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Dee/Miranda/Boudicca – Giulietta deve morire, episodio V

Certe persone nascevano sotto una buona stella. Così aveva sentito dire. Altre erano stelle esse stesse, astri splendenti capaci di attirare su di sé attenzione, amore, venerazione. Nessuno provava il desiderio di fare del male a una stella, nessuno poteva volerla spegnere. Poi c’erano quelli come lei, frammenti danzanti della notte più nera, figli nati già orfani di un buio impietoso, senza speranza. Se il chiarore di una stella li lambiva, quasi non se ne accorgevano, assuefatti com’erano all’oscurità. Forse per questo Dee non riusciva a provare affetto per la ragazza Lovelace. O forse non riusciva ad amarla solo perché sapeva quanto lui l’amasse.
Non faceva differenza. Servendo Miranda, lei serviva Lovelace e la sua bambina splendente. Nessuno aveva preteso altro da lei, nessuno aveva chiesto il suo parere. Comunque non le sarebbe interessato. Per lei esisteva una sola voce, un solo comando, una sola, oscura luce verso la quale tendere con tutto il proprio essere. La sua vita cominciava con lui e con lui sarebbe finita, non le importava quanto presto, non le importava come. Se fosse stato Miranda stesso a esigere la sua morte, per lei sarebbe stata la più dolce delle consolazioni. La sola che le fosse mai stata concessa.
Una stella senza luce non poteva temere il silenzio e il nulla di un cielo grande.

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