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Mr. Nobody – Giulietta deve morire, episodio V


Intoccabile,
Valentine andava recitando la litania nella sua testa. Intoccabile, irraggiungibile, inarrivabile, inesistente, invisibile.
Si rivolse a Nobody, che stava al fianco di Belial. «Tu glielo hai permesso! Tu!» V aveva perso tutto il suo humour nero perché V ora non era il più forte. Benché prigioniero, e negato al mondo, il più forte sarebbe sem-pre stato Vincent Bell, Re Belial. Il Principe Folle. Intoccabile, irraggiungibile, inarrivabile, inesistente, invisibile.
Nobody si concesse un solo gesto: mise la sua mano destra sulla spalla magra di Vincent. Con l’altra teneva stretto il bavero della sua elegante giacca da pomeriggio. Disse solo: «Ricordati chi siamo, V».
V si ritrasse, creatura immonda di fronte al crocifisso, demone ai bordi di un battesimale consacrato. «Lo so chi siete voi due!» ringhiò. «Siete l’Eterno Prigioniero di se stesso e l’Eterno Secondino della sua prigione. Invecchierete qui dentro, avvizzirete qui dentro. Per voi non ci sarà mai il mondo. Non ci sarà mai la Vita.»
Vincent si tolse la sigaretta dalle labbra, la scrollò sul tappeto turco che aveva adornato un tempo l’harem del Topkapi. «E ci sarà vita per te, V? Se loro ti sfuggiranno?» Lo guardò molto curioso. «V, tu hai una vita là fuori, tu hai desideri qui dentro. Tu vivi. Che farai se decideranno di smaltirti per manifesta inefficienza con i modi e gli usi della Buona Morte?»
Nobody strinse la spalla. «Vincent…»
Re Belial non si fece intimorire. «Hai paura di morire, V?»
Nobody si tese, gli occhi sulla mano destra di V, sulla tasca interna della redingote nera, dove l’Arcangelo, il Mastino della Buona Morte, teneva la sua Webley. Se solo avesse fatto il gesto, se solo avesse mosso quella mano verso quella giacca, Nobody avrebbe dovuto tirare indietro Vincent e prendersi la pallottola. Era al mondo solo per quello.
Intoccabile, irraggiungibile, inarrivabile, inesistente, invisibile.

Nome: Mister Nobody
Aspetto: Pallido, lineamenti tagliati con un bisturi, occhi che del vetro non hanno solo il colore. Dannatamente sfuggente. Dannatamente inglese. Sempre impeccabile, indossa completi di alta sartoria cuciti su misura. E’quasi impossibile vederlo senza giacca, cravatta e cappello, anche in piena estate.
Carattere: Cortese, equilibrato, non alza mai la voce, non mostra mai irritazione, nè disappunto, nè sorpresa. In altre parole è comunicativo come una lastra di piombo, e altrettanto empatico.
Sorride raramente, e forse è un bene, perchè su un volto come il suo i sorrisi tendono a fare paura.
Storia: Mister Nobody non può essere considerato un membro della Buona Morte a tutti gli effetti. Di certo lui NON si considera tale. Non partecipa alle riunioni, non viene chiamato all’azione. Non è stato arruolato da Lord Cadogan, nè dal signor V. Non interagisce praticamente mai con i suoi esimi colleghi.
Lui ha un compito, ed uno soltanto: occuparsi del signor Bell. Questo comporta sia accertarsi del suo benessere, sia, ovviamente, preoccuparsi che non faccia nulla di sciocco, pericoloso, o apertamente stupido come rivelare al mondo la propria esistenza.
Questo compito il nostro lo porta avanti da circa 30 anni e con evidente successo, dal momento che il suo protetto è ancora vivo ed è ancora pressochè invisibile.
Chi sia stato prima Mister Nobody nessuno lo sa, e probabilmente è del tutto irrilevante.

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