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Intervista doppia su I miei sogni tra le pagine

INTERVISTA DOPPIA A VITTORIA CORELLA E FEDERICA SOPRANI, AUTRICI DELLA SERIE “VICTORIAN SOLSTICE”

Cari lettori,
qualche tempo fa avete potuto leggere la recensione molto positiva ai primi due episodi della serie VICTORIAN SOLSTICE di Vittoria Corella e Federica Soprani (http://www.victoriansolstice.it ).
Le due scrittrici (assolutamente spassose, come potete rendervi conto leggendo) hanno gentilmente accettato di rispondere a tutte le curiosità che mi sono venute in mente su Jericho Marmaduke Shelmardine, Jonas Marlowe, le loro investigazioni e il loro mondo bizzarro.
Preciso che, essendo un’intervista a tre voci, ho cercato di evidenziare chi parla, in modo da evitare confusione tra domande e risposte.
Inoltre, se, dopo aver letto l’intervista che segue, sarete ancora curiosi, vi consiglio di guardare l’incantevole video ufficiale http://www.youtube.com/watch?v=wC0WJ6p_tms e la pagina PINTEREST con tutte le ‘ispirazioni’ della serie http://www.pinterest.com/victoriansolsti/boards/.
Ciao Federica e ciao Vittoria, benvenute nel salottino del nostro Blog I miei sogni tra le pagine!
La vostra serie “Victorian Solstice”, che dovrebbe essere composta da quattro episodi, è giunta alla pubblicazione del secondo episodio ed il terzo dovrebbe uscire nei prossimi mesi. 
Prima di tutto, com’è l’esperienza di scrivere a quattro mani? Vi trovate insieme, in un luogo di particolare ispirazione, o il vostro è uno scambio a distanza, per cui ciascuna lavora su un personaggio in particolare e sviluppa solo determinati contesti?
VC: separate come Michelle Pfeiffer e Rutger Hauer in Lady Hawke, il nostro crepuscolo è il web. A parte gli scherzi, io vivo a Riccione e Federica vive a Parma. Quando decidiamo di scrivere qualcosa insieme, ci accordiamo su uno scheletro narrativo, poi una delle due comincia e scrive finché può, quindi passa il file all’altra. Di solito cerchiamo di muovere ognuna i propri personaggi (per esempio, Jonas è roba mia), ma a volte una muove i personaggi dell’altra e viceversa. Nonostante le diversità, riusciamo ad essere molto affiatate. Incredibile!
FS: Magari!! Se Vittoria ed io vivessimo nella stessa città probabilmente il nostro rapporto letterario e umano si sarebbe già infranto da anni. Abbiamo dei luoghi di particolare ispirazione, sì, ma tutti nelle nostre teste. Credo che la cosa davvero sorprendente sia che riusciamo ad arrivarci insieme. Ormai siamo talmente in sintonia da riuscire a scambiarci i personaggi con una certa facilità, anche se di solito ciascuna si occupa dei suoi. Ti dirò di più, se io le dico “Mi piacerebbe un personaggio così e così” lei me lo confeziona su misura in un baleno. E’sempre Natale! Sono una donna molto, molto fortunata 🙂
L’ambientazione che avete scelto per i vostri racconti è quella di una Londra vittoriana molto oscura, decadente e sensuale. C’è qualche motivo alla base di questa scelta? Trovate che l’epoca di Jack lo squartatore ben si presti all’atmosfera noir-gotica (se mi passate la definizione) di cui avevate bisogno?
VC: una caratteristica in comune che abbiamo è l’anglofilia. Inglese è bello e Londinese è meglio. Londinese del diciannovesimo secolo, con l’uso del voi e le giacche eleganti è il top. E poi una volta una mia cara amica disse: “Ogni tanto, una donna ha semplicemente bisogno di leggere di gente che si da del voi prima di fare sesso”. Si riferiva agli Harmony Storici, ma lo applicherei anche a Victorian Solstice.
FS: Ho sempre subito il fascino dell’Inghilterra in tutte le sue declinazioni storiche e sociali. L’epoca Vittoriana mi affascina per i suoi apparenti ordine e rigore, che celano tutto ciò che non è consono e opportuno esternare. Io sono sempre stata attratta dai luoghi oscuri, dai territori del crepuscolo popolate da mostri. Mi piace il mondo-sotto-il mondo, quella regione non necessariamente fisica dove finisce tutto quello che non è degno della luce. Nella Londra di quel periodo ritrovo molte situazioni care al mio immaginario.
Sinora ho trovato particolarmente azzeccati i personaggi, il Medium Jericho Marmaduke Shelmardine, con questo passato pieno di dolorosi segreti, e l’Ispettore Jonas Marlowe, così concreto e perciò diffidente verso sedute spiritiche e maghi-ciarlatani. Per queste due figure avete avuto dei modelli letterari di riferimento o avevate una vostra idea di base da sviluppare?
VC: il mio modello letterario di riferimento per Jonas è Paperino. Non scherzo: ho volutamente creato un personaggio sfortunato, non particolarmente bello, fondamentalmente perdente. Di belli e strafighi nei libri ce ne sono fin troppi. Proviamo con uno più ‘umano’.
