“Buongiorno Jericho. Hai una cera orribile.” disse Valentina buttandosi sul divano di fianco al Medium: “Non ti senti bene?”
Lui la guardò con quel suo sguardo languido e vagamente febbricitante e le sorrise:
“Infatti. Non mi sento molto bene”
“Forse hai bevuto troppo, ieri notte”
“Forse”
“Dovresti mangiare qualcosa”
“Non ho fame”
“Tu non hai mai fame, Jericho”
“Già…lui dorme?” Valentina gli sorrise. Il mal di testa la stava uccidendo, la nausea le rivoltava lo stomaco e parlare di Safire proprio con Jericho non faceva che peggiorare il suo malumore.
“Dorme…ma se preferisci lo sveglio”
“No, lascialo dormire…stasera ha uno spettacolo. Avete uno spettacolo.”
Carino da parte sua ricordarsene. Ed includerla nel discorso anche. Una vera novità per Jericho.
“Ti ho fatto male ieri notte? Spero di no…” era assolutamente lampante che gli avesse fatto male. I segni rossi sulla sua schiena si vedevano anche attraverso la stoffa bianca della camicia.
“In effetti ci sei andata pesante”
“Se vuoi la smetto”
“Oh, non lo farai…”
“Forse è troppo per te. Forse dovremmo piantarla, noi tre”
“E’ questo che pensa Cristophe?”
Cristophe. Cristophe. Sempre Cristophe. Non era mai riuscita a parlare con Jericho per più di due minuti, senza che lui tirasse in ballo Cristophe. Era snervante. Era irritante. La faceva infuriare. Valentina ebbe un capogiro.