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Jericho Marmaduke Shelmardine & Lady Hornfield

Londra

1887

 

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Jericho Marmaduke Shelmardine registrò l’ingresso di quella simpatica sagoma di Lord Rathbone mentre scolava il terzo flute di champagne. Percepì anche la presenza di Lady Hornfield al proprio fianco, che a sua volta squadrava il Lord e coloro con i quali si accompagnava.

“Eccolo lì, uno degli individui più viscidi e disgustosi al mondo” sentenziò, sollevando il piccolo binocolo in madreperla, che da tempo non lasciava confinato alle serate all’opera, per osservare meglio l’oggetto della sua indagine.

“Credo che intrattenersi con un rospo di palude risulterebbe meno sgradevole che concedere un ballo a quell’omunculo. E l’infelice giovane bellezza che l’accompagna chi è? Aspetta un po’, non è la nipote povera del Duca di Hastings? Quella mezza tedesca cresciuta con l’Hastings un po’matto… Si è fatta una donna ormai, interessante che tenti la fortuna con Rathbone, forse ha ereditato un po’di buon senso dalla parte normale della famiglia…”

Jericho alzò lo sguardo al soffitto, con un sospiro.

Lady Hornfield era più affidabile di un gazzettino quando si trattava di sapere tutto di tutti, ma se qualche volta avesse evitato di esprimere giudizi sarebbe stato un tale sollievo.

“E guarda la figlia di Lovelace… ” La donna richiamò nuovamente la sua attenzione. “Bella è bella, di certo non ha preso dal vecchio August, anche se in gioventù, doveva essere davvero superbo! Non che ora non sia terribilmente affascinante… Però la figlia mi sembra, come dire…comune? Banale, ecco. Sfiorirà presto”

E tacque, aspettando un commentò da parte del Medium.

“Possibile…” le concesse lui, senza fare nulla per dissimulare la propria noia.

“La sua amica invece” continuò Lady Hornfield, proseguendo con la sua meticolosa immagine, “Lei sì che merita. Peccato che sia mezza francese” sospirò con disappunto.

“E quello che parla con loro sembrerebbe proprio il giovane Visconte di Chelsea…ma sarebbe davvero strano se Lord Cadogan avesse permesso al suo primogenito di frequentare la casa di un borghese… Eppure”

Jericho agguantò con grazia e velocità un altro flute di champagne da un vassoio di passaggio.

Lady Hornfield gli elargì un’occhiata eloquente.

“Se dovessi misurare il vostro stato di salute in base all’alcool che assumete, dovrei felicitarmi per le vostre condizioni, signor Shelmardine.”

Il medium sorrise, tirato. La verità era solo che sperava di bere abbastanza da potersi stordire il prima possibile, o non sarebbe riuscito a reggere quella serata. Se Lady Hornfield lo avesse visto in difficoltà, presumibilmente lo avrebbe caricato su una carrozza e rimandato a casa, e, con un po’di fortuna, non lo avrebbe seguito, permettendogli di riposare. Qualsiasi cosa sarebbe stata meglio di restare in quella sala piena di squali travestiti da farfalle. La puzza di morte era insopportabile…

“Vado a vedere il giardino d’inverno” annunciò, e senza aspettare risposta si diresse verso le alte porta a vetri che si aprivano sulla serra costruita nel cuore stesso della casa.

Aveva fatto le cose in grande, il vecchio August, non c’era che dire.

Per un po’Jericho si mosse attaverso il vasto ambiente, tra il fogliame delle piante e il mormorio delle fontane, a cui si mescolava il discreto tappeto sonoro dell’orchestra. Riconobbe molti volti noti, e la maggior parte di essi finse di non vederlo, di non riconoscerlo. Era più comodo così, più facile, si evitava l’imbarazzo, il disagio, da entrambe le parti. Altri gli lanciavano occhiate incuriosite, perfino timorose. Anche quello andava bene, li teneva lontani.

Jericho non sentiva il bisogno di contatto umano, non in quel momento, ne aveva avuto a sufficienza quel pomeriggio col Mago, e ne era stato consumato. La sua pelle ne portava ancora il marchio, sotto la camicia di seta nera, sotto la redingote blu notte, il marchio delle sue mani, della sua bocca, della carne che premeva sulla carne, come a volersi fondere in un’unica materia pulsante. Doveva a lui se era già ubriaco senza aver bevuto neppure tanto. Avrebbe dovuto ringraziare lui se quella notte la febbre lo avrebbe divorato. Ma ne sarebbe valsa comunque la pena, di questo era certo.

 

(Federica Soprani)

On the 7th day of Christmas

my true love sent to me:

7 Swans a Swimming

6 Geese a Laying

5 Golden Rings

4 Calling Birds

3 French Hens

2 Turtle Doves

and a Partridge in a Pear Tree