5.0 su 5 stelle Non ditemi che la storia di Jonas e Jericho finisce qui…, 29 luglio 2014
Questa recensione è su: I Fantasmi dei Natali passati (Formato Kindle)
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E così il vero miracolo di quel Natale era vedere Jericho Marmaduke Shelmardine seduto nella platea di un teatro a tre anni esatti dalla morte di Christophe Safire, avvenuta sul palco del Drury Lane. Probabilmente nessuno tra i gentiluomini e le gentildonne che affollavano l’Alhambra poteva rendersi conto della portata di quell’evento. Ricordavano ancora il Mago scomparso, certo. Come dimenticare? Ma nessuno ricordava Jericho. Nessuno sapeva che erano morti in due, quella sera.

Il primo incontro con la prosa barocca di Corella e Soprani è travolgente: una lingua così ricca e sonora, quasi una musica. Ecco, il racconto si dipana come una partitura musicale. I personaggi sono le note e l’estrosa penna delle autrici li fa muovere sul pentagramma in una danza di sofferenza, d’amore e di morte.
Ombre con la maschera, maschere che si nascondono nell’ombra. Nulla è come sembra in questa storia sofferta e malinconica.
La soluzione dell’enigma porta una momentanea serenità, ma il dolore è sempre dietro l’angolo. Non ha fretta. Può aspettare.
Bellissimo. Straziante.

Maestoso e inesorabile, il Big Ben batté la mezzanotte. Uno, due, tre. Dodici. Era il Natale milleottocentonovanta. Erano tre anni che Cristophe Safire era morto. Tre mesi da che Jericho Marmaduke Shelmardine aveva conosciuto Jonas Marlowe.
“Va tutto benissimo!” Jonas sorrise a Jericho, mentre gli invitati dell’Alhambra sollevavano i calici e brindavano al Natale. Lo scoppio di un Christmas Cracker fece girare molte teste. Poi un altro e un altro ancora. Una salva festosa in mezzo a un fiorire di coppe di champagne Pommery.