4.0 su 5 stelle Meshuga a chi non vi si accosta!, 7 agosto 2015
Victorian Vigilante, ovvero il carteggio di due penne intente in
minuziosi ceselli.
Perfetto lo stile immaginifico utilizzato per narrare questa storia
intrisa di inconsuete leggende dell’est, di macchine magiche e
meccanici folli.
Consona l’aura di blasfemia che ammanta il progresso e la sua giusta
amplificazione per il contesto steampunkiano.
Intrigante la trama, striata di suspanse e ardore, con un occhio di
riguardo alle catastrofiche scene che ogni mostro di spropositate dimensioni si
merita, sia che esso sia un King Kong o un Godzilla o
un Golem meccanico.
Affascinanti i personaggi, fiori del male i cui ritrosi petali si schiudono a poco a poco per mostrare i segreti che ognuno di essi cela, con un mio particolare apprezzamento per quel Malachy, la cui caparbia ostinazione del non sentirsi menomato lo ha reso degno dei miei sospiri.
Pertanto, chiudo rubando le parole a un moribondo, così come Benedict esorta nel suo ultimo respiro, anche io chiedo perentoriamente: “che non finisca”.
ingranaggioingranaggioingranaggioingranaggio