Figlio cadetto di una famiglia antica e potente, ha rinunciato alla ricchezza e al prestigio in nome dei propri studi e di una vita che gli permettesse di dimenticare se stesso e il dolore che reca con sè. Devoto all’Ergomeccatronica, abile ‘Maniscalco’, abita una casa infestata di ricordi, frequentata da spettri di carne e sangue e oscurità.

“Sei un Fantasma. Non hai il potere di renderla felice.” La voce di Sir Horatio era pacata, quasi perentoria, ma tradiva un dolore consueto, non dissimile da quello della nipote. Solo, i suoi occhi sembravano aver esaurito da tempo le lacrime. Si era avvicinato all’uomo con la maschera, trascinando i piedi come se all’improvviso fosse molto stanco. “Sei ricordo e dimenticanza, polvere di un sogno infranto, il miraggio di un amore perduto.” Sembrava parlare a se stesso, non al suo interlocutore. Allungò le mani percorse da infinite vene e prese a slacciare le cinghie che assicuravano la maschera al volto. “Ma sei tutto ciò che ha. Tutto ciò che le resta. Lasciamo che si culli in questa sciarada, se la rende almeno un poco felice.”