How do I love thee? Let me count the ways.” Leggeva Vincent Bell, comune mortale vittoriano in panciotto di seta color pavone e pantaloni lavanda.
Rrrip!
Leggeva e strappava la pagina da un libro rilegato in pelle di cane, la carta delle pagine liscia come una lama di cellulosa. Della pagina faceva una pallina e con la pallina centrava il camino acceso.
I love thee to the depth and breadth and height My soul can reach, when feeling out of sight.”
Rrrip! Pagina. Pallina. Fuoco. Fiammata.


Intorno alla poltrona un cimitero di libri sventrati, spolpati fino all’osso della copertina, straziati fino alla costola col titolo stampigliato in oro.
Libriccini piccoli da preghiera, romanzi, cataloghi, atlanti.
Rrrip!
Povera Elizabeth Barret Browining. I suoi Sonnets fecero una allegra fiammata gialla bordata di violetto.
Vincent allora prese un altro libro dal tavolino da caffè e lesse: “O tu dal volto di rosa e dalla tunica color di rosa, con i tuoi abiti di fuoco, ci hai fatto bruciare tra le fiamme.”
Rrrip!
Il fuoco divampava alto nel caminetto, lambiva pericolosamente l’architrave e anneriva la cappa. Erano scoppiati incendi per molto meno a Londra.
Vincent storse la bocca. Forse il libro era peggio di quello che si aspettava. Non si disturbò a strapparne la pagine, lo lanciò direttamente tra le fiamme.
“Poeti lagnosi. L’amore è sopravvalutato. Perché nessuno dice mai le cose come stanno? Invece di scrivere vomitevoli barocchismi di fiori e colori e coriandoli d’amore, perché non scrivono la verità? Ti voglio fottere. Vogli scoparti. Sono in fregola per te. Mi tira il cazzo – o mi bagno, nel caso sfortunatissimo uno sia nato femmina…”
Si girò verso Nobody, in piedi sulla porta del suo appartamento privato. Vincent aveva pupille come capocchie di spillo. La cocaina era ancora in circolo, sarebbe durata ancora un paio d’ore.
“…ma tu che ne sai d’amore o del cazzo che tira… non hai mai sperimentato né l’uno né l’altro…cosa vuoi, questa volta?”