C’era una volta un uomo che aveva sei figliuoli, tre maschi e tre femmine; e siccome era un uomo che sapeva il vivere del mondo, non risparmiò nulla per educarli e diede loro ogni sorta di maestri. Le sue figlie erano bellissime: la minore soprattutto era una maraviglia, e da piccola la chiamavano la bella bambina, e di qui le rimase il soprannome di Bella.
Questa figlia minore, oltr’essere la più bella, era anche la più buona delle altre.
Maurice sorrideva alla giovane Gwendoline, un sorriso discreto, rivolto a lei e a lei sola.
Il sorriso intimo eppure irreprensibile, riguardo al quale nessuno avrebbe potuto insinuare nulla di malizioso o sconveniente.
Il sorriso di Shahryar a Scheherazade.
Del cacciatore a Biancaneve.
Del lupo a Cappuccetto Rosso.
Eppure, inequivocabilmente, un sorriso.