George, Lord Cadogan e Signore della Buona Morte & Beatrix, Lady Cadogan, sua moglie
Victorian Solstice
Bauli. Valigie. Altri bauli. Tutti col Drago inciso sui lucchetti, impresso sul cuoio. Sul fianco panciuto della carrozza dallo sportello aperto. Ora se ne va – pensava Milady, attraversata da mille raggi di sole come i dardi attraverso la carne di una santa. La polvere danzava nella luce, danzava intorno. Sembravano briciole d’oro. Ora se ne va – e lui usciva dall’ingresso principale. Giacca abbottonata, una grossa sciarpa annodata, da cui emergeva quel suo naso, quelle sue guance magre. Spalle a punta, zigomi taglienti, appuntito. Aveva un figlio fatto di punte ormai, un’anima rotonda che ha rinunciato e ha cresciuto spine. “Dovresti fermarlo. Sei ancora in tempo.” Bisbigliò Beatrix contro la finestra. Il vetro del finestrone non si appannò. Milord non alzò neppure la testa dalla scrivania. Continuava a scrivere. “Basta una tua parola, e ritroverà la strada” continuò Milady, la pelle come latte di fata, come certe statuine di zucchero nelle vetrine dei pasticceri. Il pennino d’oro graffiava. Era l’estensione di un’unghia, di un artiglio e feriva la carta. “Smetti di scrivere” chiese lei. Crrr-crrrr-crrr. Correva la punta dorata intrisa di nero. “Alzati, scendi le scale, vai di sotto. Hai ancora tempo” Niente. Nessun cambiamento. Lei non fece nessun rumore, raccolse le gonne del suo abito da sposa e raggiunse suo marito. Ma lui continuò a scrivere. Non poteva vederla. “Non vedrai mai più tuo figlio, se non lo fermi ora” sussurrò il fantasma sulla spalla dell’uomo “ma io ci sarò, laggiù, quando tutto sarà perduto. Sarò io a consolarlo. Riparerò ai tuoi errori.”
Allora lui alzò la testa, come ispirato. La frusta schioccò, la carrozza partì cigolando.
Il fantasma piegò la testa e uscì dalla stanza.
(Vittoria Corella)
On the first day of Christmas
my true love sent to me:
A Partridge in a Pear Tree

cominciamo con un magone grosso come una casa, eh? Va bene così, con voi due, lo so. Una domanda: perché il fantasma veste con l’abito da sposa?
perché nella storia (infelice) di questa donna, il momento in cui tutta la sua vita è stata decisa è stato il giorno delle sue nozze. Come per molte donne vittoriane, comunque.
(Vittoria)
Ok.. Io ho il magone. E’incredibile, una parte del mio cervello sapeva che era un fantasma, un’altra sperava potesse stringergli quella spalla e risvegliarlo dal sogno della scrittura per farlo correre di sotto. E’ un magone positivo però.. come mi emozionate voi, anche se con poche righe, pochi altri..pochi altri, davvero! Grazie
Beatrix è stato il mio primo personaggio in assoluto: inutile dire che da moglie di Lord sottomessa e addomesticata ha intrapreso una spirale discendente verso il drammone a metà strada tra l’Harmony e il romanzo storico in stile Philippa Gregory. E più andava avanti, più drammi si affastellavano sulle sue (mie) esili spalle incorsettate.
scontato ma vero: grandi personaggi portano grandi sofferenze. però hai reso questa spirale molto reale. soffri con lei, speri con lei..
Oddio è tristemente meraviglioso. Quanto può essere blla Mamma Beatrix?