Kasimir aveva mezza faccia: un occhio, un sopracciglio, un orecchio. Il resto era cancellato dalla biacca. Si disegnava i connotati come le geishe che, nel diciassettesimo secolo, erano tutti uomini. Kasimir della Geisha, maschio o femmina, non aveva niente. Benché portasse i mezzi guanti di pizzo nero fin sopra il gomito, li riempiva con bicipiti d’acciaio, piccoli ma dotati di una forza che avrebbe spaventato uomini più grossi di lui. Sotto il corsetto slacciato potevi contare i muscoli addominali uno per uno, guizzanti e sodi come pesci di fiume. La graziosità degli ornamenti muliebri non mitigava quel corpo asciutto, ferino e potente. Era grazie a quella forza, unita ad un carattere fin troppo deciso, che gestiva il Circo come un esercito alle grandi manovre. E proteggeva i ‘figli’ con le veemenza di una mamma orsa.