La fenice brucerà, e dalle sue ceneri nascerà una nuova vita.

Da Erik

il 17 dicembre 2015

I rapporti tra Jonas e Jericho si sfaldano. Ciò che fin’ora in una serenità quasi finta era rimasto nascosto deve essere rivelato. Non può andare altrimenti. I sentimenti devono essere espressi, ma saranno corrisposti?
Trovo che in questo bellissimo episodio finale di questo ciclo di VS l’indagine sulla serie di morti sia una questione quasi secondaria. Il fatto rilevante in questo ultimo capitolo sono i sentimenti, la psiche dei protagonisti. Ciò che sarà è indissolubilmente legato a ciò che è stato, al passato tormentato di Jericho, al passato tormentato di Jonas.
E una volta che tutto sarà fiorito e finito, cosa rimarrà?
Rimangono sicuramente le emozioni che questa serie di racconti è stata in grado di suscitare in me, con la sua crudeltà, la sue perversioni perfette descritte in modo totalmente immersivo. Rimangono gli squarci di una Londra oscura, della decadenza del periodo vittoriano, con i suoi ometti deviati e i suoi ometti diversi, che cercano di farsi strada in un luogo che li condanna per ciò che sono.
La linea che separa il Bene dal Male, il Giusto dal Sbagliato, non è mai stata così esigua.
Una scrittura evocativa, che in più tratti rasenta la poesia, per farti risvegliare dall’illusione quando la violenza e la perversione prendono le redini del giuoco.
Si alzino in piedi e facciano almeno dieci minuti di applausi alle scrittrici che hanno saputo creare un mondo così pieno e vero e crudo.
Complimenti!

 

5,0 su 5 stelle

ADORO

Da Amarilli Settantatre

il 4 novembre 2014

Per l’ultima volta (ma davvero?) ritorniamo a Fine del Mondo e al meraviglioso duo della J & J Investigations. Per l’occasione le autrici sono più magnanime e si decidono a offrire un vero squarcio su entrambi i passati, anche se con molta esitazione, in punta di piedi, con una sorta di comprensibile pudore verso due creature che hanno sicuramente amato molto e a cui hanno fatto dono di un’anima che va oltre la pagina e che continua a persistere. Anche dopo la parola “fine”.
Io dall’inizio dei quattro racconti aspettavo una rivelazione, al di là degli ambigui giochi di sguardi, e ora mi ritengo pienamente soddisfatta. Dirò di più. Al di la dei singoli interrogativi che qui trovano risposta, è stato su un particolare “credo di amarti” che il mio cuore ha fatto una capriola e ha proseguito a rischio tachicardia. Perché comunque temevo sempre il peggio, la coltellata dopo l’euforia. E invece c’è una conclusione eterea come tutto era iniziato, notturna, soffusa, tremendamente romantica.
Grazie per aver creato Jonas e Jericho, grazie per aver trasfuso il fumo e le nebbie di Londra tra le righe, grazie per aver sognato e aver lasciato condividere agli altri i vostri sogni. Il che non è cosa da poco.

 

5,0 su 5 stelle

Tripudio di emozioni

Da S.G.B.

il 3 novembre 2014

(potenziali spoilers)
Ufficialmente non riesco più a decidere quale sia il mio preferito, il che significa che sono completamente innamorata di questa serie. Ma di quest’ultimo capitolo ci sono alcuni capitoli che ho riletto almeno un paio di volte ciascuno per equità. Sono stati l’evoluzione non banale della storia fra J&J, il passato che ritorna crudele e prepotente, magari anche l’atmosfera natalizia a farmi sentire emotivamente coinvolta con le sue storie.
Non ci sono personaggi banali e né vie di mezzo: o li ami o li odi; e per alcuni valgono entrambe le cose. Non c’è spazio per figure tiepide.
Il “mostro” della storia è la personificazione dell’egoismo folle e vendicativo di cui tutti avremmo paura anche solo per averlo percepito per un attimo. Ciò che mi piace è l’assenza di un buonismo totale. Per risolvere i problemi alle volte ci si deve sporcare le mani. Perché il fine giustifica i mezzi? Sì.
Il mio pezzo preferito? la chiacchierata in salotto fra Jericho, Jonas e Desiderio, nel quale la verità è protagonista e mette alla prova i due protagonisti.
Il finale se non il classico happy ending ci si avvicina senza esagerare e senza perdere quell’atmosfera di precarietà che circonda i personaggi, che sarebbe risultata innaturale, e che lascia aperta una finestra verso mille possibilità.
Bellissimo.

