Episodio I: Recensione di Silvia Scibilia suI racconti di Lilith
“Seguimi senza indugio. Ti porterò in un luogo oscuro popolato di fantasmi interiori, negli angoli illuminati a giorno dei salotti di Mayfair, nelle isole perdute della lussuria. Vieni a conoscere i miei amici. Non stupirti per la loro distanza esistenziale.”
Quale miglior modo se non un narratore vittoriano per introdurvi in Victorian Solstice, i racconti seriali di Federica Soprani e Vittoria Corella, editi da Lite Editions. I personaggi di questo giallo erotico sono Jericho, un medium noto negli ambienti del bon ton londinese e Jonas, un detective di Scotland Yard. Nonostante all’apparenza i due sembrino agli antipodi per esperienze di vita, le affinità si scorgono pagina dopo pagina. Per entrambi l’amore è stato ammantato di morte, entrambi lottano per trovare la luce dopo un passato di dolore. Quasi per caso si ritrovano a indagare insieme su un delitto. Un ricco studioso viene trovato morto nella sua casa con una ferocia degna dello Squartatore che a distanza di poco si fa beffa di Scotland Yard. La freddezza di Jonas un po’ alla volta si scioglie davanti all’imprevedibilità del medium, alla sua ironia. I dettagli del caso si fanno netti man mano penetrano in una realtà sommersa nella quale affonda la rispettabilità di chi esige onore per nascita.
Una notazione di merito va alla capacità espressiva e narrativa delle autrici, che riescono a introdurre nello squallore di quel mondo sommerso senza tuttavia sentirselo addosso.