William Gerald Cadogan, Tenente dei Flying Corps & Virginie Safire, agente segreto impiegato dalla ‘Buona Morte’ del Conte di Cadogan
Edwardian Solstice
Ypres, Belgio – 1915
“Il est un prêtre pour vous”
Perfino la dolcezza del francese svanisce nella bocca del soldato tedesco. Sembra che quella gente non sappia pronunciare nemmeno una parola senza conferirle un’asprezza che non ha ragione d’essere. Ma il fatto che si sforzi di parlare in una lingua che il prigioniero possa comprendere è apprezzabile. Quest’ultimo solleva appena il capo. Sostiene con la mano la fronte fasciata, come se quel semplice gesto gli costasse fatica. Sotto la frangia corvina che gli ricade sul volto gli occhi lucidi di febbre sembrano frammenti di giada sotto il pelo dell’acqua.
Il prete entra, con passo marziale, come ci si aspetta da un prete soldato tra i soldati. È straordinariamente giovane, ma da quando il mondo è impazzito la gioventù non è più un alibi per nessuno, tantomeno per Dio. Ma la sua giovinezza è il meno. Per un attimo, gli occhi del prigioniero si dilatano per metterlo a fuoco. Non ha mai visto un prete così bello. Comprensibile che lussuria e perversione siano così diffuse tra i papisti! Come si fa non essere tratti in tentazione da creature simili?
“Come ti senti figliolo?”
Il prete-bello parla un francese perfetto. Le parole sbocciano come fiori dalle labbra velate da un accenno di baffi biondi che non ne celano del tutto il turgore roseo.
Il prigioniero stringe le labbra. Quando risponde la voce gli esce dalla gola come un gemito appena udibile.
“Bene. Grazie per essere venuto, padre.” Buffo chiamare ‘padre’ una creatura del genere. Lo indovina esile sotto la tonaca, al di sopra della quale indossa un informe cappotto militare con le insegne del suo servizio.
Il soldato di guardia viene invitato ad andarsene da un’occhiata perentoria del cappellano. La sua presenza non è solo superflua, ma inopportuna. Dopotutto il prigioniero francese ha diritto di confessare i propri peccati, prima di incontrare il proprio destino.
Lascia che il prete si sieda accanto a lui e lascia la cella, chiudendo la porta alle proprie spalle.
Ed eccoli soli, seduti sulla paglia sporca, il capo d’oro del sacerdote accanto a quello bruno e impolverato del pilota catturato.
“Siete pronto per raccogliere i miei peccati, padre?” domanda quest’ultimo in un sussurro. Possibile che, sotto l’odore acre del sudore e della polvere da sparo, la pelle del prete profumi di fiori? Non era la pelle degli angeli a profumare di paradiso?
“Non ho bisogno di ascoltare i tuoi peccati, figliolo. Li conosco già tutti”
La risposta sorprende il prigioniero al punto che non si accorge neppure che è stata formulata in inglese. La sua vera lingua.
“E dunque perché siete qui, se non per preparami alla morte?” bisbiglia, ancora in francese, perché ancora non sente di potersi fidare di quella strana creatura che sembra rubata a un libro sulle fate.
Le labbra del prete si socchiudono svelando un sorriso di perla.
“Oh, la morte è spesso sopravvalutata, Milord. Sono qui per farvi resuscitare, piuttosto. Siete pronto a un miracolo?”
William Gerald Cadogan, futuro settimo Conte Cadogan e futuro Marchese De Secondat, non risponde nemmeno. Almeno su una cosa lui e il ‘prete’ sono d’accordo. La morte è spesso sopravvalutata.
(Federica Soprani)
On the fourth day of Christmas
my true love sent to me:
4 Calling Birds
3 French Hens
2 Turtle Doves
and a Partridge in a Pear Tree

Molto, molto bene. Mi piacciono quelli che sono “altro” rispetto a quello che dicono di essere, specie se si scopre che sono sicari o personcine a modo del genere.
Però, che tortura…
Piace ^_^ voglio ancora!!!
Oh bene, l’ho già detto, ma non mi costa niente ripeterlo. Queste schegge, questi esercizi di stile mi piacciono. Ma… c’è sempre un ma. Sono un antipasto? Sono qualcosa che produrrà qualcosa? O sono lì, come fiori recisi, belli -bellissimi- e destinati a non dare frutto?
abbiamo tutte questi personaggi e le loro storie discretamente chiare in testa, visto che sono letteralmente ANNI che ce le raccontiamo aggiungendo sempre più particolari, sempre più dettagli, svolte e sviluppi. Tutti a VS hanno ‘eredi’ nell’ES (Edwardian Solstice) e tutti travolti dal massacro detto Grande Guerra. Io personalmente mi sto documentando come una matta su questi anni terribili leggendo molti testi al riguardo e chiedendo lumi ai parenti sui miei bisnonni. Io non sarei io se non ci fosse stata la Prima Guerra (e voi direte: MAGARI, sta stronza), avrei un altro nonno, ma il bisnonno designato fu centrato da una granata austriaca prima di procreare mio nonno e mia bisnonna ne sposò il fratello (così usava). Matrimonio chiaramente infelice e tragico. Per questo ho una marcata ‘penchant’ per il TRAGICO. Tornando all’ES: speriamo tanto di poterlo mettere su carta, ma occorre tempo e tranquillità e pare che queste ci siano negate (a entrambe) per il momento. Il guaio di scrivere per la GLORIA e non per i soldi.
Ohhhh Dio forse tra tutte le schegge questa è quella che mi ha lasciata più sospesa! Aaah non potete lasciarci cosiiiì! ci dovete delle spiegazioni, un continuo.. QUALCOSA PLISS! no davvero! Mi avete catturata ancora più del solito! (e sbaglio o mi ricorda un poco un’altra scena simile, almeno inizialmente, da lei scritta? :P) Maledette.. odi et amo! E davvero, questi personaggi nuovi mi stanno conquistando uno per uno! aaaaaaah…aaaaaahncoraaaah!