Colonnello Lance Fitzroy del King’s Royal Rifle Corps, 2ndo Battaglione & John Preston Sandhurst, Tenente presso lo stesso reggimento in India.
Victorian Solstice
Lahore, British India (Raj Britannico) – 1880
Mani nere dispongono piatti di porcellana, tazze da tè, forchette e coltelli d’argento. Dove sono i guanti? Fitzroy insiste perché il personale indigeno indossi i guanti. Hanno una pelle che non va bene – si dice – ha un brutto colore, sembrano sempre sporchi. E lo sono! Lo sono! Come osa costui toccare il mio piatto, il mio bicchiere senza guanti ?!
“Tu, dove hai messo i guanti?” Fitzroy vorrebbe prenderlo per un polso, per il bavero, ma adetesterebbe doverlo fare. Tra Fitzroy e ‘quelli’ ci devono sempre essere 30 centimentri di distanza: la misura del suo scudiscio. Non lo guarda – gli indiani sono tutti uguali. Brutti, pelle marrone, pelle sporca, lurida. Bruttissimi.
“Non ho guanti” risponde il cameriere.
“Tutti i camerieri hanno i guanti. Dove hai messo i tuoi? Li hai perduti? Li hai VENDUTI?” Fitzroy sfila lo scudiscio dai suoi stivali alti.
“Mai avuto guanti da cameriere”
Sahib, doveva dire Sahib! Gli insegneremo un po’ di educazione, a questo sporco muso nero. Gli spiegheremo bene come ci si comporta nel Club degli Ufficiali di Lahore. Fitzroy si alza: “Devi chiamarmi ‘Signore’ quando ti rivolgi a me”.
Solleva il braccio e sferra un colpo contro il cameriere. Il muso nero non arretra, al secondo colpo si fa avanti e gli blocca un braccio. Poi il braccio glielo afferra e glielo piega dietro la schiena. Ha una presa d’acciaio.
“Incline all’ira.” Commenta il cameriere “Non bene in un paese con l’80% di umidità e quarantanove gradi d’estate. Potrebbe venirvi un collasso, Colonnello. Respirate. Calmatevi. Lasciate che le cose scorrano.”
Fitzroy lo guarda in faccia, spalanca la bocca: “Ma come diavolo siete combinato, Sandhurst?”
“Spionaggio” spiega il Tenente inglese. Gli prende il fazzoletto dalla tavola e si deterge la fronte. Da marrone scuro, quel pezzetto di pelle diventa rosa.
“Ho ingannato voi, ma voi non contate. Voi non guardate gli indiani, dovrò provare il travestimento su qualcun altro. Qualcuno più attento.”
“E’ una pagliacciata, Tenente”
“No. E’ la guerra.”
(Vittoria Corella)
On the fourth day of Christmas
my true love sent to me:
4 Calling Birds
3 French Hens
2 Turtle Doves
and a Partridge in a Pear Tree

Non conosco i personaggi ma questa scheggia mi piace molto 🙂 brave fanciulle!
In effetti questa è la versione ‘exotic’ del Victorian, con le colonie e gli ufficiali e tutte quelle cose da “white man’s burden” alla Kipling che per qualche motivo mi piacciono tanto. Nutro una grande fascinazione per l’India e mi manca molto, spero di poterci ritornare presto.
Uhm… interessante. Ma questo tipo mi sta già sulle palle e la faccia di coso, che non mi ricordo come si chiama, non aiuta.
Fitzroy ha un bel nome e un carattere osceno. Il tenente avrebbe dovuto legnarlo un tantino.
Il tenente che poi diventerà Capitano lo legnerà tanto, ma tanto, ma tanto che non potete immaginare. Se volete leggere lo scontro, fatemelo sapere con MP e ve lo mando.
Bellissimo. Un travestimento alla Sherlock Holmes che ha preso alla sprovvista anche me, insieme al colonnello.. Mi piacerebbe saperne di più, anche su loro due, per quanto uno risulti detestabile XD