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Twelve Days of Christmas: on the 10th day of Christmas

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Gordon Cadogan & George Cadogan, il Drago

Londra

1887

10

Gordon aveva indossato la sua uniforme da Colonnello.

Lo aveva fatto perchè sapeva che sua fratello avrebbe apprezzato un tentativo di legalizzare la sua presenza, e con essa la sua stessa esistenza, agli occhi dell’High Society. Ma lo aveva fatto soprattutto perchè sapeva che a Beatrix piaceva vederlo vestito così. Era stato solo un istante, quando la donna si era recata in cima alle scale per salutarli tutti, prima che si avviassero. Era stata lei a insistere per alzarsi, George si era opposto, naturalmente, ma alla fine Bea l’aveva spuntata. Avvolta nella camicia da notte, nella voluminosa vestaglia e nello scialle, sembrava una bambina sorpresa mentre vagava per le sale di un vecchio castello, in una notte senza fine.

La pena che gli attanagliava il petto da giorni, da quando si era sentita male durante il ricevimento, gli aveva strappato il respiro. Non poteva tollerare di vederla così pallida, così debole, una ballerina di filigrana in procinto di spezzarsi. Come poteva sopportarlo suo fratello?

“La devi mandare via. Non può affrontare l’inverno inglese, George”.

Da quanto tempo Gordon Cadogan non aveva osato sfidare apertamente suo fratello maggiore? Da quanto non osava esprimere un suo parere, una sua volontà che coinvolgesse anche qualcun altro, oltre a se stesso? Perché finché si era trattato di sè era stato più facile. Decidere di ripartire per l’Africa, di restare lontano per mesi, per anni, era stata una scelta solo sua, una faccenda tra sè e il suo egoismo, la sua viltà.

Ma ora era diverso, ora Gordon aveva deciso che doveva essere diverso.

“Dove dovrei mandarla, Gordon?”

Il volto di suo fratello era una maschera di pietra e pioggia, un’ombra chiara nella stanza in penombra. Nemmeno il fuoco che ruggiva nel camino sembrava in grado di sciogliere quella maschera da sfinge, di svelare cosa si celasse dietro l’apparente, imperturbabile padronanza di sè che indossava così dannatamente bene. Perfino ora che sua moglie stava male. Gordon avrebbe voluto colpirlo, avrebbe voluto ferirlo abbastanza profondamente da vedere se anche lui aveva sangue nelle vene, e non solo pioggia inglese, ma era suo fratello, lo amava, e in fondo la rabbia che provava era solo paura, solo debolezza.

“Forse suggerisci di mandarla in Africa, Gordon? Ti faresti tu carico di accompagnarla, immagino…”

Era stato George a colpirlo, alla fine, poche parole scelte con accuratezza, scandite, letali, accompagnate da quello sguardo che esigeva tutto senza chiedere nulla, che pretendeva una resa immediata, assoluta.

Gordon si era sentito assolutamente inerme, vinto, messo al muro come il traditore che era, e per un attimo aveva desiderato che suo fratello sferrasse il colpo mortale, che ponesse fine alle sue sofferenze e alla sua vergogna una volta per tutte.

Ma George non l’aveva fatto, lo aveva lasciato solo ancora una volta a fronteggiare la propria impotenza, la propria ignavia.

O forse no? Forse era una possibilità quella che gli aveva offerto suo fratello, l’opportunità di essere finalmente un uomo? Gordon stava riflettendo su quell’eventualità, ci stava riflettendo seriamente. In fondo, cosa poteva perdere? Lui e Beatrix avrebbero potuto meritare quella felicità che troppo a lungo si erano negati, che lui aveva preteso di negare entrambi.

L’avrebbe portata in Africa, l’avrebbe vista rifiorire, finalmente, fuori da quella serra fredda che troppo a lungo l’aveva imprigionata. Sarebbe stata bene. Sarebbe stata felice. Sarebbe stata sua.

Una voce scaturì da qualche parte infondo alla navata, e fu come se un angelo avesse disteso le sue ali su tutti loro. Il silenzio cadde così improvviso che Gordon Cadogan temette per un istante che i suoi pensieri proibiti potessero risuonare assordanti, svelati a tutti. Ma l’incanto della musica e di quella voce misteriosa aveva già rapito l’attenzione di tutti, e Gordon poteva riporre in fondo al cuore i propri segreti, senza spezzarli.

 

(Federica Soprani)

 

On the t10th day of Christmas

my true love sent to me:

10 Lords a Leaping

9 Ladies Dancing

8 Maids a Milking

7 Swans a Swimming

6 Geese a Laying

5 Golden Rings

4 Calling Birds

3 French Hens

2 Turtle Doves

and a Partridge in a Pear Tree

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