desiderio

Chiude la porta alle sue spalle, con una delicatezza impensabile in un uomo così grande. Ci sono molte cose che fa con delicatezza inaspettata. Una di queste è cingere con le due mani la vita sottile della govenante, uno stelo con l’armatura  steccata del corsetto, che al tatto le ricamano striature verticali attraverso la stoffa del vestito accollato che porta per lavorare.

“Meglio di no”  dice lei, mette le piccole mani rosa su quelle del suo padrone. “se entra qualcuno…”

“Non entra nessuno, ci siamo solo noi. I piccoli inglesi sono fuori, li senti? Giocano alla guerra. Persino Becca. In quest’isola voi pensate solo alla guerra, fin da bambini.”

“Non è vero” protesta lei.

“Vero, verdad. Guerra, guerra. Più ricchezze, più potere. Inglesi belli e crudeli” Esteban ha l’aria  di poterla spezzare come una canna palustre applicando la dovuta pressione a quella fila di perle che è la sua colonna vertebrale. Ma la Bestia non ha mai arrecato danno a Bella. Mai. Forse un po’ all’inizio, appena arrivata in quella casa.