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Terza tappa del Blog Tour per Victorian Vigilante

Lug 27, 2015 | Blogtour VV | 0 commenti

Blog Tour “Victorian Vigilante Vol.1” di Federica Soprani e Vittoria Corella. – Recensione –

22/7/2015

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Buongiorno lettori,
oggi vi propongo la mia tappa del blog tour sul primo capitolo di “Victorian Vigilante”, romanzo di genere steampunk scritto a quattro mani da due autrici che ho avuto modo di apprezzare molto per una serie precedente: Victorian Solstice. Il loro ultimo lavoro è pubblicato da Nero Press, inizialmente in tre uscite digitali, nello stile dei feuilleton ottocenteschi e poi lo potremmo avere in cartaceo, per accontentare anche chi ama il buon profumo della carta, e del resto non sarebbe male avere un libro con una copertina simile da esporre nella propria libreria, no? A me, personalmente colpisce moltissimo!
In questo terzo appuntamento ho deciso di proporre una recensione, il mio modesto ma sincero parere su quanto ho letto. Tuttavia, prima di procedere con ogni informazione a riguardo e con i miei pensieri, vi riporto le varie tappe del blog tour per rimanere sempre aggiornati sulla storia e scoprire molto di più sui personaggi, la storia e le autrici!

BLOG TOUR VICTORIAN VIGILANTE (VOL. 1)

15 Luglio – Sognando tra le righe
Due personaggi a confronto: Morse e lo Spettro di nebbia
19 Luglio – Il Mondo di Dru
Leggende cui si fa riferimento nel romanzo
22 Luglio – Rosa del deserto
Recensione (*modificato)
28 Luglio – Il rumore dei libri
Excursus sui Personaggi
2 Agosto – I miei sogni tra le pagine + Liber Arcanus
In esclusiva una doppia intervista
5 Agosto – Penna d’oro di Aquila reale
Approfondimento su Vassilissa
9 Agosto – Stelle dell’Iperuranio
Le immagini e l’iconografia di Victorian Vigilante

Immagine

Victorian Vigilante – Le infernali macchine del dottor Morse (Vol.1)
di Vittoria Corella e Federica Soprani
Editore: Nero Press Edizioni
Prezzo: 1.49 euro ebook.
Genere: Steampunk.
Anno: Giugno 2015Voto: 4.5/5

Trama

1890. L’assetto europeo manifesta già i germi di una guerra mondiale e vede contrapposte due scuole di pensiero scientifiche: i Maniscalchi inglesi seguaci dell’Ergomeccatronica, che sfruttano esoscheletri potenziati per implementare le capacità di lavoratori e soldati, e i Senza Dio fautori della Meccagenetronica, localizzati nell’Europa dell’Est, che hanno sviluppato terrificanti ibridazioni uomo-macchina. A Londra s’innesca una battaglia senza quartiere tra il misterioso vigilante mascherato Spettro di Nebbia, il Sergente Malachy Murphy e la spietata Baba Yaga, una donna meccanica alle dipendenze del Dottor Anton Morse, genio della Meccagenetronica dai loschi fini. Nella lotta verranno coinvolti anche il giovane tagliatore di diamanti ebreo Mordecai Gerolamus, perseguitato da invisibili e inquietanti demoni, la giornalista d’assalto Catherine “Orlando” Swan e suo fratello Percy, direttore del Giornale.

 

Recensione

Un’ombra era apparsa a pochi passi da loro, dapprima informe, solo un coagulo di tenebra, poi via via più distinta. Un mantello. Un cappuccio. Il buio fattosi uomo.
Parve appiattirsi un poco, acquattarsi come un grosso felino pronto a balzare, una mostruosa polena fuggita dalla propria sede e libera di sfidare la forza di gravità.
E poi saltò davvero, dritto addosso ai brutti ceffi e alla fanciulla che si divincolava nella loro morsa. A metà del volo spalancò il mantello nero, come se volesse intrappolarvi la notte stessa. Dalle pieghe crepitanti di tessuto si liberò una polvere dorata che investì gli assalitori e subito dopo un nugolo fitto di qualcosa che brulicava e volava, e che in un istante avvolse gli uomini, avviluppandoli in una tenebra palpitante. […]

Lo Spettro era vento fattosi tenebra che danzava con la morte, roteando l’alabarda con letale eleganza, micidiale precisione.
Scivolava intorno all’avversario come acqua nera, sembrava perfino scomporsi in infiniti rigagnoli, e poi riformarsi un po’ più in là, pronto a sferrare un altro colpo.
Era fumo e veleno, lo Spettro, e la lunga lama affilata cantava la sua canzone sibilante, ebbra di battaglia, bramosa di morte.