 

5,0 su 5 stelle

Emozione Pura!

Da LIDIA O.

il 31 agosto 2014

Recensione BLOG IL RUMORE DEI LIBRI
Io amo, stra amo questa serie. Ho aspettato con ansia l’arrivo di questo quarto capitolo. Finalmente Jericho e Jonas, sono di nuovo nelle mie letture. Ho letto il libro prima di andare in vacanza, ma solo ora ho avuto il tempo di inserire la recensione.
Come sempre la nostra Londra vittoriana, da sfondo a una nuova indagine che porterà i nostri investigatori, a indagare su omicidi di giovani uomini prostituti. Ancora una volta seguiremo le avventure scorrendo i paesaggi della città per bene e la città misteriosa dei bassi fondi della Londra nascosta.
Il passato ritorna a bussare alla porta della ditta J&J. Un passato che fa soffrire, che imprigiona le due anime in terribili sofferenze. I flashback del passato di Jericho, fanno male, io stessa ho sofferto per lui perchè sono legata a questi due personaggi come se fossero reali, come se fossero vicini a me alla mia vita.
I fantasmi del passato entrano prepotenti nell’angoscia sempre viva del nostro medium e del suo amato investigatore. In Natale di tre anni prima, incontro, la sofferenza, l’angoscia che ha sempre unito queste due persone, si esprimono in questo bellissimo quarto episodio che lascia senza fiato.
I personaggi crescono, diventano più saggi, diventano parte di un’ultima misteriosa trama che ti tiene incollata allo schermo perchè è la fine, tutto si svela, tutto diventa limpido e più chiaro.
Anche stavolta le due autrici ti immergono in un’emozionante capitolo. Io adoro il loro stile. Sono una fan di Victorian Sostice dal primo scritto. Sono emozionata lo ammetto. Un finale da batticuore che lascia aperta una dolce speranza, una tenera emozione che ti scorre nel sangue, che ti marchia a vita, che ti mancherà perchè senza non riesci più a stare.
Lo so che è l’ultimo capitolo, ma io spero in qualcosa, in un altro pezzetto, in un piccolo cenno che mi lasci ancora delle emozioni così forti da rimanere con fiato sospeso.
La coppia J&J rimarrà sempre nel mio cuore, rimarrà la coppia più bella, affascinante, turbolenta che abbia mai letto.
Corella e Soprani mi hanno un’altra volta stupita. Vi adoro e per questo non potete lasciarmi senza i miei adorati Jericho e Jonas. Non ve lo permetto! Datemi ancora un altro po’ di emozioni…

 

4,0 su 5 stelle

Fantastico

Da Cristina Barone

il 31 agosto 2014

Il quarto episodio della serie non mi ha deluso assolutamente.
Se vi piacciono i gialli ben scritti, le atmosfere gotiche della vecchia Londra e l’epoca vittoriana, questo romanzo fa per voi.

 

5,0 su 5 stelle

Stupendo

Da GoblinL

il 26 agosto 2014

Con l’ultimo capitolo dei VS, Corella e Soprani hanno dato il meglio di loro stesse.
Non tanto per il “caso” in sé, interessante comunque, quanto per le relazioni tra i protagonisti e per gli scorci sul loro passato.
Devo dirlo, alcune parti sono strazianti e mi hanno dato quasi un dolore fisico, ma c’è qualcosa di meglio, dico io, quando si legge un libro, che non la partecipazione emotiva totale che alcuni ti sanno regalare? Sia Jericho che Jonas hanno un passato alle spalle che li imprigiona, eppure il libro ci dona una speranza, alla fine. Forse proprio la loro amicizia riuscirà a salvarli dai loro stessi fantasmi. E noi siamo qui a fare il tifo per loro. Mi rifiuto di pensare che non leggeremo più nulla di questa splendida coppia, quindi, autrici, datevi da fare. Il cerchio narrativo non è chiuso e i due investigatori ci possono dare ancora molte soddisfazioni e molte emozioni.

