Valentina Casanova era un fiore scarlatto che volteggiava nel vento, una macchia di sangue sul pavimento lucido della sala da ballo. La sua risata che risuonava troppo acuta, troppo alta, era cristallo infranto sui nervi tesi di Jericho, eppure lui aveva imparato così tanto tempo prima che le parole possono ferirti a morte, ma non possono ucciderti, che sono altre le cose che possono fare male, male davvero. Che un cuore anche se spezzato mille volte, anche se calpestato, mutilato, continua comunque a battere, a sanguinare.
Che se non hai più nulla da perdere puoi rimetterti in gioco ancora e ancora, bluffando col destino, e se il destino si stanca di te, poco male, non hai altro sangue da versare.
Ma Safire… Per Safire valeva la pena di giocare un’ultima partita….