Quando Vittoria e Federica, le due autrici, mi hanno contattata per partecipare al blog tour della loro ultima opera, non ci ho riflettuto troppo a lungo e ho subito accettato certa di aver trovato una storia che potesse prendermi, coinvolgermi e appassionarmi, e così effettivamente è stato. Avendo già letto i precedenti racconti scritti a quattro mani ero certa che non sarei rimasta delusa. Adoro il loro stile e la capacità di tratteggiare in maniera attenta e curata ogni aspetto dei personaggi ma anche dell’ambientazione, ogni dettaglio non è mai trascurato, e tutto ciò contribuisce a farmi reputare, secondo la mia modesta opinione, il loro come un eccellente lavoro. Anche in questo caso ho avuto le mie conferme.
Adoro quei libri che danno ampio spazio alle descrizioni, che sanno trasportarti letteralmente nel mondo tratteggiato dalla penna dell’autore. Vittoria e Federica riescono a farti seguire realmente i vari personaggi per le strade di Londra, e a farti evadere un po’ dalla tua realtà per sprofondare nel loro mondo sapientemente descritto.
E come non adorare i loro personaggi? Anche i “cattivi” hanno il loro fascino, nonostante le crudeltà che perpetuano ai danni degli altri.

Ma andiamo con ordine.
Si tratta di un romanzo steampunk, genere di cui ho letto forse troppo poco ma che, se scritto bene, mi affascina molto, in cui le macchine si confondono con l’umanità. Siamo di nuovo a Londra, ambientazione che ritroviamo già nei precedenti racconti delle autrici; ai tempi della regina Vittoria, fine dell’ottocento. Una Londra però forse meno “fumosa” e “perversa” rispetto al precedente lavoro. Quella narrata è una realtà in cui si contrappongono due scuole di pensiero: da un lato i seguaci dell’Ergomeccatronica, orientati a un semplice potenziamento delle macchine che possono aiutare ad implementare le capacità di lavoratori e soldati; dall’altro i cosiddeti “Senza Dio”, sostenitori della Meccagenetronica che hanno come intento la creazione di terrificanti ibridi uomo-macchina. Due orientamenti diversi che sono per forza di cose destinati a scontrarsi.
In mezzo a tutto ciò, troviamo diversi personaggi che si scontrano e incontrano e che sono portati a intrecciare le loro esistenze in modo spesso imprevedibile e misterioso.
Tra questi spicca la figura dello Spettro di Nebbia, un misterioso vigilante mascherato di cui non si sa nulla, ma che desta una crescente curiosità. Elegante e letale, sembra essere sempre pronto a contrastare la spietata Baba Yaga, una bellissima quanto crudele donna meccanica alle dipendenze del Dottor Morse, genio e fautore della Meccagenetronica che sin da subito si comprende avere loschi e terribili fini. Accanto a loro troviamo altre curiose figure: il sergente Malachy Murphy che sembra nutrire un odio estremo per lo Spettro di Nebbia reo di averlo ferito in modo molto grave; la giornalista d’assalto Catherine Swan che ama vestirsi da uomo e firmare i suoi lunghi articoli con un nome maschile, Orlando, e suo fratello Percyval; il giovane tagliatore di diamanti ebreo Mordecai Gerolamus, uno dei personaggi che desta maggior curiosità a mio avviso, per la presenza nella sua mente di tre inquietanti demoni. Troveremo anche altri due personaggi, di cui però ancora si parla poco, ma che già allettano una sincera curiosità.

Questo primo capitolo funge un po’ da presentazione dei personaggi e dell’ambientazione, e stuzzica sicuramente molta voglia di scoprirne di più. Mi piace moltissimo il loro stile, scorrevole ma anche bello da leggere: a tratti quasi poetico, in altri più duro.
Riescono davvero a rapirti, trascinarti nella storia e condurti per le vie di Londra cercando di unire insieme i pezzi del puzzle per saperne di più.

La particolarità delle due autrici, a mio avviso, è anche quella di non lasciar trasparire le cose troppo facilmente. Ovvio che si creino pensieri, dubbi e possibili soluzioni, soprattutto sulla figura mascherata dello Spettro di Nebbia, ma riescono a non farti arrivare al finale scoprendo già la soluzione.
I personaggi, descritti ciascuno con la propria esclusiva voce, affascinano e colpiscono. A mio parere, ognuno ha delle peculiarità che non possono lasciare indifferente il lettore. Se da un lato l’eleganza e l’alone di mistero che ammanta la figura dello Spettro di Nebbia ti colpisce, dall’altro non puoi rimanere indifferente neanche a personaggi come il Dottor Morse e la Baba Yaga. Spietati e crudeli. Anche gli altri, però, come già detto mi hanno trasmesso molto. M’incuriosisce in particolare l’originalità di Mordecai, e quei tre demoni che gli donano dei particolari “poteri”.
Tuttavia, nei romanzi sono sempre attratta anche dalle figure femminili che quando sono forti e determinate mi colpiscono positivamente. In particolare oltre alla già citata Baba Yaga, bello è sicuramente il personaggio di Catherine, che nonostante il suo essere “donna” sa farsi valere.

Potrei spendere ore ad elogiare questo lavoro, ma direi di fermarmi qui. Non vorrei esprimere molto di più, semplicemente perché le pagine son poche e rivelarvi tutto nei dettagli comporterebbe farvi perdere quella curiosità che un libro dovrebbe generare.

Concludo facendo ancora una volta i miei complimenti alle due autrici, perché a mio avviso hanno creato un nuovo “mondo” davvero interessante e ben descritto!

Assolutamente consigliato, e non vedo l’ora di poter leggere i prossimi capitoli!

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