Episodio I e II: Recensione di Sara G. su I libri ci salvano
Oggi voglio parlarvi di due racconti, primi della serie “Victoria Solstice” scritti a quattro mani da due autrici emergenti italiane (quanto ci piace il made-in-Italy!) , Federica Soprani e Vittoria Corella, che ringrazio per l’opportunità.
Vi dico fin da subito che, uno dei punti vincenti di questi due romanzi, sono sicuramente i personaggi. Ma non tanto per le descrizioni o per i loro comportamenti, ma perchè sono “vivi” – no, non sono pazza, ora cerco di spiegarmi – in entrambi gli scritti, tutte le emozioni dei personaggi, i dubbi, le incertezze, la passione, si possono davvero sentire, entrano sottopelle e non se ne vanno fino alla fine della lettura! E’ difficile trovare romanzi di autori emergenti con una tale carica emotiva, spesso l’inesperienza porta a mantenere il tutto troppo distaccato dal lettore, mentre qui, le autrici praticamente è come ci facessero vestire i panni dei loro stessi personaggi, “assaggiando” le loro emozioni in prima persona.
I due principali, Jericho e Jonas vengono “spiegati” lungo tutta la narrazione, grazie a due salti temporali nel passato: questo ci permette di conoscerli, senza però dover leggere lunghe e noiose descrizioni su chi erano e cosa facevano, sono bastati dei flashback, per avere davanti una fotografia del loro passato che, indubbiamente ci aiuta a capire il loro presente. Insieme, cercheranno di risolvere un mistero, spingendosi fin nei bassi fondi di una Londra vittoriana che, personalmente, adoro dal profondo del cuore, e che viene descritta davvero in modo magistrale.
Mi è piaciuta molto la scelta di usare, nel raccontare la storia di Jericho, un linguaggio differente rispetto a tutto il racconto, è come se leggessimo una storia dentro la storia e, sebbene all’inizio lascia decisamente spiazzati, man mano che si prosegue con la lettura, devo ammettere che ha aiutato molto ad identificare questo personaggio tormentato e con una storia buia alle spalle. D’altra parte, nessuno dei personaggi che incontriamo durante la narrazione, può essere visto solo da un angolazione: tutti hanno un qualcosa da nascondere, tutti hanno diverse “sfaccettature” che rendono il lettore curioso da morire.Nella narrazione troviamo anche delle scene erotiche.. voi sapete, che io solitamente storco un po’ il naso e questo caso non fa eccezione: lo ammetto, la mia reazione non è stata delle migliori, ad ogni modo ho proseguito serena la mia lettura e, alla fine, mi sono trovata ad affermare, obiettivamente, che, mentre i romanzi degli ultimi anni ci hanno abituati ad un erotismo che quasi fa ridere, con una volgarità che spingerebbe chiunque sano di mente a prendere l’autrice – o autore che sia – a badilate in fronte, in “La società degli spiriti” e “La lega dei gentiluomini rossi” , ci troviamo di fronte ad un erotismo che sfocia nel poetico, senza volgarità, senza contorsionismi da circo equestre. Un sano erotismo..pulito, ecco, forse così rendo l’idea.
I messaggi lasciati da questi primi due racconti sono molteplici e spaziano dal connubio tra ragione e spiritismo, fino ai sogni – vitali per alcuni, distruttivi per altri, passando per le paure, le angosce e le tristezze di due personaggi diversi, ma se inevitabilmente si troveranno a camminare per le stesse strade, in una maturazione e scoperta continua.In conclusione, narrazione e descrizioni ottime, storia avvincente e personaggi curiosi, fanno di questi due primi capitoli, un ottimo inizio per Federica e Vittoria.
Quattro cuori meritati!Votazione
