Victorian Vigilate a Libri a tutto Vapore

Victorian Vigilate a Libri a tutto Vapore

Da Cronaca Comune

Una serata dedicata alla letteratura e alle atmosfere ‘steampunk’, con letture, musica, figuranti in costume vittoriano e un’esposizione di invenzioni di ingranaggi e bulloni. L’appuntamento con ‘Libri a tutto vapore’ è per venerdì 8 febbraio 2019 dalle 21 alla biblioteca comunale Ariostea (via delle Scienze 17, Ferrara), eccezionalmente aperta per l’occasione in orario serale. L’iniziativa, organizzata dalla Compagnia del Libro di Ferrara e dall’associazione culturale Steampunk Nord-Est, prevede un tour in tre tappe, tra Sala Riminaldi, Tomba di Ariosto e Sala del Falcone, con letture dedicate ai tre periodi storici del genere letterario dello ‘steampunk’.
Parteciperanno gli scrittori Federica Soprani e Vittoria Corella (Victorian Vigilante) e Alastor Maverick (Steambros Investigations). Per la Compagnia del libro interverranno con analisi e letture: Eleonora Pescarolo, Stefano Poledrelli, Sara Suzzi, Enrico Neri, Elisa Orlandini e Alberto Amorelli.
La serata è aperta liberamente alla partecipazione di tutti gli interessati.

LA SCHEDA a cura degli organizzatori
Una serata ammantata di vapore e di figuranti vittoriani per la prima iniziativa dedicata alla letteratura Steampunk, una corrente letteraria e artistica che introduce elementi di fantasia o fantascientifici all’interno di uno stile ottocentesco. Quello della Steampunk è un mondo anacronistico nel quale strumenti “moderni” sono ancora azionati da vapore e ingranaggi. Lo Steampunk si ispira alle opere di Jules Verne, H.G.Wells e anche di scrittori moderni. Le storie steampunk descrivono un mondo ucronico in cui tecnologia e strumentazioni vengono azionate dalla forza motrice del vapore (steam in inglese) e l’energia elettrica torna a essere, come nella fantascienza ottocentesca, un elemento narrativo capace di ogni progresso e meraviglia; dove i computer sono completamente meccanici, o enormi apparati magnetici sono in grado di modificare l’orbita della Luna. Un modo per descrivere l’atmosfera Steampunk è riassunto nello slogan “come sarebbe stato il passato se il futuro fosse arrivato prima”.
Ad aiutare la Compagnia del Libro a decodificare questo mondo saranno presenti esponenti dell’associazione culturale Steampunk Nord-ESt che animeranno la serata, con apertura straordinaria della biblioteca Ariostea a partire dalle 21, con costumi, invenzioni e atmosfere partorite da quell’Ottocento immaginifico e fantastico che è la culla di questo genere letterario. Le sale della biblioteca Ariostea ospiteranno anche letture e consigli di lettura prettamente Steampunk, alternate a brani musicali.

Lo Spettro di Nebbia

Lo Spettro di Nebbia

Di che sostanza sono fatti i fantasmi? Alcuni non sono che eco dolenti, brandelli di nulla fluttuante  rapiti alle ombre di un vecchio castello. Altri sono rabbia crepitante, odio dirompente, un buio che consuma se stesso in un’eterna notte e brucia tutto ciò che tocca. Altri ancora sono sospiri dolenti, che raccontano di vite non vissute, o di un amore troppo grande e forte perché la morte possa esserne la fine.
Lo Spettro di Nebbia è fatto di acciaio. In molti sono convinti che sotto le pieghe del mantello non vi sia che metallo coperto da metallo, uno scheletro freddo rivestito di cavi lubrificati da pompe oleose, agitato dalla mano di un abile giocattolaio nascosto nell’ombra.
Lo Spettro è un uomo che non c’è, è l’eterno assente. Qualcuno per il quale il posto a tavola è stato lasciato molti anni fa, e da allora è rimasto vuoto, in un’inutile attesa. Non appartiene a nessun luogo, le leggi del tempo degli uomini non lo riguardano. Ma così è giusto che sia, così deve essere.
Il mondo ha un bisogno disperato di eroi, ne ha sempre avuto. Eroi oscuri, com’è oscuro il mondo, figli di un crepuscolo fumoso, che fanno quasi più paura dei criminali che sono chiamati a fermare. Vigilano nella notte, come sentinelle silenti, combattono nelle tenebre senza sapere se meriteranno la luce. Perché qualcuno lo deve fare.
Lo Spettro pattuglia le notti londinesi, veglia sul sonno degli innocenti. La sua maschera è l’incubo dei malvagi, l’ultima speranza di chi ancora crede nella giustizia. Cosa ci sia dietro di essa non ha importanza. Non si può stringere tra le braccia un ideale, imprigionare un’aspirazione assoluta in un legame terreno. Lo Spettro non appartiene a nessuno. Neppure a se stesso.

Lo Spettro era assenza. Assenza di espressione, il volto che scompariva dietro il metallo decorato con spirali e ghirigori, a metà tra il feticcio africano e la ieratica e terribile vacuità delle maschere veneziane. Assenza di gravità, perché, a dispetto dell’altezza e dell’imponenza, si muoveva con leggerezza sconcertante e senza rumore, come le falene che accompagnavano la sua venuta. Si diceva che sotto gli abiti neri indossasse una corazza, o addirittura che il suo corpo fosse fatto d’acciaio. Più di un testimone giurava di averlo visto rialzarsi dopo essere stato crivellato da colpi di pistola, dardi e perfino fendenti di spada, come se niente fosse accaduto. E ciononostante riusciva a volare da un tetto all’altro, scalare le pareti come una lucertola, col solo ausilio delle mani, agile e silenzioso come un refolo di vento.
Assenza di umanità, perché in molti erano convinti che non fosse un uomo, che sotto le pieghe del mantello non vi fosse che metallo coperto da metallo, uno scheletro d’acciaio rivestito di cavi lubrificati da pompe oleose, agitato dalla mano di un abile giocattolaio nascosto nell’ombra.
Si muoveva silenziosamente lungo la fiancata della nave, seguendo il suono della distruzione.