Jonas Marlowe & Jericho Shelmardine

Victorian Solstice
Fine del Mondo, 1891

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Persino nel sonno percepì la sua presenza nella stanza. Dopo mesi aveva imparato a riconoscere quel filo invisibile, ma ruvido e spesso come lana da ferri, che si era dipanato fra di loro. La distanza lo tendeva, mettendo alla prova le pareti cave del suo cuore e la materia del suo essere.
Spirito, gli aveva dimostrato la verità dello spirito, legando un semplice filo di lana grezza intorno alla sua anima. Affermava potente l’esistenza di Altro e di Altrove solo allontanandosi, solo chiudendosi in un qualche genere di silenzio. Non-parole vuote come bolle di sapone iridescenti che trascinavano la sua anima per la stanza come un aquilone rotto.
“Che succede? Stai male?” Jonas cercò il vetro del lume sul comodino. Quando ne avvertì il gelo sotto le dita, Jericho parlò: “Se accendi la luce, lui tornerà.”
Di nuovo indovinelli. Gli enigmi di Jericho a Mezzanotte. Voce fatta con un soffio d’anima.
“Chi tornerà?”
Lo sentì muoversi per la stanza, l’assito cigolare leggero sotto i suoi piedi scalzi. Vedeva il bianco della sua camicia da notte. E più su l’ovale del volto senza lineamenti, confusi nella mezza tenebra.
“Lo sai chi. Lo sai benissimo chi. E’ stato qui. L’ho visto.”
Jonas parlò al buio: “Sognavi. Desiderio è morto. Ricordi?”
Jericho rispose: “I morti mi parlano, ricordi?”
Pausa.
“Non ho mai visto uno come lui, nel suo ‘dopo’. Erano tutti a metà strada. Erano confusi, recalcitranti. Lui è arrivato di là. Lui ritorna da un posto orribile.”
“Sciocchezze.”
“Non posso permettere che un dannato mi tocchi. Tu non capisci.”
Jonas sospirò: follia, Jericho stava forse impazzendo. Forse era stato tutto troppo per lui. Quel Natale, quegli ultimi mesi.
“Lascia che accenda il lume.”
“Lascia che ti dorma vicino.”
Nuova pausa.
Poteva mandarlo via. Poteva riderne, dirgli che era un bambino.
Disse solo: “Bene, chiudi la porta. Non siamo soli in casa, lo sai.”
“Non lo siamo mai, ma non lo vuoi ammettere.”
Sentì il letto cigolare. Lo sentì stendersi, allungare le gambe, tirare le coperte.
“Ti facevo più coraggioso…” azzardò Jonas.
Jericho si limitò ad accoccolarsi contro il suo fianco: “I mortali sopravvivano felici nell’ignoranza dell’inferno. Ma non tutti sono così fortunati.”
Jonas allungò un braccio, la mano posata sul petto del compagno. Avvertì il cuore battere come una campana dei pompieri.
“Non puoi aver davvero paura.”
Eppure lo sentiva tremare.
Jericho gli afferrò la mano: “Andrai in pezzi contro il muro della verità. Siamo mortali e dopo di questo c’è Altro.”
Jonas fece per ritirare la mano, ma Jericho la trattenne, la tirò verso di se: “Un bacio” chiese.
“No”
“Un bacio, Jonas.”
Immobili nel buio. Poi il letto cigolò: “Va bene.”

 

(Vittoria Corella)

 

On the eleventh day of Christmas
my true love sent to me:
11 Pipers Piping
10 Lords a Leaping
9 Ladies Dancing
8 Maids a Milking
7 Swans a Swimming
6 Geese a Laying
5 Golden Rings
4 Calling Birds
3 French Hens
2 Turtle Doves
and a Partridge in a Pear Tree