 

5,0 su 5 stelle

L’amore..

Da micino

il 21 agosto 2014

Quanto questo libro mi ha soddisfatto penso sia pari solo al desiderio che ho di leggerne altri cento!
Mi piange il cuore sapendo che questa piccola saga speciale è purtroppo giunta a conclusione, ma penso non mi stancherò mai di rileggerne i racconti. Sono scritti tanto bene che non esistono parole adatte ad esaltarli quanto si dovrebbe.
I personaggi crescono, cambiano e scoprono con te questa Londra oscura dell’epoca vittoriana, costellata di personaggi affascinanti quanto terribili, innocenti quanto spaventosi..
Per tutto il tempo ti porgono il braccio e ti tengono per mano, asciugandoti le lacrime di commozione, alla fine, proprio come due gentiluomini d’altri tempi, porgendoti un fazzoletto di seta e promettendoti che avranno sempre caro quel posto, al riparo, nel tuo cuore.
E’ uno scambio lettore-scrittrici come pochi ne esistono, come molti altri dovrebbero esistere, con una conclusione degna dell’evoluzione compiuta nei racconti precedenti.
Impossibile riportare l’emozione provata sin dalle prime pagine ed esplosa in mille altre sfaccettature nelle ultime..
Penso Jericho e Jonas resteranno sempre tra i miei personaggi preferiti.
Penso che le autrici meritino più attenzione di molti altri superpubblicati e mi impegnerò perchè ne abbiano buona parte finchè sarò in vita.
E’ un dono raro e prezioso saper emozionare così, e spero che questo loro lo sappiano..
GRAZIE GRAZIE GRAZIE.
Spero mai vi stancherete di strapazzarci così amorevolmente! <3

 

5,0 su 5 stelle

Passato, presente e futuro per J&J

Da Sily

il 8 agosto 2014

In questo episodio Jericho e Jonas indagano sugli omicidi di giovani ragazzi dediti alla prostituzione maschile. Anche questa volta si ha una connessione tra la Londra bene e i bassifondi. È un confondere la parte sana ed elegante della società con la feccia, tuttavia ciò mette in evidenza come nell’essenza i ruoli si invertano. L’eleganza esterna è una maschera della lordura interiore. La cosiddetta feccia il più delle volte è disperazione allo stato puro, è lotta alla sopravvivenza, è barattare il corpo per non morire di stenti. Purtroppo l’anima non rimane immune. È questo che ci racconta Jericho attraverso i flashback del suo passato. Una pietà inaspettata si intravede tra i protagonisti. Jericho sa, comprende, soffre per quei ragazzi, il passato torna con i suoi fantasmi e l’istinto spinge a fuggire. La pietà di Jonas è diversa. Lui è un uomo onesto, è il senso di giustizia innato che lo spinge a dare un nome a un assassino.
Il passato dei due inevitabilmente si intreccia, il presente si svela, il futuro è frutto di speranza.
I fantasmi dei Natali passati è anche una storia di amore, l’amore puro, senza barriere sociali. Può avere il volto di un giovane uomo senza speranza di redenzione e di una donna che combatte per lui contro tutto e tutti. Ha le sembianze di un buttafuori russo e di un ragazzino che ha il visto il peggio della vita. Un amore commovente, aperto a qualsiasi epilogo.
Con I fantasmi dei Natali passati un cerchio si chiude e rimane la vita con le sue incertezze, i suoi dubbi e la speranza.

 

5,0 su 5 stelle

La. Vita. E’. Una. Ferita. Lavitaèunaferita.

