“Ah, eccoti” disse Safire, il suo sorriso bello come sempre, la pelle leggermente sudata. I capelli gli si appiccicavano alla fronte a ciocche, ed erano umidi. Sembravano quasi scuri, invece che biondi. Indossava dei pantaloni neri ed una canotta. Attorno al collo un asciugamano. Si stava allenando.
Il Langham gli aveva riservato uno spazio tutto per lui, una stanza lontano da occhi indiscreti dove il mago aveva fatto portare le sue attrezzature: pesi, bilancieri, una specie di trespolo a cui Cristophe si appendeva a testa in giù come un pipistrello. E poi manette. Ed una serie sconcertante di catene e lucchetti.
“Buon pomeriggio” disse Jericho entrando nella stanza. Il suo sguardo si posò per un attimo su di una camicia di forza abbandonata su una poltrona.

“Buon pomeriggio” gli rispose Valentina Casanova emergendo da dietro un paravento. Indossava una camicetta bianca ed una gonna celeste ed aveva i capelli biondi raccolti a crocchia sulla sommità del capo “Incredibile vederti già in piedi a quest’ora..che ore sono? Le due? E’ praticamente l’alba per uno come te” fece la ragazza con tono allegro. Ma non sembrava troppo felice di vederlo.
“Potrei dire la stessa cosa di te, Cherie” osservò Jericho, arricciando all’insù gli angoli della bocca e facendo l’imitazione di un sorriso.