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Henry Glenarvon e Boudicca Lovelace

“Giulietta” e “Romeo”
13495314_1015281788527026_3308771968574070342_nNome: Boudicca Lovelace
Età: 17
Aspetto: Occhi scuri, caldi, a volte, spesso impertinenti, capelli castano chiari, quasi biondi, d’estate. “Un’incantevole bambina!” come ama definirla suo padre. Una giovane donna che sta ancora sbocciando, come non possono fare a meno di notare coloro i quali incontrano il suo sguardo dolce e ardente.
Carattere: Dolce e capricciosa. Lunatica e lunare, un nulla la esalta, un nulla la getta nello sconforto. Si considera uno spirito romantico, nel senso più appassionato del termine, e spesso ragione per assoluti, senza tenere conto delle contingenze reali. Anzi, spesso fatica a distinguere la realtà dalle sue fantasie e visioni… E’ una lettrice vorace di romanzi di ogni genere, ama il teatro, si diletta di scrittura e disegno, strumenti coi quali cerca di dare forma ai propri mondi immaginari.
La sua sensibilità è così esasperata da rasentare la patologia, tanto da costringere a volte i medici ad intervenire col laudano per tenere i suoi nervi sotto controllo. Certi suoi comportamenti sono al limite della schizofrenia, impossibile capire quanto sia cosciente dei propri cambiamenti di personalità. Soffre di crisi di sonnambulismo e sostiene di poter parlare con gli spiriti dell’aria e con i morti. Non si considera una creatura di questo mondo.
Storia: Cresciuta senza madre, scomparsa in circostanze misteriose, è stata custodita dal padre come un gioiello raro, e non ha avuto modo di frequentare ragazze della sua età. Forse anche questo l’ha spinta a rifugiarsi in un mondo tutto suo, nel quale concede l’ingresso solo a pochi privilegiati.
13450203_1015281271860411_13182126806693298_nNome: Henry Arthur Glenarvon (futuro 6° Conte di Glenarvon)
Età: 18 anni
Aspetto: Ha lo stesso viso dolce di sua madre ed il suo sguardo è limpido e sincero, i suoi occhi gentili e miti. Colpisce il suo sorriso, un’amalgama pefetta di timidezza e sfacciatezza. E’ alto e magro, proprio come suo padre, e come lui compie gesti misurati e compassati. Ma la somiglianza con Lord Glenarvon finisce lì.
Carattere: “Love is my religion – I could die for it” (J.Keats)
Henry si vede come un poeta. Si sogna come un Poeta. Passa le giornate a scribacchiare versi su di un taccuino o a leggere libri di poesie. Ha una venerazione per i romantici, ha letto ogni cosa di Wordsworth e Coleridge. Tiene come un tesoro alcune incisioni originali di Blake. Cita a memoria Keats, Byron e Shelley e vorrebbe essere proprio come loro. Non si rende conto (o forse non gli interessa) di essere l’erede di una delle casate più importanti dell’Impero. Spera che il momento di diventare Lord venga il più tardi possibile perché è una responsabilità che lo terrorizza. Si innamora con facilità, e follemente, ed è soggetto a cocenti delusioni sentimentali, dalle quali esce regolarmente a pezzi.
Ha l’ingenuità dei suoi 18 anni.
Storia: Henry è il figlio maggiore di George Henry Glenarvon, 5° Conte Glenarvon, e di sua moglie Beatrix Craven. Ha 7 tra fratelli e sorelle più piccoli. Studia al Christ Church di Oxford senza molta convinzione, perché così gli ha imposto il padre.
Se si interessasse di politica, lo si potrebbe definire un liberale, ma sono cose che lo sfiorano appena.
Progetta un viaggio in Europa continentale sulle orme di Byron e Shelley.

Boudicca non è come le altre persone. pensava Henry Glenarvon, mentre la ragazza di cui era innamorato lo stava baciando. Noi altri siamo solo polvere tenuta insieme dal respiro di Dio. Siamo materia sporca e pesante baciata dalla Vita. Niente più di questo ci è dato capire. Nient’altro possiamo vedere. Questa scintilla è tutto ciò che di bello possiamo sospettare fintanto che siamo al mondo. Siamo terra, siamo fatti degli scarti dello Spirito e certe meraviglie ce le possiamo solo immaginare perché siamo così dannatamente in basso. I poeti, sì, loro a volte ci aiutano. Certe cose ce le raccontano, cercano di farcele vedere, ma a quale prezzo? Conoscete un Poeta sano di mente, voi? Viviamo tutti in un mondo di fate, sempre, ma non lo vediamo a causa della debolezza delle nostre percezioni. Siamo nati per l’infelicità. E poi, un giorno, incontri un essere come lei: una creatura che non fa alcuno sforzo per vedere questo universo incantato, ci vive dentro, lo guarda tutti i giorni. Lei è uno di quegli esseri per cui la Poesia è la condizione Naturale della Vita, è come respirare, è come farsi scaldare dal sole in estate o sentire il profumo del pane.
Io voglio che il mio cuore appartenga ad un essere così. Non mi accontenterò di null’altro di meno. Amerò solo colei che sarà la mia Musa, e la mia Musa sarà così. Suo è il Mondo di Fate del Poeta. Anzi, no, lei stessa è una fata che rende vivo e reale questo mondo ultraterreno. Che fortuna averti incontrata, amore mio. Finalmente so cosa significa essere vivi.

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