Da Lucia

il 7 agosto 2014

Ebbene, riapriamo la ferita…
con mano ferma e spietata si scuciono i punti, si disserrano i lembi …
“L’aria crepitava di polvere d’argento. Il Fantasma del Natale Futuro se n’ era andato, portando con sé l’atmosfera cupa della morte. Ebenezer Scrooge, in ginocchio sotto la nevicata di coriandoli, ringraziava gli Spiriti per avergli aperto gli occhi e giurava che mai più avrebbe dimenticato di santificare il Natale.”
…Rientro in Victorian Solstice.
Ritrovo le note, amate e sapienti mani che intrecciano i misteri ,gli indizi, i delitti.
“Cristalli neri di sangue rappreso fiorivano intorno alle ferite. Il freddo aveva reso la sua pelle dura e azzurra, come quella di una creatura marina. Quando i fiocchi di neve iniziarono a cadere soffici, Peter Hicks ebbe l’impressione che il cielo volesse spargere fiori su quel povero corpo.”
Con la consueta forza i cuori impetuosi tratteggiano sentimenti vividi, di sussultoria sorpresa, che scalderanno anche l’animo del più apatico testimone.
“Alice attraverso lo Specchio.
A un passo dalla luce Alice guarda dentro e lo vede. E pensa: Qualunque cosa faccia, gli spezzerò il cuore.”
E le menti… Oddio le contorte menti imbastiscono passato e presente coi fili arrotolati dei vecchi ricordi e delle nuove rivelazioni, tutto a carne viva, tutto sulla pelle di chi osa leggere, perché queste storie ti entrano sottopelle che tu lo voglia o no!
” L’irruzione prepotente di quel fantasma del suo passato e di tutto ciò che rappresentava aveva acceso nel Medium l’urgenza di agire, di tentare di frenare la corsa di quel meccanismo che stava allontanando Jonas da lui.”
Il piacere è misto al dolore in un connubio indivisibile in cui l’uno acutizza l’altro, senza soluzione di continuità.
E ancora… piu’ amarezza , e piu’angoscia, e più erotismo un groviglio di emozioni che mi ha fatto male, spesso, quando i fantasmi hanno dissotterrato le angosciose verità e mi ha consolata, a volte, nei rapporti umani sempre più stretti dei personaggi e sempre, e comunque avvinta.
“In manicomio ti portano via tutto, ma i denti no. Quelli non te li possono cavare. Hai sempre i denti, per tornare libera. Aspetterò qui, con te. Così nessuno verrà a controllare e avrai tutto il tempo.”
Allora sono io che ti chiedo “Chi sei?”
“Puoi chiamarmi Desiderio”

Lucia

 

5,0 su 5 stelle

turbine di emozioni

Da Federica

il 1 agosto 2014

Un racconto che ti catapulta in un mondo parallelo…ti senti spettatore di un mondo passato dove dominano violenza, follia, degrado, omofobia…ma a trionfare è sempre l’amore in una delle sue tante forme…
Autrici straordinarie capaci di regalare un vortice di emozioni…

 

5,0 su 5 stelle

Non ditemi che la storia di Jonas e Jericho finisce qui…

Da Babette Brown (legge per voi)

il 29 luglio 2014

[….]
E così il vero miracolo di quel Natale era vedere Jericho Marmaduke Shelmardine seduto nella platea di un teatro a tre anni esatti dalla morte di Christophe Safire, avvenuta sul palco del Drury Lane. Probabilmente nessuno tra i gentiluomini e le gentildonne che affollavano l’Alhambra poteva rendersi conto della portata di quell’evento. Ricordavano ancora il Mago scomparso, certo. Come dimenticare? Ma nessuno ricordava Jericho. Nessuno sapeva che erano morti in due, quella sera.
Il primo incontro con la prosa barocca di Corella e Soprani è travolgente: una lingua così ricca e sonora, quasi una musica. Ecco, il racconto si dipana come una partitura musicale. I personaggi sono le note e l’estrosa penna delle autrici li fa muovere sul pentagramma in una danza di sofferenza, d’amore e di morte.
Ombre con la maschera, maschere che si nascondono nell’ombra. Nulla è come sembra in questa storia sofferta e malinconica.
La soluzione dell’enigma porta una momentanea serenità, ma il dolore è sempre dietro l’angolo. Non ha fretta. Può aspettare.
Bellissimo. Straziante.
Maestoso e inesorabile, il Big Ben batté la mezzanotte. Uno, due, tre. Dodici. Era il Natale milleottocentonovanta. Erano tre anni che Cristophe Safire era morto. Tre mesi da che Jericho Marmaduke Shelmardine aveva conosciuto Jonas Marlowe.
“Va tutto benissimo!” Jonas sorrise a Jericho, mentre gli invitati dell’Alhambra sollevavano i calici e brindavano al Natale. Lo scoppio di un Christmas Cracker fece girare molte teste. Poi un altro e un altro ancora. Una salva festosa in mezzo a un fiorire di coppe di champagne Pommery.