Gerald Oakley Cadogan, Visconte Chelsea (e ‘ormai’ figlio maggiore di Lord Cadogan, Conte di Cadogan) & Fabienne De Secondat, sua moglie, figlia di V.

Edwardian Solstice
Cadogan Hall, 1910

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“Oh buon dio!” Gerald guardò sopra la spalla di Fabienne “ma quello sarei io?” Fabienne puntò un’indice lunghissimo contro il naso dell’uomo: “Cubismo” spiegò. L’indice era blu, perché non solo di cubismo si trattava, ma di frammentazioni di visi, oggetti, laghi di colore sfumati con la punta delle dita. “Cosa?” Gerald strizzò gli occhi “Cubismo? Ma sembrano gli scarabocchi di William quando aveva otto anni!”
– “E tu fai gli stessi commenti da vecchio di tuo padre a sessantacinque!”
Gerald sgranò gli occhi: “Ti ricordo che LUI è di là, che sorseggia il suo Earl Grey”
– “E io sono qui, che sperimento le ultime tecniche in voga nel continente, che ti faccio un ritratto ‘moderno’. Guarda che d’ora in poi si dipingerà così ovunque. Ci ricorderanno tutti così!” – “Signor’Iddio, meno male esistono le fotografie!”
Fabienne incrociò gli occhi e tirò fuori la lingua. “Aspetta…” la studiò Gerald “…è una faccia cubista quella?”
Fabienne rise: “volevo regalartelo per Natale, retrogrado ignorante. Non capisci nulla di pittura.”
– “Nessun Cadogan s’intende di pittura.”
Fabienne indicò il caminetto. Gerald diventò serio quando posò lo sguardo sul ritratto di Henry. “Henry ne capiva. E anche sua figlia pare ne capisca. Anche se ha preferito studiare da infermiera. Una professione onorevole, no?”
“Non per il Drago.”
Fabienne sorrise: “Se solo vedesse quanto è bella, cambierebbe idea.”
“Non la vedrà mai.”
“Scommettiamo?”

 

(Vittoria Corella)

 On the first day of Christmas
my true love sent to me:
A Partridge in a Pear Tree