FS: Per Jericho sono debitrice a Virginia Woolf dell’altisonante cognome. Marmaduke Bonthrop Shelmerdine è un personaggio (splendido) del romanzo ‘Orlando’. A parte ciò no, non mi sono ispirata a personaggi esistenti. Jericho è l’ultimo nato di una genia di peccatori che mi segue da quando ho iniziato a scrivere, uomini consumati dal vizio, corrotti, spesso loro malgrado, dalla lussuria e dalla violenza di un mondo che non ha saputo coglierne la bellezza, ma che li ha consumati e dannati oltre ogni misericordia. Di solito uomini come questi non possono salvarsi da soli. Chissà se Jonas saprà fare qualcosa in merito… 😉
Immagino che non vogliate fare spoiler sul proseguo della trama, ma sono solo io ad essermi immaginata una certa tensione erotica sottintesa tra i due? 
VC: Hai immaginato benissimo!
FS: Ops! No, ma dico, hai visto quanto è dannatamente sexy l’ispettore?!? 😀
Potete darci qualche anticipazione su cosa attende la coppia?
VC: La J & J investigations è il baluardo dei fuori-casta londinesi, genìa che personalmente io preferisco. I nostri eroi aiuteranno quelli che normalmente nessuno aiuterebbe (zingari, circensi, prostituti maschi…)
FS: Guai, tanti, tanti guai, neanche da dire. Quei due sono catalizzatori di problemi, ormai è evidente, e la loro convivenza a Fine del Mondo si rivelerà a dir poco esplosiva. Ci saranno nuovi personaggi, naturalmente, che incroceranno il loro cammino, nuovi angoli di Londra da esplorare… sempre se ne avrete il coraggio!
Ho notato che le scene erotiche sono una costante almeno nei primi due episodi, e devo dire che le ho trovate intriganti senza essere volgar (il che è non è assolutamente scontato). C’è una di voi che è più esperta in questo particolare ambitodi scrittura? 
VC: io sono una grande amante della letteratura erotica e ho un debole piuttosto marcato per i Menage a trois. Mi sa che si nota, vero?
FS: La pervertita è lei! La pervertita è lei! Non è vero. Non ho la cultura di Vittoria riguardo alla letteratura erotica, ma l’erotismo fa parte di una storia come il sesso fa parte della vita (a meno che non si scriva di vulcaniani). Personalmente tratto questo aspetto della vicenda come tutti gli altri: se ‘vedo’ una scena che implica una certa dose di sensualità, lascio che le parole fluiscano liberamente per descriverla.
E ancora, la scelta di virare anche verso il romance m/m è stata dettata dalla volontà di raggiungere un determinato target di lettori oppure vi piaceva semplicemente l’idea?
VC: Spesso dico che i personaggi delle mie storie fanno quello che vogliono. Anche in questo caso hanno deciso loro. Comunque l’appassionata di M/M è Federica.
FS: Non ho mai pensato a Victorian Solstice come un serie m/m. C’è l’amore in tutti i suoi aspetti, dai più delicati ai più spaventosi, e c’è il sesso, la carnalità a volte esasperata, che rende reali e tangibili desideri e incubi. Sul fatto che tra Jonas e Jericho possa nascere un legame che travalichi la semplice amicizia non pongo limiti alle possibilità. Lord Byron afferma che l’amicizia è l’amore senza ali, ma nessuno ha mai detto che le ali non possano spuntare. Soprattutto perché, non so se lo sapete, ma Vittoria è la reincarnazione di Byron.
Infine, il futuro. Pensate di dare un seguito a questa serie, magari trasformandola in un romanzo più ampio, o il progetto “Victorian Solstice” sarà limitato a questi quattro capitoli?
VC: se l’ispirazione e la forza ci assistono, amplieremo il discorso e scriveremo un romanzo in stile Ken Follett (ovvero che supera le 1000 pagine) che racconterà la nostra Londra dal 1887 al 1950. Chissà chi avrà il coraggio di editarlo.
FS: Sì, l’idea è quella. Vogliamo scrivere altri racconti su J&J, e magari ampliare il discorso creando un romanzo corale che includa anche tutto ciò che è stato prima, tutto ciò che dovrà essere. Chissà?
Avete altri progetti in corso, sia singolarmente che come coppia di autrici?
VC: per ora stiamo scrivendo l’episodio 5, non previsto dal contratto con Lite editions, per cui chissà. Io personalmente non ho alcun progetto in cantiere, per il semplice fatto che sono pigra e scrivere mi fa soffrire indicibilmente.
FS: Io ho appena pubblicato il mio romanzo storico Corella, l’ombra del Borgia, una sorta di biografia romanzata di Michele Corella, sicario umanista al servizio di Cesare Borgia, e lo sto promuovendo (ti interessa leggerlo? ;)) A parte ciò sono in uscita tre antologie tra fantasy e horror che conterranno dei miei racconti. Sto scrivendo un nuovo romanzo, La regina sognante, che indaga sulle famose ‘zone di crepuscolo’ di cui parlavo prima. Ma la mia priorità va sempre a Vittoria: non si libererà facilmente di me!

1 Comment

  1. catalgia

    Intervista molto bella, in cui ho raccolto con sommo diletto le informazioni che vi sono state estrapolate, leggerò i vostri scritti futuri con un pizzico di consapevolezza in più su di voi come singole scrittrici e non solo come un unico groviglio di mani e cervelli e organi vari, come vi ho finora immaginate ;).

    Sempre Vostra indegna lettrice
    Lucia

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