Valentina Casanova, assistente del Mago Safire & Briar Krane, Impresario del Drury Lane Theatre
Victorian Solstice
Drury Lane theatre, camerini – 1887
“È permesso?”
Briar Krane atteggia le labbra a un sorriso da manuale mentre apre la porta del camerino senza attendere risposta. Ha imparato molto tempo fa che i sorrisi sono come chiavi, capaci di aprire molte serrature. Sono anche veleno e pugnali, schegge acuminate che affondano nella carne in ferite spesso letali. Pericolosi i sorrisi, un’arte raffinata e preziosa che è meglio saper padroneggiare per sopravvivere in certi ambienti. Londra è un campo di battaglia che richiede armi adeguate per essere calcato. Una jungla impervia e misteriosa nella quale non è raro imbattersi in fiere splendide e letali, come la fanciulla che ora lo guarda nella grande specchiera del mobile da toeletta.
“Sono inopportuno, Mademoiselle Casanova?” domanda, ma non vi è traccia di dubbio nel suo tono, non vi è alcuna, effettiva scusa. Briar Krane non può essere inopportuno nel proprio teatro.
La bocca di Valentina Casanova è un enigma sul quale dozzine di esimi studiosi spenderebbero ben volentieri sforzi e intelletto. La linea di quelle labbra potrebbe riscrivere la storia di tutte le storie. L’arco di Cupido saprebbe scoccare più di una freccia mortale, e di certo lo ha fatto, più di una volta. Si potrebbero scrivere sonetti su una bocca come quella, ma Briar è più uomo di mondo che poeta, e conosce abbastanza le donne per intuire che di tutti quei voli pindarici e quelle svenevolezze da cicisbei Valentina Casanova non saprebbe che farsene.
La ragazza che lo fissa nella cornice dello specchio, aureolata da un volo di cherubini paffuti e serti di rose e foglie d’oro, è il sogno proibito di una bambola francese, una cortigiana nel senso più arcaico e onesto del termine. Del resto gli antichi sapevano chiamare le cose col loro nome e ‘puttana’ non era necessariamente in insulto…
“Champagne?” domanda, per nulla scoraggiato dal silenzio che preme dietro le labbra arricciate della bambola. E finalmente il broncio di zucchero si scioglie in una smorfia golosa e compiaciuta e gli occhi dalle lunghe ciglia valutano il giovane impresario con nuovo interesse.
La bottiglia di Pommery appare come per magia. Del resto anche Briar ha i suoi trucchi, anche se meno entusiasmanti e spettacolari di quelli del grande Safire!
Mentre riempie due calici avverte lo sguardo di Valentina soppesarlo. Forse sta solo studiando in quale punto sia più efficace affondare le zanne. Lui non pare farci caso. Mai mostrare a una creatura simile la propria paura.
“Il camerino è di vostro gusto, Mademoiselle? C’è qualcosa che è in nostro potere fare e che non è ancora stato fatto per rendere il vostro soggiorno qui piacevole?” s’informa premuroso. Solleva il calice nella sua direzione in un muto brindisi. Ma l’impresario del Drury non si muove per accertarsi che gli artisti non abbiano rimostranze. Altri sono deputati a quello scopo. L’impresario del Drury è un padrone di casa sollecito e magnifico, ma non è un tirapiedi. Valentina lo sa, e le parole che pronuncia da dietro l’orlo scintillante del calice lo dimostrano.
“Non siete qui per sgridarmi, Signor Krane?” Non è una domanda. Sono le fusa di un gatto, il dipanarsi vellutato delle spire di un serpente. Valentina Casanova è contrita come una bambina che si informa riguardo la propria punizione dopo aver strappato le ali a un cardellino, ferma nella propria certezza di non aver fatto alcun male.
“Ma no, che dite, Mademoiselle?” Briar ride come polvere di diamanti, ma nei suoi occhi c’è un brillio duro e freddo che non sfugge alla sua ospite.
“Non era mia intenzione pungere Miss Fallon – pronuncia quel nome come se bestemmiasse – con lo spillone. Non mi ero nemmeno accorta che fosse dietro di me mentre sistemavo il cappello.”
È una pessima bugiarda, o forse, semplicemente, non si sente in dovere di sforzarsi a mentire. Sa di essere intoccabile, in quanto assistente del Mago più acclamato del momento. Sa che tutto le è concesso, o quasi. Eppure Briar Krane è nel suo camerino, e nonostante l’aria scanzonata da perenne ragazzo, nei suoi occhi verdi si agitano tacite e oscure minacce.
“Ne sono certo, Mademoiselle, come sono certo che non si ripeterà più una simile circostanza.”
Lei non annuisce, ma arriccia le labbra come se stesse mandando un bacio. Briar Krane può aver sbagliato di poco a inquadrarla, ma anche lei ha una mezza idea di cosa sarebbe capace di fare l’impresario. Quando ti muovi nella jungla è meglio sapere sempre chi puoi trovarti davanti.
(Federica Soprani)
On the third day of Christmas
my true love sent to me:
3 French Hens
2 Turtle Doves
and a Partridge in a Pear Tree

Sempre odiato questa donna. E quelle che hanno il Frejus fra i denti non mi piacciono nemmeno come aspetto. Però anche qui ce ne sarebbe da scrivere… FATELO!
anche a me non è per niente simpatica questa qui, però, dai, la prendiamo lo stesso, ma solo perché siete voi 😉
Salve a tutte,
Salve LuciaG,
Spezzo una lancia suI “Frejus” (definizione molto carina) di Valentina, trovo molto appropriato aver messo una piccola tara a tanta belta’.
Per quanto riguarda il suo atteggiamento, come diceva Jessica Rabbit “”Io non sono cattiva; è che mi disegnano così.”
per quel che mi riguarda, da autrice di questo personaggio, apprendo e comprendo come questa donna abbia una complessità d’ombra che non tutti colgono. Chapeau a una nostra player storica di VS che invece decretò: il vero cattivo di questa storia è il Mago. Jericho è vittima e Valentina, in quanto donna, è vittima due volte.
e aggiungo anche la “Moglie di Bath”:
I had a gap in my front teeth, which is the sign of Venus and lust.
God, I was a
horny one, young and beautiful and rich and, at least according to my husbands,
the best piece of ass around. There’s no doubt that everything I have comes from
Venus and Mars: Venus gave me my lust and Mars my practicality.
Mi piace da morire come Briar riesce a tenerle testa, è riuscita quasi ad essermi simpatica in questa scheggia, la nostra gattina arrogante. Ancora una volta avete dipinto il camerino quasi fosse attorno a me.. E questa insolita lunghezza mi ha (quasi) soddisfatto del tutto, grazie ragazze..