, quando solo più tardi ho realizzato che le autrici erano quest’accoppiata vincente, ho capito immediatamente che andava letto.

Ambientato nella Londra del 1912, periodo in cui le cosiddette “suffragette” lottavano per ottenere il riconoscimento della piena dignità delle donne, Emy White attira l’attenzione di un Lord proprio incatenandosi all’ingresso di Westminster.
E come accade nelle migliori storie d’amore anche in queste pagine non verrà smentito il noto detto secondo cui “i due opposti si attraggono” così che questo Lord, Nigel Riario, si innamorerà della bella e fiera Emy White e la nostra giovane non potrà che cedere al fascino dalle origini italiane del Lord.
Ma non tutto fila sempre liscio come l’olio: le nostre care autrici non si sono fatte scappare l’opportunità di mettere in campo il “terzo incomodo” in grado di movimentare un po’ la situazione.

Vi assicuro infatti che con la classica spontaneità che le contraddistingue e con quelle battute frizzanti che ti fanno sorridere proprio perché affidate a personaggi dal carisma unico, trascorrerete delle piacevoli e serene ore in compagnia dell’intero cast. Il termine “cast” non l’ho usato a caso perché il canovaccio di questo scritto ricorda tanto le opere buffe musicate, ad esempio, da Gaetano Donizetti.
Ogni personaggio infatti è magnificamente caratterizzato ed unico per le sue peculiarità caratteriali. Penso al miglior amico di Nigel, Amory Aberconway, un po’ cicisbeo settecentesco, un po’ barone rampante e penso al suo modo, voluto o meno, di sdrammatizzare certe situazioni. Insomma, la spalla perfetta per un rigido ed imperioso Lord, così che la contrapposizione tra le due figure renda la coppia Nigel/Amory assolutamente simpatica.

La trama vi scorrerà sotto gli occhi con il sorriso sulle labbra e vi porterà alla fine completamente soddisfatti. È uno di quei romanzi che ti fa chiudere il lettore con la consapevolezza di aver aggiunto alla tua libreria un altro indimenticabile tassello.
Ovviamente consigliato a chi ama le allegre storie d’amore.

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Recensione di Penna d’oro su Amazon

Penna D’oro

21 aprile 2016

“Una segretaria per milord” è un romanzo ben scritto, dalla trama lineare ma avvincente che strappa più di un sorriso. Ho apprezzato il ruolo di suffragetta della protagonista, anche se, a dir il vero, il mio personaggio preferito è stato il barone Amory Aberconway, amico di Nigel. Le sue battute, il suo modo di fare mi hanno conquistata.

Federica e Vittoria sono riuscite nel difficile compito di farmi apprezzare un genere che non amo molto. Vi spiego il perché.
Il romanzo non presenta una lettura sdolcinata ed esageratamente romantica. Il carattere psicologico dei personaggi è ben approfondito. Le vicende narrate sono curate nei particolari e c’è sempre un filo d’ironia che sdrammatizza ogni cosa. Le figure del romance sono rispettate: l’eroina giovane e bella, l’eroe pronto a lottare per la donna amata, gli antagonisti gelosi e l’amico del protagonista.

La lettura fluida è scandita da un buon ritmo, gli avvenimenti si susseguono disegnando un ottimo intreccio che rivela non solo il potere del cuore ma anche il valore della mente. I due protagonisti si confrontano e il cambiamento non è un miraggio ma una possibilità di crescita e di unione.

Le talentuose Federica Soprani e Vittoria Corella hanno dimostrato, ancora una volta, bravura e sensibilità. Dopo aver intrigato e inquietato i lettori, io in primis, con il racconto di efferati delitti hanno scritto un romanzo per dar voce all’alchimia delle emozioni, per parlar d’amore con piglio deciso ma rivelando un cuore tenero e sensibile. Promosse a pieni voti.