Recensione di Lara Forte per Stelle dell’Iperuranio
Due autrici ci regalano un racconto, l’inizio di una storia che promette oscuri segreti e torbidi passati tra le nebbie di una Londra vittoriana dove si consumano efferati omicidi e il bel mondo viene incantato dagli spiritisti e dai medium che in quest’epoca hanno trovato la loro età dell’oro. Immediatamente incontriamo i sue protagonisti che ci accompagneranno in questo viaggio di quattro racconti che si prospettano uno più accattivante dell’altro: Jericho Marmaduke Shelmardine affascinante Medium, i suoi poteri, le sue capacità, il suo viso fatto di angoli, labbra morbide e occhi azzurri ne hanno fatto l’uomo più richiesto nei salotti; Jonas Marlowe, giovane ispettore di Scotland Yard, lasciato ai margini delle indagini dai suoi colleghi per un accusa infondata che lo marchia a fuoco.
Questi due improbabili compagni saranno uniti dall’omicidio di un noto antropologo, Pari del regno, dilaniato all’interno della sua biblioteca e dalla ricerca di una fantomatica pupilla che l’uomo aveva accolto nella sua casa. La risoluzione del mistero di questo crimine condurrà i due uomini nei luoghi più oscuri e segreti della Londra sommersa, dove dolore e piacere si fondono, dove il laudano e l’oppio annebbiano la mente e accendono i sensi. Un mondo che Jericho conosce bene, che ha già esplorato, da cui è già stato avvinto e ha scavato in lui solchi profondi mentre Jonas alla sua prima esperienza si dimostra un uomo capace di resistere alle tentazioni, all’oblio che il piacere promette ma al quale la sua anima non vuole cedere. Alla fine la più oscura della verità si celerà sempre dietro ai desideri dell’uomo, lui stesso artefice e distruttore del proprio destino.
Questo racconto si legge in un soffio, sin dalle prime pagine è capace di trascinarti tra i vicoli della città londinese, tra i segreti che si celano dietro le tende di pizzo dei salotti mondani e dietro agli occhi degli uomini che cercano di nascondere e celare la propria storia. Sono stata conquistata dai due protagonisti così diversi all’apparenza, così distanti nel loro stile di vita, nel lavoro, nell’immagine che mostrano agli sguardi degli estranei, ma così simili perché entrambi nascondono un segreto oscuro che li accompagna in ogni passo che compiono, in ogni azione che intraprendono, in ogni pensiero che sfiora la loro mente e quando sul finale tali segreti vengono appena accennati non si riesce a non pensare “voglio sapere di più, voglio conoscere cosa ha segnato la loro vita, cosa li ha portati ad essere quello che sono”. Soprattutto la storia di Jericho quando ci viene narrata in parte attraverso i suoi ricordi, le parole usate e lo stile si differenziano così tanto dal resto del testo, da lasciarti in principio quasi scioccata, dove tutto prima era poesia e vortice di emozioni ora invece è solo cruda realtà senza filtri o veli posti sugli occhi. In questo racconto non possiamo fare a meno di essere ammaliati da Jericho, dalla sua persona, dai suoi modi, dal suo passato, da quella sottile attrazione che sembra avvolgere i due uomini. In una manciata di ore il racconto ti rapisce, ti prende, ti trascina e poi ti lascia all’improvviso, con un vuoto dentro che chiede a gran voce di essere colmato. La parte del mistero, dell’omicidio, si perde quasi, sovrastata dalla necessità di una maggiore conoscenza, una maggiore confidenza verso Jericho e Jonas. Un assaggio introduttivo di quella che si prospetta una storia capace di sconvolgere e rapire.Voto: un racconto da divorare